Volumi di vendita (carta + digitale) annuali dei quotidiani italiani: confronto 2015 vs 2016 per testata

Concludiamo la serie di analisi fatte sui volumi di vendita annuali con i dati di tutte le testate censite da Ads. Nelle precedenti puntati abbiamo visto nell’ordine: i volumi di vendita complessivi aggregati, quelli delle cinque principali testate italiane e quelli di quattro testate dalle linee editoriali particolarmente “aggressive”.

Questa volta vediamo i volumi di vendita singolarmente di tutte le testate (o almeno di quelle presenti nelle rilevazioni Ads sia a gennaio 2015 che a dicembre 2016). Come nelle altre puntate il calcolo del volume complessivo è stato ottenuto moltiplicando le copie medie della voce “toale vendita (cartacea + digitale)” moltiplicato per le singole uscite, il dato poi è stato “ripulito” dalla voce “vendita multipla copie digitali” che fino a marzo 2016 è stata aggregata da Ads al totale vendita.

Cosa emerge dai numeri? Oltre alle considerazioni fatte nelle precedenti puntate un primo dato che emerge è che tutte le testate (55 in totale, le testate che hanno edizioni del lunedì o del sabato censite da Ads separatamente sono state aggregate alla testata principale) hanno un differenziale tra 2016 e 2015 negativo, tranne una: il Corriere Adriatico, del gruppo Caltagirone che aumenta le vendite di quasi 400 mila copie in più tra 2016 e 2015 (+8,9%).

Per il resto se guardiamo il differenziale in punti percentuali tra quotidiani nazionali quello a soffrire di meno è l’Avvenire, il quotidiano cattolico perde solo lo 0,7% rispetto all’anno precedente (250 mila copie nel volume complessivo annuo).

Guardando ancora a giornali con copertura nazionale Il Manifesto (-4,2%), e Fatto Quotidiano (-5%) e Gazzetta dello Sport (-6,1%) dei quali abbiamo già parlato. Il Corsera è a -8,5% ma tutti gli altri “big” superano quota -10%, come si può vedere dai grafici, dalla Stampa (-11,6%) a Repubblica e al Sole 24 Ore (-12%).

Le testate che in percentuale perdono di più rispetto all’anno precedente sono Il Tempo (-37,4%) il Quotidiano della Sicilia (-39%).

Nel complesso sono 13 le testate con un perdita di copie vendute rispetto al 2015 superiore al 10%, ovvero circa un quarto delle 55 prese in considerazione.

In valori assoluti la testata che perde di più nel confronto dei volumi di vendita annui è Repubblica (13,4 milioni di copie) seguita da Corriere della Sera, Sole 24 Ore e Stampa: complessivamente queste quattro testate aggregate perdono oltre 40 milioni di copie (41,4 milioni) una cifra che pesa più del 40% nel differenziale complessivo di tutte le testate aggregate.

Se guardiamo ancora ai valori assoluti il Corsera è l’unico quotidiano a superare nel 2016 i 100 milioni di copie vendute complessivamente nell’anno. Le testate che superano il mezzo milioni di copie sono invece cinque (quelle già analizzate nelle top 5), nella fascia tra 30 e 40 milioni troviamo invece, Messaggero, Resto del Carlino, Avvenire e Corriere dello Sport.

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Lelio Simi

giornalista, content curator at DataMediaHub
Si è formato nella carta stampata [Mattina Toscana - l'Unità] dove è diventato giornalista professionista. Dal 2001 inizia a occuparsi di informazione sul web in una delle prime digital media italiane [Wayin]. Da diversi anni svolge l'attività di freelance occupandosi prevalentemente (sia nella stampa tradizionale che in quella online) dei temi legati all'innovazione, all'economia al sociale e alle nuove tecnologie. Di strategie e marketing editoriale scrive su pagina99. Come consulente da anni si occupa di progettare e gestire strumenti e contenuti per la comunicazione corporate. Ha tenuto per quattro anni un blog personale "Senzamegafono".

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