Il volume di vendite dei quotidiani italiani nel 2016

Quanto vendono nel loro complesso i quotidiani italiani? Con la pubblicazione da parte di Ads (la società che certifica la diffusione della stampa in Italia) dei dati di dicembre possiamo cominciare ad  aggregare e analizzare i dodici mesi del 2016 per vedere in maniera ancora più organica e completa l’andamento delle diverse voci che a DataMediaHub abbiamo analizzato durante l’anno .

Per rispondere alla domanda, iniziamo prendendo in considerazione la voce “totale vendita (cartacea + digitale)”, che nelle tabelle di Ads è la somma del “totale venduta” – voce che si riferisce alla vendita delle copie cartacee nelle edicole (e tutti gli altri canali) e della vendita per abbonamento – e la voce “vendita copie digitali”. Ricordiamo anche qui che Ads da marzo del 2016 non ha più censito la voce “vendita multipla copie digitali”, chi ha seguito le vicende che hanno coinvolto il gruppo 24 Ore si sarà fatto un’idea precisa del perché. Proprio in questi giorni Ads ha pubblicato il nuovo regolamento sul conteggio di queste copie, noi per maggiore chiarezza abbiamo “ripulito” questa voce dalla somma “totale vendita”. Per procedere poi al conteggio del volume di vendita mese per mese, abbiamo moltiplicato il numero delle uscite delle singole testate per le copie medie e aggregato i dati.

Dopo queste premesse veniamo finalmente a dare qualche risposta: a gennaio del 2016 il volume di vendita complessivo delle 59 testate censite è stato di 88,863 milioni di copie di cui 81,234 milioni cartacee e 7,628 milioni digitali. La cifra registrata a gennaio rappresenta anche uno dei picchi massimi raggiunti assieme al mese di luglio, l’unico ad aver superato la quota di 89 milioni di copie vendute.

Guardando i numeri c’è da notare che da gennaio a settembre il volume di vendita è stato sempre superiore agli 80 milioni di copie per poi scendere progressivamente sotto questa quota negli ultimi tre mesi dell’anno. A dicembre di quest’anno le copie vendute sono state complessivamente 75,743 milioni, se confrontiamo questo dato con quello di inizio anno la flessione tra gennaio e dicembre è stata di 13,120 milioni di copie (nonostante le testate censite da gennaio a dicembre siano passate da 59 a 60) ovvero -14,8%.

Nel complesso il volume di vendita del 2016 è stato di 1.005,23 milioni di copie di cui 920,15 cartacee e 85,073 digitali. Il rapporto tra il peso delle copie cartacee e quelle digitali sulla voce “totale vendita” non ha bisogno di troppe parole: la carta pesa per il 92% il digitale per l’8%, una rapporto sostanzialmente identico per tutto l’anno se si guardano i dati dei singoli mesi.

Come è andato il 2016 rispetto all’anno precedente? Non bene, rispetto al 2015 i dati dei volumi di vendita sono tutti al di sotto di quelli raggiunti solo dodici mesi prima.

La flessione complessiva tra 2016 e 2015 è stata di 94,90 milioni di copie pari a un -8,6%. Le copie cartacee sono diminuite nello stesso periodo di 87,69 milioni (-8,7%) mentre le copie digitali perse sono state 7,20 milioni (-7,8%).

Se guardiamo mese per mese gli ultimi del 2016 – ottobre e novembre e dicembre in particolare- sono tra quelli ancora più in sofferenza con un differenziale rispetto al medesimo periodo del 2015 superiore al 10%. Tutto sommato una sorpresa visto che eravamo in piena campagna per il referendum costituzionale, il dibattito su evento così importante per il Paese, e i commenti sul suo risultato, non sono però bastati per motivare gli italiani a comprare più giornali rispetto a dodici mesi prima. Anzi come detto ne hanno acquistati meno in misura maggiore che non nei mesi precedenti. E su questo i direttori delle testate una riflessione dovranno farla.

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Lelio Simi

giornalista, content curator at DataMediaHub
Si è formato nella carta stampata [Mattina Toscana - l'Unità] dove è diventato giornalista professionista. Dal 2001 inizia a occuparsi di informazione sul web in una delle prime digital media italiane [Wayin]. Da diversi anni svolge l'attività di freelance occupandosi prevalentemente (sia nella stampa tradizionale che in quella online) dei temi legati all'innovazione, all'economia al sociale e alle nuove tecnologie. Di strategie e marketing editoriale scrive su pagina99. Come consulente da anni si occupa di progettare e gestire strumenti e contenuti per la comunicazione corporate. Ha tenuto per quattro anni un blog personale "Senzamegafono".
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