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Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere.

  • Pubblicità Occulta – Business Insider Italia, la nuova testata all digital lanciata recentemente dal Gruppo Espresso – Repubblica, si scaglia contro «la pubblicità occulta sui social che sfugge a ogni controllo». Il tema è quello delle celebrities, che erroneamente vengono chiamate influencer [non a caso qualcuno sostiene che «Journalists Don’t Know Shit About Influencer Marketing»], ed i loro post molto probabilmente sponsorizzati dai brand dei quali l’articolo in questione fornisce numerosi esempi: Da Fedez alla Ferragni passando per Selena Gomez ed Anna Tatangelo. Al tempo stesso la testata ammiraglia del gruppo propone un articolo sul nuovo coupè della Volkswagen che già dal titolo: “Volkswagen Arteon, la GT che mancava”, lascia intuire la natura del pezzo. Ed infatti l’articolo attacca con «Si chiama Arteon e non bisogna essere degli indovini per intuire che sarà lei la reginetta dello stand Volkswagen dell’87ma edizione del Salone di Ginevra. Una Gran Turismo con tutti i crismi, slanciata quanto basta per accogliere con eleganza i suoi 4.862 mm di lunghezza e allo stesso tempo dotata di quel piglio sportivo che deve necessariamente possedere una GT degna di questo nome».  Come correttamente rileva Maurizio Goetz, temi vecchi che trovano nuove forme. Chi è senza peccato scagli la prima pietra, o almeno, cortesemente, taccia.
  • Strumenti e Tecniche per Misurare la Qualità della #socialPA – Misurare l’attività della PA sui social media: quali metriche, quali strumenti, quali domande? A questo risponde l’interessante presentazione dell’amico Giovanni Arata che dopo un’introduzione sul tema illustra, con dovizia di particolari, il caso di Turismo Emilia Romagna, circuito di spazi social costruito da APT Servizi Emilia Romagna per promuovere il network turistico regionale attraverso la Rete Gestito dall’unità Web e Sviluppo in collaborazione con Ufficio Marketing e Ufficio Stampa. Una piattaforma di espressione e racconto collettivo che sicuramente è da annoverare tra le “best practice”. La presentazione è liberamente scaricabile e dunque non avete scuse. Potete leggerla quando volete, ma fatelo!
  • Storytelling Fatto Bene – Dai super esploratori al futuro dell’energia. Tre anni di grande trasformazione di Eni raccontati in un appassionante long form interattivo che [di]mostra come il brand journalism, quando fatto bene, sia più avanti delle maggior parte dei contenuti editoriali proposti dai publisher. Da guardare se siete giornalisti per capire sia quanto sia possibile realizzare in Rete, con buona pace di coloro che “la carta è per l’approfondimento”, che per togliervi ogni dubbio su quale sia la strada da percorrere, in termini di proposta di contenuti e format, se si vuole davvero recuperare rilevanza nell’ecosistema dell’informazione. Da guardare se siete dei comunicatori per copiarlo, e migliorarlo ovviamente. Bravi!
  • Emozioni – Agli onori delle cronache la vicenda del ragazzino calabrese con la precipitosa versione di [quasi] tutti i giornali che si stesse facendo “un selfie sui binari” mentre invece pare non sia affatto così. A prescindere da come siano andate veramente le cose [ri]emerge per l’ennesima volta l’idea che gli smartphone ed i social, ma ieri e domani saranno i videogames o qualcosa d’altro che al 90% di coloro che scrivono sui giornali evidentemente sfugge, siano la causa di comportamenti “devianti”. E vai di analisi sociologiche sui “ggiovani” e la tecnologia che li rovina quando invece dovremmo fare di tutto per alfabetizzarli in maniera consapevole piuttosto che lanciare grida d’allarme tanto forti quanto insensate. C’è una bellissima canzone di Battisti: “Emozioni”, che sicuramente molti conoscono [in caso riascoltatela qui] che recita: «E guidare come un pazzo a fari spenti nella notte, per vedere / Se poi è tanto difficile morire / E stringere le mani per fermare / Qualcosa che / E’ dentro me / Ma nella mente tua non c’è / Capire tu non puoi / Tu chiamale se vuoi / Emozioni». Si tratta della puntuale descrizione di quello che da adolescenti succede da sempre. Chi sostiene il contrario non ha capito nulla o dei ragazzi o della tecnologia; anzi, secondo me, di tutti e due. Conversations happen around social object, not vice versa…
  • Al Via StamPubblica – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato dà il via libera condizionato a concentrazione tra Gruppo Editoriale L’Espresso e Italiana Editrice. Le misure correttive prescritte ai fini dell’autorizzazione della concentrazione sono state individuate a partire da una specifica proposta di Gruppo Editoriale L’Espresso tenendo conto della capacità delle stesse di incidere sulle criticità concorrenziali rilevate, delle caratteristiche degli operatori indicati come concessionari della raccolta pubblicitaria locale sulle pagine locali delle edizioni di Genova e Torino del quotidiano La Repubblica nonché delle specifiche clausole contrattuali che regoleranno il rapporto tra detti soggetti e Gruppo Editoriale L’Espresso. L’Autorità ha imposto alla società acquirente la cessione ad un soggetto terzo ed indipendente della raccolta pubblicitaria locale sulle pagine locali delle edizioni di Genova e Torino del quotidiano La Repubblica. Tutto sommato davvero poca cosa rispetto alla dimensione ed alla portata della fusione.
