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Nella comunicazione scritta mancano, come noto, il non verbale ed il para-verbale, non sorprende dunque che secondo un’indagine condotta da YouGov emerga che l’utilizzo delle emojis sia ritenuto un elemento che contribuisce a facilitare la comprensione, il senso del testo, in particolare per le fasce d’età che le conosco, che le sanno interpretare, ovviamente.

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Al tempo stesso però, in maniera trasversale a tutte le differenti classi d’età, si avverte fastidio per l’uso massiccio e massificato delle emojis da parte dei brand nella comunicazione d’impresa, come nel caso più eclatante di Chevrolet che tempo addietro addirittura produsse un comunicato stampa di sole “faccine”.

Il “tono di voce” della comunicazione deve essere coerente con gli altri aspetti, ovviamente, e soprattutto mai esagerato. Pare che a furia di correre dietro all’ultima novità “virale” ed affini se lo sia dimenticato più d’uno. Forse perchè a molti continua a sfuggire, per così dire, che digital e social media marketing sono una parte, una componente, del marketing [questo sconosciuto?].

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