Post-it

Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere. Gli altri giorni della settimana que­sta rubrica è parte inte­grante di Wolf e dun­que viene pub­bli­cata gra­tui­ta­mente solo il venerdì. Se non volete per­der­vela potete abbonarvi per molto meno di un caffè al giorno. Per capire meglio cosa è Wolf potete leggere cosa dicono di noi quelli della World Association of Newspapers and News Publishers e consultare gratuitamente lo “speciale” del 100° numero reso disponibile gratis online.

  • L’Avvelenata – Se tra le righe di quanto pubblicato ieri emerge come dalle elaborazioni realizzate nel tempo in questi spazi la situazione del Sole24Ore fosse già sufficientemente chiara sotto il profilo economico-patrimoniale, qualcun’altro grida vendetta. È il caso di Nicola Borzi, giornalista del quotidiano di Confidustria balzato agli onori delle cronache già nel 2010 per essere uscito dal CDR del giornale con una lettera durissima contro il direttore di allora: Gianni Riotta. Lo sfogo di Borzi è affidato a Facebook dove sul suo profilo personale si può leggere che «[…]sin dal 2010 ho iniziato a segnalare in pubblico la situazione allarmante dei conti della nostra societa’ quotata in Borsa. Ho fatto analisi di bilancio, raccolto centinaia di documenti, passato notti intere a esaminare e rielaborare dati. Ho partecipato alle assemblee degli azionisti, come componente del Comitato di Redazione e poi a titolo personale, ho denunciato l’opacita’ dei conti, ho sviscerato ricostruendole sin dove mi era possibile fallimentari acquisizioni coperte da cortine fumogene che portavano a societa’ costituite da prestanome in paradisi fiscali e che hanno dilapidato risorse per decine e decine e decine di milioni di euro, ho scritto al collegio sindacale e al consiglio di amministrazione. Ho fatto mettere a verbale assembleare documenti di decine di pagine con nomi e cognomi, cifre, date, indicazioni precise. Nessuno ha mai smentito, nessuno ha mai negato, nessuno mi ha mai querelato. Nessuno ha mai approfondito, nessuno ha mai indagato, nessuno ha mai verificato le mie affermazioni. Eppure erano durissime, circostanziate, sostenute da documenti ufficiali.».  Cantava Guccini in “l’avvelenata“, prendendosela con i suoi colleghi, «Ma s’ io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni…».
  • Cari Utenti – Tiene banco da un paio di giorni a questa parte il boicottaggio avviato contro Findus, e Vileda, rei – per i sostenitori di Grillo & co. – di sponsorizzare il programma di La7 “L’aria che tira”, condotto da Myrta Merlino. Non si sa dopo quale episodio in particolare sia nata la protesta ma i cinque stelle si lamentano che la conduttrice avrebbe lanciato delle frecciatine al sindaco di Roma Virginia Raggi. La reazione alle parole della giornalista è una campagna di boicottaggi via social network, partita dall’iniziativa di un gruppo Facebook di militanti e attivisti del Movimento Cinquestelle, ‘opinioni, informazioni, emozioni’, nella quale si invita a non comperare i prodotti che compaiono nelle pubblicità durante il programma della rete televisiva: tra questi ci sono i bastoncini del capitano e il Mocio. Al netto di tutto quello che è possibile dire, da un lato su Internet e d i troll e, dall’altro lato, di come reciprocità, riconoscimento e relazione siano elementi imprescindibili per qualunque brand, c’è una cosa che mi ha colpito più di tutte in questa vicenda: le risposte delle aziende. Infatti, sia Findus che Vileda si sono affidate ad una risposta che in buona sostanza ribadisce come la pianificazione pubblicitaria nulla abbia a che fare con l’adesione alla linea politica di Myrta Merlino. In entrambi i casi viene usata la parola utenti, e se il post di Vileda è semplicemente il frutto del linguaggio aziendale che ancora non riesce ad adattarsi a quanto avvenuto nell’ultimo decennio, fa peggio Findus che ci infila pure una serie di strafalcioni passando dal voi al tu nello stesso post. Al netto degli stereotipi sullo stagista che gestisce la pagina Facebook, cosa che per brand di questo livello non è plausibile, in quel cari utenti è sintetizzata tutta la distanza che intercorre,a dieci anni da “markets are conversations”, tra brand e persone.
