La diversificazione dei fatturati nei gruppi editoriali italiani

Uno degli aspetti sul quale abbiamo spesso insistito nelle nostre analisi dei bilanci dei gruppi editoriali è quello della necessità, da parte degli editori, di diversificare maggiormente i ricavi troppo, a nostro giudizio, legati alla coppia diffusione-pubblicità (entrambe in costante declino). Non limitarsi quindi a vendere il “prodotto” giornale ma creare anche una serie di servizi, e renderli remunerativi, per la comunità di lettori e degli investitori pubblicitari .
Se ne parla da molto, se ne continuerà a parlare ma per il momento può essere interessante dare un’occhiata ai bilanci dei primi nove mesi del 2016 per vedere il peso dei “ricavi diversi” sui fatturati degli editori italiani e come (e quanto) l’architettura dei ricavi stia cambiando o meno.

Rcs
Nel bilancio 9M di Rcs, ad esempio, notiamo come proprio la voce “ricavi diversi” sia l’unica a crescere rispetto al 2015 (+9,7%): un aumento su settembre dello scorso di 8,9 milioni di euro una cifra che quasi riequilibra per intero la flessione, nel medesimo periodo, dei ricavi pubblicitari (-9,5 milioni di euro) e riesce così a frenare la caduta dei ricavi del gruppo rispetto allo scorso anno.

Da notare che i ricavi diversi di Rcs si riferiscono principalmente come specificato dalla nota sul documeto di bilancio «ricavi per attività televisive di News Italy e di News Spain, i ricavi correlati a eventi e manifestazioni in Italia e in Spagna, i ricavi dell’e-commerce, i ricavi derivanti dalla vendita delle liste clienti nonché i cofanetti per l’infanzia delle società del gruppo Sfera, facenti capo a News Italy». Nel complesso il peso dei ricavi diversi sul totale dei ricavi di settembre 2016 (che ammontano a 709,4 milioni di euro) è del 14,2%, in leggero aumento rispetto al 12,3% registrato nel 2015.

Gruppo Espresso
Una peso percentuale molto più basso invece è quello del Gruppo Espresso nel quale i ricavi diversi si fermano al 2% del fatturato totale, un peso percentuale invariato nel confronto con il 2015: la coppia diffusione/pubblicità rappresenta infatti per il gruppo Espresso-Repubblica la quasi totalità dei ricavi (il 98%). Una percentuale confermata anche guardando l’ultimo bilancio annuale chiuso a dicembre 2015 con un peso dei ricavi diversi fermo al 2,1%.

Gruppo Sole 24 ore
Tra i gruppi editoriali italiani il gruppo di Confindustria è sempre stato quello con una struttura dei ricavi molto diversificata e meno legata alla sola coppi diffusionale-pubblicità. Lo è anche nell’ultimo bilancio chiuso il 30 settembre di quest’anno ma in misura sicuramente minore rispetto agli anni scorsi. Proprio la voce “ricavi diversi” è quella che sul bilancio 9M pesa di più sulla flessione complessiva dei ricavi -7,7 milioni di euro rispetto a settembre 2015 (pari a un pesante -19% anno su anno), una cifra superiore sia alla flessione dei ricavi editoriali (-4,9 milioni di euro) che quelli pubblicitari (-4,9 milioni di euro).

Il peso degli “altri ricavi” al gruppo 24 Ore risulta così del 16% mentre a settembre 2015 era del 18%. Un peso nettamente i declino visto che a chiusura del bilancio annuale del 2014 il peso dei ricavi diversi era del 38% (e del 42% nel dicembre 2013). Un segnale evidente di una strategia che sta impoverendo notevolmente quella che era un plus del gruppo: i servizi alla comunità professionale di riferimento del quotidiano e delle altre testate (radio e riviste). E quanto questo contribuisca ad accelerare ulteriormente il declino dei ricavi del gruppo.

Caltagirone e Poligrafici
Per quanto riguarda i due gruppi “minori” legati ai quotidiani il gruppo Catagirone editore gli “altri ricavi” flettono leggermente rispetto allo scorso anno (-4%) e nel complesso pesano sui ricavi totali per un 3,4% (3,2% nel settembre 2015). Per il gruppo Poligrafici c’è invece da dire che l’unica voce “alternativa” ai ricavi pubblicitari e diffusionali era quella di “stampa per conto terzi” realizzata dal gruppo che ammontava a 3,99 milioni di euro nel settembre 2015 (peso sui ricavi totali 3,3%), ma da marzo 2015 l’attività è stata ceduta in affitto a altra società (Rotopress International) la voce in bilancio di quest’anno (840mila euro) è quindi relativa al solo «scostamento derivante dall’affitto dell’azienda a terzi»

In ultima analisi c’è da dire che la diversificazione dei ricavi tranne che per il gruppo Rcs (troppo presto per dire che rappresenti un reale cambio di strategia voluta dal nuovo management) non solo non si sta realizzando nei gruppi editoriali italiani ma che nell’ultimo bilancio ha semmai avuto un brusco rallentamento, gli editori italiani insomma sembrano aver deciso di legarsi sempre più alla coppia ricavi/pubblicità come unico (o quasi) motore dei ricavi degli editori.

ricavi_diversi

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Lelio Simi

giornalista, content curator at DataMediaHub
Si è formato nella carta stampata [Mattina Toscana - l'Unità] dove è diventato giornalista professionista. Dal 2001 inizia a occuparsi di informazione sul web in una delle prime digital media italiane [Wayin]. Da diversi anni svolge l'attività di freelance occupandosi prevalentemente (sia nella stampa tradizionale che in quella online) dei temi legati all'innovazione, all'economia al sociale e alle nuove tecnologie. Di strategie e marketing editoriale scrive su pagina99. Come consulente da anni si occupa di progettare e gestire strumenti e contenuti per la comunicazione corporate. Ha tenuto per quattro anni un blog personale "Senzamegafono".
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