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Si è parlato molto nei giorni scorsi dell’ottimo debutto in borsa di Snapchat. Una partenza col botto che complessivamente è stata interpretata come un segno di salute, al netto della questione degli utili, per la piattaforma social.

In realtà sotto il profilo prettamente economico-finanziario il +44% del primo giorno potrebbe anche più semplicemente significare che il prezzo definito per la quotazione era stato sottostimato e che dunque sono stati lasciati dei soldi sul tavolo, anche se in realtà buona parte dei beneficiari sono stati interni a Snapchat stesso.

Soprattutto, qualunque sia il caso, è un dato che non può essere preso come segnale di positività delle effettive prospettive di Snapchat, anzi per qualcuno sarebbe addirittura destinato a scomparire entro la fine dell’anno nonostante gli indubbi benefici apportati complessivamente alla genuinità dell’ecosistema social.

Infatti, come mostra l’infografica sotto riportata, molto spesso si è verificato assolutamente il contrario rispetto alle aspettative create dopo il debutto al NYSE. Basti vedere, uno per tutti, da un lato il lancio quasi piatto di Facebook e, dall’altro lato, la partenza sprint, superiore anche a quella di Snap Inc., di Twitter. Sappiamo come poi è andata a finire.

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