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Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere.

  • ScuolaZoo Fattura con WhatsApp – La Generazione Z rifugge da Facebook, perché è il social dove sono presenti i loro genitori e professori. Preferiscono un social che rappresenti la loro vita istantaneamente, senza lasciare traccia. Ecco perché il native marketing di ScuolaZoo è stato effettuato attraverso le Stories di Instagram, per poi lanciare una call to action ad andare ad acquistare i prodotti su WhatsApp attraverso un semplice messaggio dove confermare l’acquisto con un click. ScuolaZoo ha quindi sperimentato con successo il marketing del proprio e-commerce attraverso le Stories di Instagram e la vendita dei prodotti su WhatsApp: una comunicazione diretta, immediata, semplice che permette di andare a incontrare il target nelle sue piattaforme preferite, utilizzando il suo linguaggio. Da provare a casa.
  • I Dati Sono il Nuovo Petrolio, ma chi Controlla i Giacimenti? – Benvenuti nell’industria dei dati, “il nuovo petrolio”, come si sente dire da anni. Ma chi gestisce gli oleodotti e quanti soldi guadagna? Di chi è questa nuova ricchezza?  Nel 2016, il valore del mercato dei dati nell’UE è stato di 59.53 miliardi, in crescita rispetto al 2015 [54.3 miliardi, per dare un termine di paragone, negli Stati Uniti è valutato dallo stesso report 129 miliardi di euro]. E le previsioni per il futuro sono ottimistiche: il suo valore nel 2020 potrebbe raggiungere, in uno scenario di massima crescita, i 106 miliardi di euro. “Il nuovo petrolio”, però, non è patrimonio di tutti ma una ricchezza che stanno accumulando pochi soggetti capaci di grandi investimenti in tecnologie e conoscenze come Google e Facebook tanto per fare dei nomi. Alla fine, proprio come il vecchio business dell’oro nero, anche l’industria dei dati finirà per accrescere ancora di più le diseguaglianze tra ricchi e poveri? A una precisa richiesta di pagina99 su quanto valga l’industria dei dati in Italia, il ministero per lo Sviluppo economico ha risposto che no, dati non ce ne sono, con buona pace del ruolo determinante che i big data dovrebbero giocare nel piano industria 4.0 appena varato. Andiamo bene…
  • Vendite dei giornali Gonfiate. Così Fan Tutti? – Nicola Borzi, capo servizio del Sole24Ore celebre per aver indagato e denunciato i problemi del quotidiano ben prima delle note vicende recentemente emerse, scrive una nota sulla propria pagina personale su Facebook che fa squillare un campanello d’allarme. Infatti, in riferimento alle diffusioni gonfiate, Borzi domanda: «Credete forse che questi problemi riguardino solo Il Sole 24 Ore? Credete che la tentazione di imboccare la scorciatoia di gonfiare i dati di diffusione riguardi solo la nostra azienda? Ne siete certi? Cari colleghi delle altre testate, vediamo quanti di voi hanno il fegato di avviare un’inchiesta sul proprio editore». Sarà per questo che la fantomatica legge sull’informatizzazione delle edicole, approvata ai tempi di Peluffo, giace ancora oggi inapplicata?
  • Come Internet ci ha Divisi –  Francesco Guglieri – che scrive per diversi giornali e lavora alla narrativa straniera di Einaudi – ha pubblicato su pagina99 un articolo sulle conseguenze meno ovvie dell’uso di Internet per l’informazione. La rete, dice, probabilmente ha fatto aumentare la disuguaglianza culturale, invece che ridurla. La coda lunga ha prodotto l’esatto opposto di quello che profetizzava Chris Anderson nell’omonimo libro [La coda lunga, Codice edizioni, 2010]: non la fine del mainstream ma il suo aumento e sempre più in una coloritura provinciale, insulare. Al contrario le nicchie sono aumentate così tanto da raggiungere dimensioni molecolari, incapaci di qualsiasi influenza [via]. C’è da rifletterci, perlomeno.
  • Integrazione & Convergenza per Giallo Zafferano – Dal successo del sito di cucina numero uno in Italia, acquisito insieme ad altre testate verticali da Banzai, il gruppo Mondadori lancia il magazine Giallo Zafferano.  Il nuovo mensile del Gruppo Mondadori, con una tiratura del primo numero di 1 milione di copie, sarà in edicola da sabato 18 marzo al prezzo di un euro, sia singolarmente che in abbinamento ai settimanali Donna Moderna, Chi, Tv Sorrisi e Canzoni, Grazia, Tustyle, Starbene e Confidenze. Da quanto viene riportato sul sito corporate del gruppo editoriale, forte l’integrazione con il Web grazie a la app di realtà aumentata ed alla possibilità di votare sul sito o sull’app il piatto preferito della sfida del mese e partecipare al contest finale proponendo una ricetta che la redazione selezionerà per la pubblicazione sul numero successivo, in un continuo dialogo on e off line. Se per caso la testata avesse successo sarebbe l’ennesima dimostrazione che l’integrazione e la convergenza sono possibili.
  • Fine delle Storie per WhatsAppp – Whatsapp fa marcia indietro sulle Storie. Lanciate sull’app di messaggistica a fine febbraio, praticamente in contemporanea con il debutto su Facebook, le storie che si autoeliminano dopo 24 ore sono già finite in soffitta. Dopo le lamentele degli utenti WhatsApp, di cui è proprietaria Facebook, annuncia infatti il ritorno dello status testuale, sparito per far posto a foto e a video che spariscono dopo un giorno sul modello di quelle “originali” firmate Snapchat. La funzione resterà comunque a disposizione degli utenti anche dopo il ripristino dello status testuale, ma sarà un’opzione in più e non un sostituto dei vecchi status. KISS: Keep it simple stupid!
  • Salviamoci Almeno la Reputazione – L’ultima cosa che impariamo nella vita, ha scritto una volta George Eliot, è l’effetto che facciamo agli altri. Eppure nell’età dei social network questo è diventato una delle cose più importanti. Oggi la reputazione pone le persone al di sopra delle regole di appartenenza alle istituzioni. Basta a se stessa, per questo viene inseguita ad ogni costo. Inoltre, a livello del controllo sociale ciascuno può verificare in prima persona la misura della propria reputazione, e questo fornisce sovente una sensazione d’onnipotenza. Il ranking come misura della propria personalità. Siamo passati dal pudore alla spudoratezza. Origgi, nel suo libro “La reputazione” [Università Bocconi Editore] sostiene che l’era della informazione sta tramontando a favore dell’era della reputazione, in cui l’informazione «avrà valore solo se già filtrata, valutata e segnalata dagli altri», tanto da essere uno dei vari aspetti di quella che viene chiamata «l’intelligenza collettiva». Vero!

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Pier Luca Santoro

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Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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