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Che la morte dei giornali – di carta – sia ampiamente esagerata è ampiamente dimostrato a cominciare dalla previsione che il NYTimes che nel 2010 affermava che nel 2015 il quotidiano statunitense avrebbe cessato le pubblicazioni della propria edizione cartacea, e con la celebre timeline della morte dei quotidiani tutta da verificare, diciamo.

Di fatto, secondo i dati del World Press Trends 2016 di WAN-IFRA, il 92% dei ricavi arriva ancora dal formato tradizionale cartaceo, e anche secondo le nostre analisi dei bilanci dei principali editori di quotidiani del nostro Paese i ricavi sono ancora saldamente, nel bene e nel male, frutto della versione cartacea dei giornali.

Arrivano ora i risultati di un’indagine Nielsen che [di]mostrano come anche negli USA la carta resti il supporto preferito per la lettura di notizie. Anche  i millennials [21-34 anni] costituiscono il 25% della popolazione degli Stati Uniti e ora rappresentano il 24% del totale dei lettori dei giornali di carta su base mensile.

Insomma, i giornali restano un mezzo importante e vitale, e continuano a interessare una porzione ampia di giovani e di lettori benestanti. La sfida è la convergenza, l’integrazione.

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