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The Social Outlook: Analisi dei Settori Industriali sui Social

Vi proponiamo oggi questa analisi inter-settoriale per comprendere come i social ottengano risultati diversi anche in riferimento ai settori in cui vengono utilizzati.

Si fa un gran parlare delle dinamiche algoritmiche e di come, ad esempio, Facebook possa favorire o meno delle tipologie di contenuto rispetto ad altre, spesso trascurando come il pubblico detenga ancora un ruolo molto importante nel decretare il successo o l’insuccesso di strategie.

Come è possibile vedere, ad esempio, in questa analisi che ho pubblicato su Social Listening in riferimento alle strategie social di Donald Trump e Hillary Clinton, è facile notare come nel caso del candidato repubblicano, anche la tipologia di contenuto solitamente più trascurata: gli status, ottiene dei risultati importanti se incontra un pubblico che evidentemente la gradisce o comunque si sente più stimolato a valorizzarla. Ragion per cui, è giusto considerare abbastanza avventate tutte le teorie complottiste riguardo l’influenza dei social rispetto a qualsiasi evento, come se i social poi non fossero abitati di persone…

The Social Outlook prende in esame 30 marchi leader in 15 settori da Aprile a Luglio 2016, con i brand selezionati per numero di follower.
Il sistema con cui i dati sono stati processati è Brandwatch Analytics. Complessivamente sono state analizzate 115milioni di conversazioni su 450 marche in 15 settori.

Le sfere in cui viene declinata l’analisi sono : Visibilità Social; Visibilità Generale; Sentiment; Reach; Engagement. Nell’immagine che segue è possibile vedere in tabella tutti i 15 settori esplorati, con relativi indici di performance nei diversi ambiti.

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L’analisi successivamente mostra i dati di performance relativi a Twitter e Facebook. Vedendo quest’ultimo non è difficile notare come spesso il gran numero di Fan non equivalga a risultati importanti in materia di interazioni, ma soprattutto come in alcuni settori specifici sia più importante la quota di attività di conversazione da parte dei player: è il caso di telecomunicazioni e compagnie aeree.

I social vanno sempre più configurandosi come canali preposti per attività di CRM, in particolar modo per quanto riguarda la telefonia dove il dato raggiunge e supera la soglia di 90.

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Il grafico che segue, invece, rende l’idea di come la gran mole di conversazioni prodotte dai suddetti settori spesso non sia sufficiente a soddisfare quello che è il numero importante di richieste pubblicate dalle persone in rete.

Possiamo qui visualizzare le informazioni relative alle metriche di response rate (quantità di risposte date) e response time (tempo impiegato a rispondere). Si può facilmente notare come l’NBA abbia il response time più ridotto, sebbene però risponda solo all’0,19% delle richieste, mentre il settore No-Profit pur avendo un monte di risposte decisamente esiguo (0,37%) ha un tempo medio di risposta che è alla soglia delle 7 ore.

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Interessante anche notare come nei diversi giorni della settimana alcuni settori vivano fasi concitate o di flessione dei flussi di conversazione. Non riesce difficile notare che la domenica sembra essere il giorno in cui per quasi tutti i settori si realizzano i picchi minori di interattività. Curioso notare come l’alcool in controtendenza riscontri numeri più alti di domenica rispetto al lunedì, probabilmente in linea con quanto accade nei consumi.

Questo consente di immaginare le conversazioni come indicatori anche di leve più squisitamente di marketing, tenendo sempre a mente di contestualizzare i risultati senza traslarli in contesti che sono diversi da quelli in cui vengono calcolati.

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Un ulteriore dato è relativo al genere di persone che seguono determinati settori industriali. C’è una predominanza delle donne per quanto riguarda Food & Beverage, No profit, Televisione, mentre gli uomini restano i più interessati alle dinamiche sportive, alle automobili, ai consumi tecnologici e al settore definito alcool.

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La ricerca prosegue poi dettagliando tutti i settori. Vediamo nel caso specifico cosa accade per quanto è stato definito “alcohol”.

In primis viene definita una top 5 dei marchi relativi a questo settore, sempre basata sui criteri indicati precedentemente. A quanto pare Jameson è il brand con il miglior livello di sentiment, con Jack Daniel’s che, invece, pur ottenendo il dato di sentiment più basso di tutti gli altri si assesta in prima posizione per bilancio complessivo (Totale: 413)
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Infine le conversazioni sono analizzate nell’attrattività delle tipologie dei post, con i contenuti visuali che sembrano andare per la maggiore. Interessante anche come le conversazioni relative alle diverse tipologie di prodotto si annidino in determinate aree geografiche, con i superalcolici che sembrano predominare su gran parte della mappa e, in particolare, nelle regioni centrali degli Stati Uniti.

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Pierluigi Vitale

Pierluigi Vitale

Social media Analyst at Social Listening
Social media analyst e information designer. Ph.D Fellow presso il Laboratorio "Digital Humanities + Information Design" dell'Università degli studi di Salerno. Svolge attività di ricerca nel campo dell'analisi e della visualizzazione dei dati. Mai diventato giornalista, fa di reperimento, analisi, elaborazione e rappresentazione dei dati la sua vocazione. Ha lavorato da Vice-Responsabile Marketing del Corriere del Mezzogiorno e tiene corsi di formazione per soggetti pubblici e privati.
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Social media analyst e information designer. Ph.D Fellow presso il Laboratorio "Digital Humanities + Information Design" dell'Università degli studi di Salerno. Svolge attività di ricerca nel campo dell'analisi e della visualizzazione dei dati. Mai diventato giornalista, fa di reperimento, analisi, elaborazione e rappresentazione dei dati la sua vocazione. Ha lavorato da Vice-Responsabile Marketing del Corriere del Mezzogiorno e tiene corsi di formazione per soggetti pubblici e privati.

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