The State of Social 2016: su cosa punteranno i marketer nel 2017

Buf­fer pro­va a trac­cia­re un bilan­cio del­le atti­vi­tà social nel 2016, azzar­dan­do del­le pre­vi­sio­ni per l’anno che ver­rà. La ricer­ca “The Sta­te of Social 2016” si basa su inter­vi­ste e dati rac­col­ti su un cam­pio­ne di 1200 mar­ke­ters, sele­zio­na­ti tra i più varie­ga­ti set­to­ri d’impresa, di cui vi ho recen­te­men­te rac­con­ta­to alcu­ne pecu­lia­ri­tà.

La ricer­ca sin­te­tiz­za le pro­spet­ti­ve per il pros­si­mo anno in 3 pun­ti:

1. Sarà l’anno (defi­ni­ti­vo) dei video ma..
Ma biso­gne­rà ini­zia­re a imma­gi­na­re nuo­ve stra­te­gie. Per il 2017 è pre­vi­sto un uti­liz­zo sen­za pre­ce­den­ti dei con­te­nu­ti video, in par­ti­co­lar modo pub­bli­ca­ti nati­va­men­te su Face­book. Il 30% degli inter­vi­sta­ti pre­ve­de di foca­liz­zar­si sul­la piat­ta­for­ma social per eccel­len­za e un 28% che, inve­ce, sta imma­gi­nan­do di inte­gra­re You­Tu­be nel­le stra­te­gie. Il video rap­pre­sen­ta già la tipo­lo­gia di con­te­nu­to pre­fe­ri­ta dagli uten­ti e dagli algo­rit­mi, ma il pun­to di mas­si­ma effi­ca­cia potreb­be anche esse­re un pun­to di non ritor­no. Il 2017 dovrà esse­re l’anno in cui stu­dia­re un siste­ma alter­na­ti­vo o un siste­ma che con­sen­ta di mas­si­miz­zar­ne l’efficacia in un perio­do che si pre­an­nun­cia di over­load.

2. Tut­ti usa­no Face­book e qua­si tut­ti usa­no Face­book Ads. Il 93% dei mar­ke­ter uti­liz­za Face­book per atti­vi­tà di busi­ness e il 91% inve­ste in inser­zio­ni a paga­men­to. Evi­den­te­men­te il calo del­la por­ta­ta orga­ni­ca non ha mini­ma­men­te intac­ca­to l’interesse nel­la piat­ta­for­ma, che resta uno dei prin­ci­pa­li vei­co­li del­le atti­vi­tà di mar­ke­ting digi­ta­le.

3. Social CRM, c’è anco­ra tan­to da fare. Solo 1 mar­ke­ter su 5 (21%) rac­con­ta di uti­liz­za­re i social come stru­men­to di custo­mer mana­ge­ment. Ormai più che pale­se la neces­si­tà di inte­ra­gi­re con gli uten­ti, che sono sem­pre più esi­gen­ti dal pun­to di vista del dia­lo­go, sol­le­ci­tan­do ripe­tu­ta­men­te brand e azien­de con doman­de o sem­pli­ce­men­te curio­si­tà posta­te sugli spa­zi digi­ta­li. Que­sto dato reci­ta anco­ra una scar­sa pro­pen­sio­ne e quin­di impor­tan­ti mar­gi­ni di miglio­ra­men­to.

Vedia­mo quin­di una serie di dati che rias­su­mo­no lo sta­to e le poten­zia­li­tà dei social nell’immediato perio­do. Il pri­mo dato riguar­da le fina­li­tà per cui si uti­liz­za­no i social media. Si con­fer­ma­no uno stru­men­to fon­da­men­ta­le per brand awar­ness e coin­vol­gi­men­to del­la c ommu­ni­ty. Il 54% dichia­ra di uti­liz­zar­li per atti­vi­tà di ven­di­ta e lead gene­ra­tion, a ripro­va che i social si avvia­no ver­so le atti­vi­tà più pura­men­te di busi­ness, tut­ta­via sen­za esser­lo anco­ra con­cre­ta­men­te.

