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eMarketer riprende i dati della ricerca “The European connected consumer” condotta a novembre 2016 nelle principali nazioni dell’Europa Occidentale, Italia compresa.

Mentre la commissione dell’Unione Europea propone di rendere più stringente la regolamentazione sulla privacy, le persone in realtà non appaiono particolarmente preoccupate sulla questione.

Emerge infatti che l’82% dei cittadini delle 7 nazioni oggetto dell’indagine è disponibile a fornire informazioni personali in cambio di offerte personali basate sulla propria cronologia di ricerche ed acquisti effettuati. Dato che sale all’83% per quanto riguarda specificatamente l’Italia.

Come mostra l’infografica sotto riportata anche le altre casistiche, quali prezzi personalizzati basati su search ed acquisti online e raccomandazioni d’acquisto basate su search ed acquisti online, mantengono  una percentuale estremamente elevata.

Ormai 7 anni fa riportai come emblematico il caso di un’azienda inglese per il com­mer­cio di video­gio­chi entrata in possesso di 7.500 anime di altrettanti suoi clienti online che non avevano letto una clausola, inserita ad hoc, del contratto. Non pare essere cambiato molto da allora.

Se da marketer si tratta di un fenomeno positivo che lascia molte opportunità aperte, è chiaro che è anche un indicatore di quanto sia scarsa la consapevolezza delle persone anche sotto questo profilo.

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