Le Communities Secondo Mark Zuckerberg

Mark Zuckerberg ha pubblicato nella tarda serata di ieri una nota sulle communities. Certo il fondatore del social network più popoloso del pianeta tira ovviamente l’acqua al suo mulino ma visto l’impero che ha creato partendo dal mettere in contatto le persone, le cose che scrive sono di estremo interesse per chi si occupi di media, marketing e comunicazione.

Zuckerberg si concentra su 5 aspetti di grande rilevanza ed attualità:

  1. Come aiutare le persone a costruire comunità di supporto che rafforzano le istituzioni tradizionali in un mondo in cui il senso di appartenenza alle istituzioni, come noto, è in  forte declino;
  2. Come aiutare le persone a costruire comunità sicure che siano di supporto durante momenti di crisi;
  3. Come aiutare le persone a costruire comunità informate che ci espongano a nuove idee e concetti per costruire una comprensione comune dei fenomeni;
  4. Come aiutare le persone a costruire comunità impegnate civicamente in un mondo nel quale in molti casi vota meno la metà della popolazione [anche quando ne ha diritto];
  5. Come aiutare le persone a costruire comunità inclusive che riflettano i valori locali e globali

 

Tutti aspetti sui quali comunicatori e media hanno molto da imparare valutando l’attuale stato dell’arte complessivo. Vediamo dunque quali le riflessioni ed i consigli del CEO di Facebook, che in estrema sintesi si rifanno al concetto espresso nell’immagine sopra riportata.

Comunità di Supporto

Costruire una comunità globale che funziona per tutti inizia con i milioni di piccole comunità e strutture sociali intime alle quali ci rivolgiamo a per le nostre esigenze personali, emotive e spirituali.

Le comunità online sono “un punto luminoso” [quello che comunemente definiamo snodi], e siamo in grado di rafforzare le comunità fisiche esistenti, aiutando le persone che si incontrano sia on-line così che non. Così come essere connessi con gli amici online rafforza i rapporti reali, lo sviluppo di questa infrastruttura rafforzerà queste comunità. Il nostro obiettivo è quello di rafforzare le comunità esistenti aiutando l’aggregazione on-line così come non online, che trascende dalla posizione fisica e sia di mutuo aiuto.

Sono queste parole che chiunque si occupi di marketing, e dunque anche di social media marketing, dovrebbe stampare ed appendere nel proprio ufficio. Parole da tenere assolutamente presenti costantemente nel proprio, nel nostro lavoro.

Comunità Sicure

Anche se ovviamente il riferimento è all’hate speech ed al cyberbullismo dilagante, aspetto che si inizia a contrastare a partire da una social media policy, cosa che praticamente nessuna testata e nessuna fanpage fa, alcuni passaggi sono comunque d’interesse anche sotto il profilo della comunicazione d’impresa.

In particolare Zuckerberg dice, o ricorda, a seconda del caso, che per evitare danni, possiamo costruire infrastrutture sociali per aiutare la nostra comunità ad identificare i problemi prima che si verifichino, proseguendo nello spiegare che, il percorso è ora di riconoscere che una comunità globale ha bisogno di infrastrutture sociali per tenerci al sicuro dalle minacce di tutto il mondo, e che la nostra comunità è ben posizionata per prevenire i disastri, aiutare durante le crisi, e ricostruire dopo.

Comunità Informate

In questo caso è evidente il riferimento alle “fake news” [e dintorni] al centro del dibattito da mesi. La polarizzazione esiste in tutte le aree di discorso, in tutti i medium, non solo nelle piattaforme social e in Rete.

Lo scopo di ogni comunità è quello di riunire le persone a fare cose che non potevamo fare da soli. Per fare questo, abbiamo bisogno di modi per condividere nuove idee e condividere a sufficienza una comune comprensione che consenta effettivamente di lavorare insieme.

Mentre sicuramente abbiamo ancora più lavoro da fare sulla diversità di informazione e disinformazione, bisogna essere ancora più concentrati sull’impatto del sensazionalismo e della polarizzazione. Un’industria dell’informazione forte è  fondamentale anche per la costruzione di una comunità informata. Dare alla gente una voce non è sufficiente senza avere persone dedicate a scoprire nuove informazioni e analizzarle. Vi è di più che dobbiamo fare per sostenere l’industria dell’informazione per assicurarsi che questa funzione sociale fondamentale sia sostenibile – dalla crescita delle notizie locali, allo sviluppo di formati più adatti per i dispositivi mobili, a migliorare i modelli di business sui quali gli organi di informazione si basano.

Aumentando la diversità delle nostre idee e rafforzando la nostra comprensione comune, la nostra comunità può avere il maggiore impatto positivo sul mondo.

Parole di incoraggiamento, di sostegno, all’industria dell’informazione, che Facebook “corteggia” da sempre con risultati altalenanti per entrambe le parti, ma anche di monito. Parole che ogni direttore di giornale lunedì mattina dovrebbe leggere ad alta voce nella riunione di redazione della mattina, secondo me.

Comunità Impegnate Civicamente

La nostra società rifletterà i nostri valori collettivi solo se ci impegniamo nel processo civile e partecipiamo nell’  autogoverno. Ci sono due tipi distinti di infrastrutture sociali che devono essere costruite:

Il primo incoraggia l’impegno in processi politici esistenti a partire dal voto, ma anche impegnandosi ad affrontare i problemi organizzandosi.

Il secondo è quello che stabilisce un nuovo processo per i cittadini di tutto il mondo a partecipare al processo decisionale collettivo. Il nostro mondo è più connesso che mai, e ci troviamo di fronte problemi globali che attraversano i confini nazionali.

Aspetti sui quali sia il giornalismo che le imprese, con la tanto declamata e poco applicata CSR, devono assolutamente essere presenti ed intervenire.

Comunità Inclusive

La ricetta del fondatore di Facebook è ovviamente incentrata sul “suo” social ma c’è comunque un passaggio delle riflessioni di Zuckerberg che deve indurre alla riflessione su come operare all’interno di un mondo ormai di quasi due miliardi di persone.

Facebook non è solo tecnologia o media, ma una comunità di persone. Ciò significa che dobbiamo adottare standard della comunità che riflettano i nostri valori collettivi per quello che dovrebbe e non dovrebbe essere consentito.

Al di là dei, discutibili, standard di Facebook, si tratta di costruirne invece di propri, ancora una volta sia che si tratti di un brand, di un impresa, o di un newsbrand, di una testata. Standard ovviamente da implementare e far diventare strumento quotidiano di lavoro, di comunicazione e relazione. Anche su questo c’è davvero ancora molto da fare.

Conclusioni

Insomma, ancora una volta le idee circolano liberamente e sono disponibili. Adesso è arrivato davvero il momento di applicarle e sarà nell’effettiva implementazione e nella qualità, o meno, dell’execution che le persone, le porzioni di pubblico con le quali entriamo quotidianamente in relazione, misureranno la bontà delle azioni di brand e newsbrand decidendo così con chi mantenere una relazione e con chi invece no.

Sotto riportata la word cloud del testo integrale della nota di  Mark Zuckerberg. Buon lavoro.

 

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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