finalita

Come è visi­bi­le dal gra­fi­co che segue, le prin­ci­pa­li sfi­de che si pon­go­no i mar­ke­ters che inve­sto­no nel­le atti­vi­tà social sono rela­ti­ve alle pos­si­bi­li­tà di dra­ga­re traf­fi­co sui siti uffi­cia­li, dove evi­den­te­men­te si anni­da­no anco­ra le prin­ci­pa­li atti­vi­tà più red­di­ti­zie. Si cer­ti­fi­ca, inve­ce, una scar­sa pro­pen­sio­ne all’interazione con la volon­tà di rispon­de­re a com­men­ti e men­zio­ni che incon­tra­no solo il 15% degli inter­vi­sta­ti.

sfide

Come ogni anno si sce­glie­rà di rimo­du­la­re o con­fer­ma­re deter­mi­na­ti inve­sti­men­ti. Goo­gle+ è la piat­ta­for­ma per eccel­len­za che dovreb­be vede­re decur­ta­te le som­me inve­sti­te, in vir­tù, evi­den­te­men­te, di risul­ta­ti non entu­sia­sman­ti. Stes­sa sor­te per Twit­ter per i 23% degli inter­vi­sta­ti. Curio­so anche il risul­ta­to di Face­book che si atte­sta a un non bas­so 19%.

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Il gra­fi­co che segue mostra una gerar­chia del­le nuo­ve stra­de che inten­de­ran­no segui­re i mar­ke­ter. Face­book Video si dimo­stra esse­re il cana­le e il siste­ma pri­vi­le­gia­to. I restan­ti cana­li sono tut­ti for­te­men­te orien­ta­ti alla comu­ni­ca­zio­ne visua­le, che con­fer­ma quan­to pre­ce­den­te­men­te rac­con­ta­to sui dati del 2016.

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Come han­no “rea­gi­to” i mar­ke­ter alla decre­sci­ta del­la por­ta­ta orga­ni­ca? Il 46% rac­con­ta di aver man­te­nu­to la stes­sa fre­quen­za di pub­bli­ca­zio­ne men­tre le quo­te di mar­ke­ter che rac­con­ta­no di aver posta­to di meno o di più resta­no sostan­zial­men­te su valo­ri simi­li, rispet­ti­va­men­te del 27% e del 26%.

organico

Infi­ne vedia­mo che Face­book resta il luo­go pri­vi­le­gia­to per inve­sti­men­ti in inser­zio­ni a paga­men­to, con Twit­ter che man­tie­ne una quo­ta anco­ra inte­res­san­te. You­tu­be vede un livel­lo deci­sa­men­te in decre­sci­ta rispet­to solo a qual­che anno fa.

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Pierluigi Vitale

Pierluigi Vitale

Social media Analyst at Social Listening
Social media analyst e information designer. Ph.D Fellow presso il Laboratorio "Digital Humanities + Information Design" dell'Università degli studi di Salerno. Svolge attività di ricerca nel campo dell'analisi e della visualizzazione dei dati. Mai diventato giornalista, fa di reperimento, analisi, elaborazione e rappresentazione dei dati la sua vocazione. Ha lavorato da Vice-Responsabile Marketing del Corriere del Mezzogiorno e tiene corsi di formazione per soggetti pubblici e privati.
Pierluigi Vitale
About Pierluigi Vitale 87 Articoli
Social media analyst e information designer. Ph.D Fellow presso il Laboratorio "Digital Humanities + Information Design" dell'Università degli studi di Salerno. Svolge attività di ricerca nel campo dell'analisi e della visualizzazione dei dati. Mai diventato giornalista, fa di reperimento, analisi, elaborazione e rappresentazione dei dati la sua vocazione. Ha lavorato da Vice-Responsabile Marketing del Corriere del Mezzogiorno e tiene corsi di formazione per soggetti pubblici e privati.

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