ChartaMente

Continua ad essere al centro dell’attenzione dei media la questione relativa alla diffusione di notizie false, di bufale come si suol dire, attraverso i social network. Polemica incentrata, o forse più semplicemente assorta improvvisamente tra le priorità, in funzione della vittoria di Trump e, per quanto riguarda direttamente l’Italia, la cyber propaganda pro M5S alla quale, pour cause, l’Unità dedica addirittura la prima pagina di oggi.

Sulla questione ho scritto una breve nota e per quanto mi riguarda credo se ne sia parlato fin troppo, come spesso succede a vanvera, per partigianeria, ignoranza, o entrambe le cose.

Sul tema, a prescindere da come la si pensi, BuzzFeed ha pubblicato i dati di Buzzsumo dai quali emerge come negli ultimi tre mesi della campagna presidenziale americana, le notizie false sono risultate più performanti su Facebook generando un maggior engagement delle notizie dei principali quotidiani statunitensi, come il New York Times , Washington Post ,Huffington Post , NBC News, e altri.

Durante questi mesi cruciali della campagna elettorale infatti, le 20 storie “top-performing” di falsi elettorali da siti e blog di bufale iper-partigiani hanno generato 8.711.000 azioni, reazioni e commenti su Facebook. Nello stesso periodo di tempo, le 20 principali storie di 19 dei principali siti di informazione hanno generato un totale di 7.367.000 azioni, reazioni e commenti su Facebook.

Delle 20 storie elettorali false “top-performing” individuate nell’analisi, le prime tre per livello di coinvolgimento erano apertamente pro Donald Trump o anti Hillary Clinton. Due erano una storia che sosteneva che Clinton avesse venduto armi per ISIS ed una terza bufala sosteneva l’approvazione del Papa nei confronti di Trump [qui il database].

Al problema pare abbiano trovato soluzione tre studenti, ma certamente i dati fanno riflettere, anche se l’allarmismo appare assolutamente ingiustificato, oltre che mono direzionale essendo rivolto solo ai social, visto che in realtà le notizie false hanno la stessa età del giornalismo, esistono da sempre.

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