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Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere.

Gli altri giorni della settimana que­sta rubrica è parte inte­grante di Wolf e dun­que viene pub­bli­cata gra­tui­ta­mente solo il venerdì. Se non volete per­der­vela potete abbonarvi per molto meno di un caffè al giorno. Per capire meglio cosa è Wolf potete leggere cosa dicono di noi quelli della World Association of Newspapers and News Publishers,  consultare gratuitamente lo “speciale” del 100° numero reso disponibile gratis online e leggere cosa ne pensa una nostra abbonata. Infine, il Corriere della Sera ha inserito Wolf nell’olimpo delle newsletter internazionali.

  • Social TV che Fu – A partire dal primo agosto, Nielsen ha monitorato le interazioni su Facebook e Twitter relative a tutti i programmi trasmessi da 32 emittenti costantemente [24X7] in rilevazione in Italia. In media, ogni giorno, 316.000 utenti italiani dei due social network hanno pubblicato dei contenuti [Post o Tweet], o interagito con gli stessi [Like, Condivisioni, Commenti, Retweet, Mention, ecc.]. Lo Sport è il genere televisivo che ha generato più interazioni: 55 milioni, ovvero il 62% del totale. Facebook registra il 92% degli autori unici e l’80% delle interazioni complessive, ma la distribuzione tra Facebook e Twitter varia molto in base al genere televisivo: molto ampio il divario per quanto riguarda lo Sport [90% delle interazioni su Facebook], ma decisamente più contenuto per quanto riguarda gli altri generi. Quindi tutto si esaurisce in poco più di 300mila persone/die, pare. Il fenomeno della social TV, che fu…
  • Social Media Marketing Skills – Quando si parla di social media marketing, così come tempo fa era per la realizzazione di siti web, le battute sul cugino smanettone [et similia] o sullo stagista si sprecano. Ma quali sono davvero le competenze e quali i contenuti di maggior successo, o potenzialmente tali? Un gioco ideato da Socialbaker permette di fare un percorso di autovalutazione e apprendimento sul tema che consiglio davvero di effettuare. Forza, testate le vostre competenze, e se avete voglia fatecelo sapere nello spazio dei commenti e/o sui social [usando l’hashtag #SMMTest17].
  • I Giornali Online NON Esistono – Le parole rivista e giornali non significano nulla su Internet. Le abbiamo usate per etichettare diversi prodotti di news partendo dal tipo di carta su cui erano stampati, ma ora, ogni fonte di notizie è costituita da pagine Web. La spaccatura è aiutata da una struttura aziendale che non dipende solo dalla credibilità e non richiede un capitale sufficiente per la stampa come era una volta. Mentre prima ogni editore aveva la struttura di vendita per riempire gli spazi pubblicitari dei loro prodotti cartacei, gli algoritmi ora vendono e visualizzano automaticamente gli annunci nei siti della Rete. Chiunque con un numero decente di pagine viste può lanciare annunci sulla propria pagina e provare a trarne del profitto, compresi coloro che vogliono diffondere notizie false, come noto. Ci manca, anche, un vocabolario web-nativo per le notizie. Il che crea una definizione tanto casuale quanto inutile. Capire il contesto ci permette di tracciare percorso più forte. Si evidenzia dove stiamo andando, chi è più rilevante e dove allocare le risorse in modo più significativo rispetto all’inseguire le tendenze. Si rafforza il vero e si scarta il falso. Riflessione molto interessante, per riflettere sul tema [sorry per il gioco di parole].
  • Lo Straordinario [In]Successo delle Ricette Video su Facebook – Negli ultimi mesi sta crescendo sempre di più la popolarità di alcune pagine Facebook che pubblicano brevi video di ricette culinarie. La più famosa di tutte, Tasty, è stata lanciata dal sito americano BuzzFeed alla fine di luglio 2015: nel giro di sei mesi ha ottenuto 32 milioni di “mi piace” – quasi il decuplo dei “mi piace” che ha la pagina del Washington Post, per esempio – e nel mese di dicembre è stato il produttore di video più popolare su Facebook, con più di un miliardo di visualizzazioni totali ai propri video. Il guaio, però, è che nonostante i numeri enormi queste pagine non hanno ancora trovato un modo stabile per fare soldi, dato che Facebook non ha ancora sviluppato un modello di business da offrire ai produttori che caricano i video direttamente sulla loro pagina. Ancora una volta, affidare a terze parti la fidelizzazione dei propri lettori non sembra [anche economicamente] la soluzione migliore.
  • Dalle Fake-News alle NO-News – Ci sono le bufale, le fake-news tanto care ad alcuni. E poi ci sono le no-news, notizie che non lo sono, tanto care ai giornalisti e ai titolisti. Perfette per innescare una polemica, far felice qualche complottista, permettere agli avventori di un bar, tra un caffé e una brioches, di pronunciare la fatidica frase: «Hai visto? Hai letto? Io lo sapevo che c’era qualcosa sotto».  Le acrobazie di titolisti e giornalisti per la vicenda dell’hotel Rigopiano . Prima ricordano il presunto “abuso edilizio” e la vicenda del 2008. Poi che tutti gli imputati sono stati assolti. Repubblica, per fugare ogni dubbio sul fatto che si tratti di una no-news, intervista il presidente del Consiglio nazionale dei geologi, Francesco Peduto, che spiega: «Sì, l’albergo era in fondo ad un canalone. Ma quella non era un’area a rischio». Decisamente uno scandalo. Allora perché parlarne?
  • I Brutti Momenti di Twitter – Twitter dismette “Moments”, o meglio lo integra in “Explore”. Infatti, secondo quanto riportato, gli highlights riportati dagli editor di Twitter saranno sostituiti da una nuova tab chiamata, appunto, explore, che integra alcune funzioni di moments con la search in un modo che, per quanto si capisce, assomiglia molto, guarda caso, alla tab di Instagram che si chiama nello stesso modo. La novità sarà attiva da oggi per iOS e nelle prossime settimane per Android. L’ennesima mossa inutile di Twitter, ahimè sempre più a rischio di diventare marginale tra le diverse piattaforme social.
  • Shopping Experience – In generale, quali sono le fonti di informazione più efficaci in grado di influenzare la decisione di acquisto dei consumatori italiani? Lo studio di Nielsen rileva che alcuni touchpoint offline sono tutt’oggi fondamentali per tutte le categorie merceologiche. In particolare le visite ai negozi fisici risultano determinanti quando si tratta di acquistare alimenti freschi [38%] e personal care [31%], ma non sono da meno nel settore della moda e dell’elettronica di consumo [entrambi al 31%]. Si rileva inoltre che i touchpoint online sono più efficaci nelle categorie di prodotti durevoli: i siti web del negozio e dei brand vengono consultati dagli shopper di prodotti di moda, rispettivamente 28% e 23%, e di elettronica di consumo [34% e 31%]. In generale il settore dell’elettronica è quello più digital: recensioni online [28%], blog [20%] e social media [18%] sono importanti influencer in Italia [quest’ultimo valore sui social media risulta doppio rispetto allo stesso registrato in Francia e Gran Bretagna, entrambe al 9%]. Per i retailer è ormai fondamentale offrire alla propria clientela un’esperienza omnicanale, con una maggiore sinergia tra online e offline rispetto a quanto sin qui praticato.

 

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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