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Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere.

  • Business Insider Italia – Business Insider e la Divisione Digitale del Gruppo Espresso annunciano il lancio della versione italiana del sito statunitense dedicato all’informazione per la business community. Secondo quanto riportato, sede a Milano, redazione di 5 persone diretta da Giovanni Pons [già a capo della redazione economica di Repubblica Milano]. Business Insider Italia sarà online dal 28 novembre. In questo modo il Gruppo Espresso presidierà meglio di quanto abbia fatto sin ora anche l’area “tech e business”. Come sempre per il lancio di una nuova iniziativa, cogliamo l’occasione per formulare i nostri migliori auguri di un futuro di successi. Ci si chiede però se, con la bellezza, si fa per dire, di 500 giornalisti assunti con l’articolo 1 solo per  Repubblica, fosse necessario affidarsi ad una partnership invece che gestirlo in autonomia totale.
  • Nuovi Trucchi per Vendere – L’azienda di cosmetici statunitense Estée Lauder acquisterà Too Faced – un’altra azienda di trucchi famosa soprattutto tra le ragazzine – per circa 1.45 miliardi di dollari: è l’acquisizione più grande nella storia di Estée Lauder. Too Faced, che quest’anno dovrebbe superare i 270 milioni di dollari in vendite nette, aiuterà Estée Lauder a espandersi nel settore dell’e-commerce e dei negozi specializzati, stando a un comunicato diffuso lunedì 14 novembre. L’acquisizione dovrebbe essere completata il mese prossimo. L’accordo è l’ennesima fusione avvenuta quest’anno nel settore. Il mese scorso Coty aveva acquisito una quota di oltre il 40% dei marchi di bellezza di Procter & Gamble per 12.5 miliardi di dollari, mentre a giugno Revlon aveva comprato Elizabeth Arden per circa 419 milioni di dollari. Negli ultimi tempi l’acquisto di trucchi nei grandi magazzini ha sempre meno presa sui clienti e le aziende di cosmetici stanno cercando nuovi canali di vendita. A luglio, per esempio, L’Oreal aveva comprato per 1.2 miliardi di dollari IT Cosmetics, un’azienda che vende attraverso canali di televendite come QVC e Shopping Channel, oltre che in catene come Ulta e Sephora. Nuovi trucchi per vendere.
  • Il Delisting di Visibilia – Il consiglio di amministrazione di Visibilia Editore spa, società controllata da Daniela Santanché attraverso Visibilia Editore Holding srl [detiene il 75,9% delle quote], che pubblica le riviste VilleGiardini, Ciak e PC Professionale, ha chiesto il delisting dal segmento Aim di Borsa Italiana. Visibilia è stata fondata nel 1999 con il nome Pms spa, poi è stata quotata al segmento Aim di Borsa Italiana nel 2010 al prezzo di 6.4 euro. Ultimi scambi in ribasso del 2.25% a quota 0.087 euro [il 1.3% dellla quotazione iniziale|] e da ieri vietati ordini senza limiti di prezzo. Intanto volano gli stracci con la giornalista sportiva Paola Ferrari, moglie di Marco De Benedetti. Tutto bene.
  • Bufale d’Autore – Il Washington Post ha intervistato Paul Horner, il 38enne impresario di un piccolo impero di notizie false, con il quale guadagna 10mila dollari solo da AdSense, convinto di aver dato un contributo significativo all’elezione di Trump. Horner nell’intervista, tra le altre cose, dichiara che: «Onestamente, credo che  le persone siano sicuramente stupide. Continuano a condividere cose in continuazione. Nessuno controlla più niente, è così che Trump è stato eletto. Ha detto solo quello che la gente voleva, e le persone credevano a tutto, e quando le cose che ha detto non si sono rivelate essere vere, alla gente non importava perché le avevano già accettate. E veramente spaventoso. Non ho mai visto niente di simile».  Agghiacciante.
  • Facebook Community Help – Dopo il “Safety Check”, lo strumento che consente a chi è coinvolto in una catastrofe naturale come un terremoto o in un attacco terroristico di raggiungere rapidamente parenti e amici per rassicurarli sulle sue condizioni e, se del caso, per chiedere aiuto, che abbiamo visto abbondantemente stupidamente abusato in occasione dell’ultimo terremoto nel nostro Paese, ora Facebook lancia “Community Help”. In buona sostanza, la persona in difficoltà, una volta comunicato che è al sicuro, potrà chiedere aiuto. La piattaforma, che però sarà attiva solo tra qualche mese, tra le varie possibilità prevede l’offerta di un alloggio temporaneo, cibo e bevande, forniture per bimbi e neonati e molto altro ancora. Bella iniziativa, sicuramente meritevole, che però si ha l’impressione che venga annunciata con così largo anticipo per riparare in qualche modo all’uragano che sta travolgendo il social network più popoloso del pianeta dopo la vicenda legata alla diffusione di notizie false, e qualche altro non trascurabile “problemuccio“, in particolare in Germania. Pensa male e indovinerai, dicono.
  • Cooperazione & Competizione nella Geoeconomia – Parag Khanna può essere considerato un enfant prodige della geoeconomia, novella disciplina che cerca di spiegare i conflitti globali a partire dalle dinamiche e dalla resistenze che lui definisce di capitalismo supply chain, cioè della centralità che hanno la distribuzione delle merci a livello globale. Nell’intervista pubblicata ieri l’autore di “Connectography”  analizza il rapporto tra cooperazione e competizione nella geoeconomia. Mi ha colpito in particolare questo passaggio dell’intervista: «Le zone economiche speciali sono il risultato di scelte politiche nazionali. Vengono scelti dei partner interni e «stranieri» per favorire investimenti nel paese. Tutto ciò è finalizzato alla crescita economica interna e allo sviluppo di infrastrutture che possono rendere il paese ulteriormente attrattivo per investimenti di capitale. Questo favorisce anche l’aumento di lavoratori qualificati, facendo diventare quel paese un nodo delle catene globali del valore».  Cortesemente citofonate a Renzi e Padoan per dirglielo, grazie.
  • Intrappolati nei Social – Secondo il  sondaggio, condotto da Kaspersky Lab in 12 Paesi, Italia compresa, su 4.831 utenti attivi sui social network, rivela che la maggior parte [78%] delle persone intervistate ha pensato qualche volta di chiudere i propri account social [ma alla fine hanno deciso di non farlo]. Il motivo principale per cui gli utenti pensano di chiudere gli account social è che “sono stanchi di sprecare tempo prezioso” [39%];
    “non vogliono essere controllati dai giganti di Internet” [30%], con Italia e Germania che sono più preoccupate per la privacy piuttosto che per la perdita di tempo. Dall’altro lato invece, le considerazioni principali che evitano che gli utenti si eliminino dai social: il 62% vuole restare in contatto con amici e parenti.Una persona su sei [18%] ha affermato di utilizzare gli account dei social network per accedere ad altri servizi web. È proprio quest’ultimo dato, a mio modo di vedere, il più interessante. Sia perché evidenzia la contraddizione nei termini tra preoccupazioni teoriche e comportamenti reali delle persone. che perché ci dice che, con un offerta adeguata, è possibile andarsi a prendere i dati. Se interessa contattateci.

Bonus track l’infografica dei newsbrand nazionali secondo i dati – audience giorno medio no tal – Audiweb di settembre.audience-newsbrand-sett-2016

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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