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Hate speech, cyberbullismo, trolling, sono alcuni dei termini che abbiamo iniziato a conoscere nel recente passato anche se probabilmente non ne abbiamo ancora compreso appieno la natura e soprattutto cause e con-cause.

Sul tema Microsoft ha condotto una ricerca in 13 nazioni al mondo indagando quanto siano diffusi tutta una serie di abusi online e quale sia la consapevolezza al riguardo.

Dall’indagine ne è scaturito quello che viene chiamato “Digital Civility Index”, indice appunto di civiltà digitale. Al di là di tutta una serie di parametri presi in considerazione quello che pare inconfutabile è che ad una maggiore maturità dei mercati, ad un meno recente utilizzo delle Rete corrisponda un maggior livello complessivo di civiltà digitale, di rispetto dell’altro online. Sarà probabilmente per questo che in Italia la questione è al centro del dibattito solo di recente.

L’infografica sottostante riassume i valori dei Paesi presi in considerazione con 0 massimo di civiltà e 100 minimo.

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