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Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere.

Gli altri giorni della settimana que­sta rubrica è parte inte­grante di Wolf e dun­que viene pub­bli­cata gra­tui­ta­mente solo il venerdì. Se non volete per­der­vela potete abbonarvi per molto meno di un caffè al giorno. Per capire meglio cosa è Wolf potete leggere cosa dicono di noi quelli della World Association of Newspapers and News Publishers,  consultare gratuitamente lo “speciale” del 100° numero reso disponibile gratis online e leggere cosa ne pensa una nostra abbonata. Infine, il Corriere della Sera ha inserito Wolf nell’olimpo delle newsletter internazionali.

  • 17 Consigli se Vuoi Collaborare con un Giornale - Se nel 2017 credete ancora che il giornalista sia una professione con un futuro, i consigli di Federico Ferrazza, Direttore di Wired, fanno per voi. Se infatti l'apertura fa capire, in caso di dubbi che aria tira: «Oggi i giornali non si potrebbero fare senza collaboratori. Se guardo quello che facciamo noi di Wired, la maggior parte degli articoli, soprattutto sul sito, è realizzata da un’ottima rete di professionisti che ogni giorno si fa venire delle buone idee, propone pezzi e li scrive», anche le conclusioni contenute proprio dell'ultimo dei 17 consigli sono un buon stimolo alla riflessione. Ferrazza infatti spiega che: «Porta valore. In generale e in conclusione, studia bene la testata, la redazione, i suoi punti forti e i suoi limiti. Concentrati su questi ultimi per migliorare il giornale, portare valore e provare a essere fondamentale e decisivo. Considerando sempre che nessuno, a cominciare da chi ha scritto questa lista, è indispensabile». Ecco!
  • Come si Fabbricano i Libri - Tra la consegna del testo definitivo da parte dell’editore e il momento in cui ricompare magicamente in libreria sotto forma di libro trascorre mediamente un mese, o poco di più. È una fase cruciale, ma in pochi ne sanno qualcosa. Gli intellettuali tendono a tenersi lontani dai dettagli pratici, e così, oggi, soltanto i più anziani tra gli scrittori, gli editor, i redattori, i direttori editoriali e gli editori hanno qualche cognizione degli elaborati passaggi necessari a realizzare concretamente il frutto del loro lavoro. Nelle grande case editrici questa fase è gestita da un ufficio tecnico, che fa da collegamento tra il momento della scrittura e quello della stampa e confezione, in quelle più piccole di solito è data in outsourcing, a stampatori esterni che consegnano il libro finito. Cioè tutto quello che fanno i tipografi per trasformare il testo approvato da un editore nel volume che terremo in mano.  Istruttivo.
  • Biancaneve Insegna - Nessuno mi può giudicare? Non è vero. Ed è meglio così. L'etimologia della parola “giudicare” è da ricondurre al latino judĭcare, judex = giudice, che a sua volta viene dall'unione di ius + decs [dicere] cioè “colui che dice”, che si pronuncia sul diritto. Il giudizio non è mai neutro per definizione. Non esiste un giudizio oggettivo è una contraddizione in termine. Affrontare il giudizio è una delle cose più difficili, sia per chi lo riceve sia per chi lo esprime. Eppure è un occasione di crescita che non dobbiamo precluderci. Perché l'ipocrisia e la falsa adulazione non servono a niente. Diversi anni fa, facendo formazione all'interno di un'importante multinazionale, provavo a veicolare ai discenti [quadri intermedi con la responsabilità, anche, di gestire persone], il concetto di biasimo motivante, credo sia ancora oggi la strada migliore. Biancaneve insegna.
  • Top 10 Ads del 2016 su YouTube - Come ogni anno arrivano le classifiche di YouTube Rewind con i video più visti sulla piattaforma social di video di Google. Per quanto riguarda i 10 video pubblicitari più visti, è interessante notare come ai primi tre posti, per numero di visualizzazioni, vi siano filmati che superano abbondantemente i canonici 15 e/o 30 secondi.  Nell'epoca in cui anche storytelling è diventata l'ennesima buzzword di cui si è perso il vero significato, fuori dai recinti della televisione i brand possono utilizzare format diversi, e le persone li guardano e li apprezzano. Ennesima evidenza di come la TV generalista che basa i propri ricavi esclusivamente sulla raccolta pubblicitaria sia la prossima vittima predestinata della "disruption". Sapevatelo.
