Dispositivi mobili, operazioni, acquisti e contesti d’uso. I risultati di una ricerca

“Consumer in the digital world” è la ricerca di Euromonitor che esplora le tendenze del digitale in relazione ai consumi.
Nell’ultima versione rilasciata emergono interessanti chiavi di lettura relative all’utilizzo dei dispositivi, in tutte le loro declinazioni,  in relazione ad operazioni e consumi specifici prodotti in rete.
In questa prima chart che vediamo, sono rappresentate le preferenze di dispositivo relative a specifiche operazioni da compiersi in online.
Si nota, ad esempio, come anche tra Laptop e Desktop esistano delle differenze, spesso ignorate, che portano le persone a preferire o meno il pc  fisso a quello  portatile.
Nel caso dei servizi di internet banking, seppur in quota minima, le persone preferiscono utilizzare un computer fisso a dispetto di  un pc portatile.  In questo stesso caso è interessante notare come si preferisca l’utilizzo dello smartphone al tablet .
Per l’acquisto di prodotti il rapporto tra desktop e laptop, a quote sempre esigue di differenza, si inverte.
Lo smartphone diventa device preferenziale per utilizzi in materia di cura del corpo, dieta e fitness,  inevitabilmente per la possibilità di tracciare in tempo reale, e in mobilità, le nostre attività.
Si fa notare anche l’applicazione in materia di controllo da remoto di dispositivi domestici, un contesto che andrà sempre più evolvendosi e che con ogni probabilità presto prescinderà anche dagli smartphone stessi, in virtù di tecnologie wearable.
Queste stesse tipologie – aggregate – di rilevazioni sono state effettuate  anche in materia di consumi, letteralmente intesi.
In questo caso, però, tra le variabili viene inserita anche “in-store”, andando a delineare in quali contesti si preferisca l’acquisto digitale o in negozio.
Apparentemente gli acquisti digitali hanno ormai superato del tutto l’esperienza d’acquisto tradizionale e si nota come per gran parte dei consumi (elettronici, viaggi, abbigliamento, intrattenimento e cura del corpo) sia ancora il computer il device preferito.
Gli acquisti in-store si collocano –  in linea di massima – come seconda modalità preferita e si difendono particolarmente bene in materia di abbigliamento e prodotti per la casa.
Per i viaggi le persone preferiscono gli smartphone all’agenzia.
Se il quadro delinea degli acquisiti da mobile a buone quote e ormai una comprovata abitudine ad acquistare in rete, quali sono i limiti degli acquisti da smartphone e tablet?
Sembrerà banale ma il principale limite degli smartphone è la dimensione dello schermo.
Sarà un caso la tendenza sempre più evidente a produrne dai 5 pollici a salire?
La seconda causa per gli smartphone (e la prima per i tablet) è la tutela della sicurezza e della privacy.
Siamo evidentemente ancora in una fase in cui occorre operare sul rischio percepito nell’utilizzo di dispositivi mobili, che vedrà inevitablimente i grandi player lavorare sia sulle peculiarità  tecniche, ma soprattutto sulla comunicazione.
Non a caso  la poca dimestichezza con le applicazioni è tra le cause meno rilevanti,  a riprova che dal punto di vista pratico siamo già a un buon punto di sviluppo.In quest’ultima chart vediamo il rapporto le persone, i social e i brand.
Il primo e il terzo risultato denotano un asserto ormai consolidato: i social sono fatti per il branding.
Le persone utilizzano principalmente i social, in relazione ai brand, per seguirli e per interagire coi contenuti prodotti.
Queste attività precedono addirittura la pratica di recensione.
Solo a l 5° posto troviamo la possibilità di acquistare qualcosa sui social media, una tendenza destinata a crescere, specie in virtù  di investimenti importanti da parte delle aziende e ulteriori facoltà tecniche concesse dalle paittaforme.
Nelle retrovie troviamo sia la volontà di condividere un acquisto che la volontà di condividere un prodotto,  in generale.
A riprova del fatto che la relazione continua ad essere sempre più pregnante con i brand, ma  ancora acerba coi prodotti  in senso stretto.

Pierluigi Vitale

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