  • Gamification del Dato – Audiweb, finalmente, rende disponibili i primi dati della nuova survey sull’audience dei contenuti editoriali fruiti all’interno dell’applicazione mobile di Facebook mediante browsing e/o Instant Articles. Al netto del fatto che, come specifica Audiwb stessa, i dati della survey non sono in alcun modo collegati o collegabili ai dati forniti nell’ambito del servizio Audiweb Database. Infatti, le metodologie alla base delle due rilevazioni sono differenti, pertanto i dati risultanti nell’ambito di questo servizio non potranno, ad esempio, essere sommati a quelli risultanti dal servizio Audiweb Database, alcuni tra quelli collocati al top della speciale classifica hanno commentato con vanto il dato sulle pagine viste. Personalmente dei dati diffusi solo una cosa mi è sembrata interessante e vedo che tutti si “bullano” ma non la evidenziano. Lunedì pubblicheremo quale, corredata da infografica realizzata ad hoc come d’abitudine. Vi propongo un gioco se [utilizzando l’hashtag #AudiwebFB] da qui ad allora indovinate di cosa si tratta al primo che risponde correttamente in regalo un anno di abbonamento a Wolf, al secondo un anno di abbonamento a SlowNews ed al terzo in regalo un anno di abbonamento a Crusoe [ultimo nato della “famiglia”]. In caso di un maggior numero di risposte corrette vale l’ordine cronologico. Buon weekend.
  • Motivi per Comprare Twitter – Dopo che sia Disney che Google si sono tirate fuori dai giochi nella gara all’acquisizione di  Twitter, resta in ballo solamente Salesforce come possibile acquirente della piattaforma di microblogging da 140 caratteri.  È proprio il CEO di Salesforce, durante una convention aziendale, a spiegare i motivi per una possibile acquisizione, concludendo che nonostante la differenza di origini e “mission” delle due aziende,  «Twitter è già un potente strumento di servizio al cliente che compagnie aeree, ristoranti, banche e molte altre aziende utilizzano per gestire i reclami e le richieste dei consumatori. Le aziende possono inoltre utilizzare ciò che le persone pubblicano su Twitter per raccogliere le abitudini dei consumatori». Finalmente qualcuno che ha capito a cosa servono i social, e Twitter in particolare.
  • LinkedIn Aiuta a Trovare Lavoro –  Open Candidates, questo il nome della nuova iniziativa attualmente disponibile solo in  U.S.A., U.K., Canada e Australia, ma presto disponibile per tutti, permetterà di segnalare in modo discreto quando si è alla ricerca di un lavoro. Buona mossa per LinkedIn che, come gli altri social network, è sempre alla ricerca di nuovi modi di convincere la gente a condividere di più dei loro dati e tenerli aggiornati e che nel recruiting ha una parte fondamentale del proprio business. L’importante è che non lo venga a scoprire il vostro attuale boss…
  • Un Paese di Scrittori ma Senza Lettori – In Italia si pubblicano in media 164 libri al giorno, domeniche comprese, ovvero 60 mila titoli all’anno. Lo scorso anno gli editori hanno pubblicato 62.250 libri in formato cartaceo, a cui si aggiungono 56.727 titoli in quello digitale, mentre gli e-book rappresentano il 91.1% delle novità pubblicate. Tra i lettori del formato digitale, l’e-reader è molto apprezzato dagli over 60, mentre i lettori più giovani preferiscono scorrerlo sul tablet o sullo smarphone. Ma la lettura non è un consumo forte in Italia, nonostante si pubblichi parecchio. Nove famiglie su dieci non hanno alcun libro in casa, mentre poco più di 6 ne contano al massimo 100. Non sembrano riscuotere miglior successo i libri online e gli e-book: nel 2015 hanno perso 277 mila lettori [-5,6%] anche se coinvolgono una fascia di popolazione relativamente stabile, ma appunto relativamente marginale, di 4-4.5 milioni di persone. Un Paese di scrittori ma senza lettori.
  • Da Vedere per Riflettere – Pawel Kuczynski è un artista polacco pluri-premiato, laureato presso l’Accademia di Belle Arti di Poznan, che dal 2004 crea illustrazioni satiriche di umorismo nero che parlano di tematiche politiche, ambientali, sociali, economiche e tutto ciò che è importante nel mondo di oggi. Pawel ha anche un interesse particolare per la tecnologia, e gran parte della sua opera si concentrano su l’influenza dei social network e come possono avere un impatto negativo sulla nostra vita quotidiana quando se ne abusa. Il magazine spagnolo “Furiamag” ha raccolto una collezione di 50 delle sue migliori illustrazioni, che ci fanno pensare e ci invitano a riflettere.

corporate-short-terminism

Social

Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
Social

Latest posts by Pier Luca Santoro (see all)

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.