E se i long-form fossero più efficaci dei video?

Parse.ly ha studiato l’efficacia di diversi format di comunicazione online. Sono state analizzate 4 categorie: long-form, short-form, video e slideshow. Dove, per i meno avvezzi, con long-form si intendono modalità di narrazione particolarmente lunghe e corpose, spesso con una serie di elementi multimediali.
L’analisi è prende in esame un arco temporale di 2 anni. Per ogni publisher (più di 700) sono stati analizzati campioni di 2000 unità per ogni tipologia di post e sono stati studiati i tempi medi di permanenza; gli utenti nuovi e di ritorno, e i referral.

Il primo risultato è una sorta di paradosso. I video sono il format meno coinvolgente. Il report pone l’evidenza su come il fatto di puntare sui video non sia condizione sufficiente all’ottenimento di risultati, ma questo è tutto fuorché una novità.

Questa rilevazione però è avvalorata da un ulteriore passaggio. Si è proceduto alla misurazione del tempo di coinvolgimento, individuando come in particolar modo long-form e slideshow siano i format con i maggiori tempi di permanenza, mentre i video sono almeno il 30% meno efficaci – da questo punto di vista – di un normale post.

Nell’infografica che segue è possibile notare le differenze tra i vari formati in un’unica visualizzazione.

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La ricerca, tuttavia, attribuisce a questo risultato alcune motivazioni possibili, tra cui lo stesso auto-play che può risultare elemento di disturbo, più che di incentivo alla visualizzazione. Un ulteriore elemento influente è sicuramente il tempo di caricamento.

Molto interessanti sono le differenze di questi risultati se esaminati relativamente alle fonti di traffico. In particolar modo, se il traffico proviene da Google i long-form sono più efficaci di quando il traffico proviene da Facebook.

A testimonianza che i luoghi determinano diverse esperienze d’uso, in linea di massima. I contenuti visivi, invece, ottengono performance migliori quando il traffico proviene da Facebook.

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Infine è interessante notare come i format si comportano nel caso dei visitatori di ritorno.

Rispetto al precedente grafico con fonte Google, i long-form si posizionano diversamente, il ché denota un importante legame con le ricerche di Google che quindi ne fanno un importante veicolo per il raggiungimento di nuovi lettori e, più in generale, contatti.

Siamo proprio sicuri che i video siano l’unica (e  nuova) strada?

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Pierluigi Vitale

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