Trend 2013 – 2016 Readership Quotidiani Nazionali

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Partendo dalla pubblicazione dei  dati Audipress 2016/III di questi giorni abbiamo analizzato il trend di medio periodo della lettura dei quotidiani in Italia.

Sono stati presi in considerazione i dati del totale dei lettori di quotidiani e il dettaglio delle testate nazionali nel giorno medio nel periodo compreso tra la rilevazione  Audipress 2013/III e l'ultima disponibile relativa ai dati Audipress 2016/III. Per la metodologia si rimanda a quanto pubblicato da Audipress al riguardo. A tale proposito si segnala che alcuni quotidiani nazionali, quali ad esempio l'Unità ed il Manifesto, non sono stati inseriti nell'elaborazione poiché i dati non sono disponibili o lo sono solo parzialmente rendendo dunque non possibile l'analisi delle tendenze.

In quattro anni il lettorato dei giornali del nostro Paese [che si ricorda essere un dato ben distinto dalle vendite] ha registrato complessivamente una flessione del 14.2% con una perdita di poco meno di 3 milioni di lettori [2.93] nel periodo preso in considerazione.

Per quanto riguarda le 11 testate nazionali prese in considerazione, al lordo delle duplicazioni, si registra una perdita complessiva del 2.677.000 di lettori pari ad un calo del 15.1%. Parrebbe dunque che i quotidiani nazionali soffrano ancor più, se possibile, dei locali. Un dato che conferma il radicamento sul territorio dei giornali locali [che saranno oggetto di altra specifica analisi] che godono di un patrimonio che sino ad oggi appare essere davvero sfruttato, nel senso positivo del termine, poco e male.

Il giornale più letto in Italia resta sempre la Gazzetta dello Sport, grazie ovviamente alla capillare diffusione nei locali pubblici del nostro Paese. "La Rosa" in 4 anni perde 514mila lettori passando dai 3.685.000 del 2013 agli attuali 3.171.000. Una flessione del 13.9%.

I tre quotidiani che registrano la maggior flessione sono: Libero, la Repubblica e il Fatto Quotidiano. Libero passa dai 312mila lettori del 2013 agli attuali 219mila. Un perdita di circa 100mila lettori pari al - 29.8%. Repubblica perde 364mila lettori passando da 2.848.000 del 2013 ai 2.120.000 del 2016. Un calo del 25.%. Il Fatto Quotidiano, pur con un andamento altalenante nel tempo, in 4 anni complessivamente cala del 22.1% perdendo 107mila lettori nel periodo.

"Best performer", relativamente parlando, è Corriere dell Sport - Stadio che registra solamente, si fa per dire, un calo del 12% con una perdita però che in valori assoluti è decisamente pesante. Infatti in quattro anni sono 192mila i lettori persi dal quotidiano sportivo.

Se si considera che oltre la metà [54.9%] di coloro che leggono un quotidiano lo fanno gratuitamente, senza aver acquistato la copia del giornale, le flessioni registrate sono ancora più pesanti indicando con chiarezza il livello della "febbre" dei giornali in Italia, con le persone che leggono sempre meno i giornali e non appaiono interessati a farlo neppure senza pagare.

L'infografica sottostante fornisce il dettaglio dei dati per ciascuna delle testate oggetto dell'analisi.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification. Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].

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