Ancora Lunga la Strada per il Couponing da Smartphone

Statista ha rilasciato una ricerca relativa all’utilizzo dei coupon, che presenta interessanti chiavi di lettura di un sistema spesso ignorato, ma che continua a produrre frutti senza soluzione di continuità. La ricerca è stata condotta su consumatori statunitensi e tedeschi ed è basata su una metodologia di interviste telefoniche.

Questo White Paper viene rapidamente riassunto in 5 punti salienti, corredati da infografiche:

1- I Coupon sono ben visti (seen in a positive light) in particolar modo per il risparmio che producono. Tra le risposte negative invece è facile notare come i consumatori, allo stesso tempo, non preferiscano essere bombardati da un’offerta talvolta eccessiva.

2- In particolar modo i coupon che vanno per la maggiore sono offline, con i picchi più alti nei settori food e FMGC (prodotti a basso costo e di largo consumo).

Si raggiunge un pareggio tra online e offline nel settore Fashion, dove evidentemente le dinamiche di e-commerce sono più pregnanti che altrove e contribuiscono a tale dinamica.


3-  Le persone preferiscono trovare liberamente le offerte sugli aggregatori, piuttosto che con messaggi diretti ai propri smartphone. In linea di massima, si preferisce una ricerca o un’adesione consapevole (ad esempio le newsletter) alle notifiche push. E  mi permetto di ipotizzare che sarà sempre più così, in tutti i settori…


4- Le persone non percepiscono (o non c’è) vantaggio nell’usare i sistemi di couponistica da smartphone.

Questo dice molto rispetto alla necessità di comunicare di più e meglio quali possa essere il plusvalore. Inoltre si fa espresso riferimento al problema del noise, rumore, che spesso risulta fastidioso perché distrae dai processi d’acquisto o dall’ “innesco” degli stessi.


5- I coupon aumentano in modo esponenziale la volontà di comprare. In particolar modo nel fare scorte di prodotti, ma non sono da sottovalutare le risposte positive relative al cambio di brand (47%) e al cambio di negozio (40%).

Nel contesto attuale, in cui le attività di branding sono sempre più martellanti e raccolgono investimenti di un certo rilievo, pensare che possa bastare un coupon a portare un consumatore da un marchio all’altro, è qualcosa sicuramente su cui riflettere.

Save

Pierluigi Vitale

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.