  • Contenuti Digitali & Digital Advertising – Secondo il rapporto Assinform presentato ieri, nel 2016, il mercato digitale nel suo complesso è cresciuto dell’1.8% a 66.100 milioni di euro. Il dato risulta superiore a quello previsto lo scorso settembre [+1.3%], e lascia intravedere una crescita ancora superiore per il 2017, attorno al 2.3%, a sfiorare i 67.700 milini di euro. Nell’ambito dei singoli comparti, gli andamenti dei diversi segmenti hanno una volta di più confermato il rallentamento di quelli più tradizionali e il dinamismo di quelli più legati alla trasformazione digitale dei modelli produttivi e di servizio. Già ad un primo livello di disaggregazione, i dati indicano che alla crescita 2016 hanno concorso un po’ tutti i comparti, tranne i servizi di rete: Servizi ICT a 10.631,6 milioni di euro [+2.5%]; Software e Soluzioni ICT a 6.258,8 milioni di euro [+4.8%], Dispositivi e Sistemi a 17.229,6 milioni di euro [+1.4%], Contenuti Digitali e Digital Advertising a 9.622,2 milioni di euro  sono il segmento più dinamico con una crescita del 7.2%.
  • C’era una Volta l’Edicola – Tre miliardi di euro. A tanto ammonta la spesa degli italiani per i bambini in età 3-13 anni. E, quel che più conta, cresce del 7% o quasi rispetto al 2015, ossia sette volte rispetto al Pil [+0,9%] e cinque e più volte rispetto al totale dei consumi delle famiglie [+1,2%]. A rivelarlo è Doxa che per la prima volta mette a sistema i numeri di sette maxi comparti: cinema, libri, TV, giocattolo, cartoleria, parchi e acquari ed edicola. Ed è proprio l’edicola, segmento che pesa l’8% del totale mercato, ad essere l’unico comparto in flessione. Mentre infatti si va dal +34.7% del cinema al +4.5% del giocattolo, passando per il +5.5% dei libri ed il +12% di parchi ed acquari, le edicole perdono il 2% con i periodici per ragazzi che calano del 6%. Ora che i quotidiani non fanno più traffic building sul canale anche tutti gli altri segmenti “al traino” perdono a prescindere dal loro appeal specifico e 7mila edicole hanno chiuso negli ultimi 3 anni. Cose di cui si parla davvero troppo poco.
  •  Barbie – La bambola più famosa al mondo è quasi sessantenne. Ha compiuto ieri 58 anni  linea di fashion doll commercializzata dalla Mattel a partire dal 9 marzo 1959. Mattel ha stimato che esistono oltre 100.000 collezionisti di Barbie. Il 90% sono donne, di un’età di circa 40 anni, che acquistano una ventina di nuove Barbie ogni anno. Il 45% di loro spendono oltre 1000 dollari ogni anno per la loro collezione. Le prime Barbie sono quelle che hanno assunto il più alto valore commerciale, e mentre una Barbie nel 1959 veniva venduta per 3 dollari, la stessa Barbie è stata aggiudicata per 3552,50 dollari su eBay nell’ottobre 2004. Una delle critiche più frequenti mosse contro la bambola è quella di promuovere una immagine della donna anatomicamente poco realistica, con il rischio conseguente che le bambine aspirino ad avere quel tipo di corpo e portarle all’anoressia. Per tale motivo dal 1997, il corpo della Barbie è stato modellato affinché abbia un bacino più ampio. Come on barbie let go party
  • Come Distruggere un Newsbrand in 4 Mosse – Il Corriere della Sera è [era?] il giornale della “borghesia illuminata” milanese, il quotidiano di quella élite di idee vagamente progressiste. Ebbene lo stesso quotidiano, oltre a contenuti che, ahimè, è possibile vedere ogni giorno nella colonna destra dell’home page, quali in questo momento “Il bacio [d’autore] tra Dout­zen Kroes e Lara Stone, top model senza veli”, piuttosto che “Le 25 scene erotiche più famose della storia del cinema”, pare avere una passione particolare per le soldatesse, diciamo. Infatti il quotidiano di Via Solferino ripropone sistematicamente a cadenza regolare una fotogallery di – presunte – soldatesse israeliane variando alla bisogna il titolo dei post sui social per acchiappare click. Come giustamente scrive Arianna Ciccone, si tratta della stessa testata i cui giornalisti spiegano che “Ci vuole una legge sulla verità perché questi maledetti social hanno distrutto il giornalismo. E Zuckerberg deve dire che è media company così sarà responsabile di quello che gli utenti postano”. Una schizofrenia sistematica che non può che portare a danneggiare immagine e reputazione della testata rendendola assimilabile a tutte le altre. Chapeau ai geni che ce le stanno mettendo tutta per arrivare a questo risultato.

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