  • La "Post-Verità" NON Esiste - Il 16 novembre scorso, Oxford Dictionaries ha scelto la parola dell’anno. La vittoria è andata a “post-vero” [non “post-verità”, a voler fare i pignoli, perché post-truth è solo un aggettivo]. Poco più di una settimana prima, Donald Trump aveva vinto le elezioni statunitensi, nonostante la sua certificata carriera di mentitore. L’unione di questi due avvenimenti ha dato vita a un dibattito sul ruolo dei fatti nella politica e nell’informazione di oggi, un dibattito che, curiosamente, non era nato con la stessa intensità dopo l’altro grande evento che si accosta di solito a quanto successo negli Usa, il voto per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. In più di un articolo sulla questione del “post-vero”, si legge che oggi internet è un amplificatore di potenza mai vista di falsità e menzogne, il flagellatore di un piccolo mondo antico in cui il principio di autorità, l’etica giornalistica, le regole del vivere civile mettevano un freno alle notizie false. La “verità dei fatti” è un concetto scivoloso, storicamente determinato, mutevole. Facciamo parte di una civiltà che ha creduto per centinaia di anni che la Terra fosse il centro dell’Universo – sforzandosi nell’elaborazione di modelli di raffinata e inutile complicazione per far tornare i conti con i risultati dell’osservazione. Per altre centinaia di anni, la Chiesa ha basato la legittimità del suo potere temporale su un documento falso, altro che certificato di Obama. La parola dell’anno è un “post” di qualcosa che non è mai esistito. Da leggere, e rileggere.
  • Il Mercato del Libro In Italia - Dall’indagine Nielsen per l’Associazione Italiana Editori, presentata a Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editori, a fronte di un trend positivo ma con un debole segno positivo per fatturato ma in calo per copie vendute, emerge un quadro contrastante con i grandi editori in calo ed i piccoli editori, quelli con un venduto a valore di copertina inferiore ai 16 milioni di Euro, in crescita. Un 2016 per i piccoli editori davvero super. Infatti, se si considera il mercato del libro di carta di questi primi dieci mesi senza la grande distribuzione organizzata emergono risultati della piccola editoria nettamente superiori alla media e anche a quelli dei grandi editori. Nei primi 10 mesi del 2016 si registra un +7,6% a valore e un +5,9% a copie contro la media di mercato di +1.9% a fatturato e -0,8% a copie.  Dove crescono i piccoli editori? In tutti in genere con l’eccezione del segmento bambini e ragazzi. Cresce per i piccoli la fiction italiana [+16.4% a copie e +18.3% a fatturato] e straniera [+13.2% a copie e +19.3% a fatturato]). Variazioni significative, in positivo, si registrano anche per la non fiction generale [la saggistica: +7.9% a copie e +9% a fatturato] e per la non fiction specialistica [manualistica: +5.9% a copie e +6.5% fatturato].  Il contributo che danno al mercato generale è importante in termini di fatturato per fiction italiana, non fiction specialistica [manualistica] e non fiction generale [saggistica]. I piccoli, coprono le nicchie che i grandi editori snobbano e funziona. Io ci rifletterei.
  • Il Content Marketing Funziona - I dati di 10.000 articoli dimostrano che il content marketing funziona davvero. Gli articoli di content marketing riescono a catturare l'attenzione ed il coinvilgimento delle persone ad un tasso di gran lunga superiore a quella dei pochi secondi che i lettori in genere si impegnano con uno standard display o i social ads. Questo quanto emerge secondo un'analisi di NewsCred  sui contenuti pubblicati su centinaia di marketing siti web nel primo trimestre 2016. Detto questo, se i marketers vorranno raggiungere un pubblico più ampio, hanno bisogno di adattare le loro strategie per includere la distribuzione a pagamento [aka native advertising] e inoltre investire spingendo i loro articoli attraverso i propri canali "owned", come ad esempio l' e-mail. Regolatevi, regoliamoci, di conseguenza.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification. Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].

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