Archetipi dell’Influencer

Lo studio “I Dati sono Fashion” di IBM e Moncler ha messo in luce l’impatto che i cosiddetti advocate possono determinare sulla percezione del brand e sulle vendite. Non si tratta dei tradizionali fashion blogger ma di persone affini alla marca e ai suoi valori che, attraverso i canali digitali, stringono relazioni rilevanti al di fuori del settore di riferimento. Queste figure sono micro influencer, che pur non avendo necessariamente grandi numeri di follower, se coinvolte efficacemente, hanno una forte influenza sul loro network e permettono di aumentare la visibilità e l’efficacia dei messaggi.

Non si tratta evidentemente di un caso isolato ed infatti anche secondo uno studio congiunto di Twitter e la società di analytics Annalect , circa il 40 per cento degli intervistati ha dichiarato di aver acquistato un articolo online dopo averlo visto utilizzato da un influencer su Instagram, Twitter, Vine o YouTube.

Secondo uno studio effettuato da una piattaforma di influencer marketing statunitense il ROI di questo tipo di operazioni si attesterebbe mediamente oltre 6 volte l’investimento [6.5 $ per ogni dollaro investito] e, ovviamente, tutte le indicazioni sono di un incremento in quest’area da parte delle imprese.

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Da un certo punto di vista nulla di nuovo se si considera che da sempre qualunque ricerca sul tema conferma che la comunicazione tra pari funziona meglio di qualunque altra. Quello che in qualche modo è nuovo rispetto alle tradizionali tecniche di digital PR è la massificazione di questa modalità, con appunto una corsa da parte dei marketers in tal senso, e soprattutto l’attenzione verso i micro influencer che assumono complessivamente una rilevanza sotto il profilo della comunicazione d’impresa uguale, o superiore, a quella delle celebrities.

Ma, come si suol dire, si fa presto a dire influencer. Premesso che ovviamente ciascuno di noi, anche i succitati micro influencer, è un influencer non in assoluto ma relativamente alla propria sfera di expertise, quali sono le tipologie di influencer?

Una possibile risposta arriva da Traackr, altra piattaforma di influencer marketing statunitense, che ha pubblicato l’infografica degli archetipi dell’influencer ed il modo migliore per relazionarsi con ciascuno di questi. Si va dalla celebrity, dal personaggio più o meno famoso al giornalista, mestiere la cui “proletarizzazione” ha spostato sempre più nell’area del brand jornalism nella sua accezione più ampia, passando per l’esperto e l’autorità del settore. Come  si può vedere nell’immagine sottostante ciascuna figura ha i suo vantaggi e, naturalmente, svantaggi, anche se l’autorità del settore, colui al quale è universalmente riconosciuto l’expertise di un determinato settore, pare essere quello più interessante.

Ovviamente il tutto dipende dal tipo di prodotto, o servizio, che intendo promuovere. Nel caso di un panettone, ad esempio visto che ci avviciniamo al periodo natalizio, credo sia di gran lunga più interessante una campagna su migliaia di micro influencer che non attraverso delle celebrities. Ci stiamo lavorando da un pò. Stay tuned…different-types-influencers

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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