Le Strategie di Sviluppo de Il Foglio

Da ieri, lunedì 3 ottobre, il Foglio ha iniziato un percorso di cambiamento, di evoluzione. Arriva un nuovo progetto,  che è partito con l’edizione di ieri, un giornale unico, monografico, che si concentra su un tema e sarà il leitmotiv dell’edizione “speciale”  di tutti i lunedì , ma che rappresenta solo l’inizio di un percorso di sviluppo del quotidiano, come spiega Claudio Cerasa, direttore del giornale.

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Per approfondire abbiamo intervistato Piero Vietti, coordinatore del sito del Foglio, testata di cui è anche social media editor e caporedattore di tutto il giornale.

1) Da lunedì 3 ottobre avete annunciato grandi novità per “il Foglio” all’insegna di long-form journalism, data journalism e content curation. Come nasce questa scelta di format editoriale?

Osservando come cambia il mondo delle news e dei giornali, studiando il comportamento e le preferenze dei nostri lettori, ci siamo accorti che un prodotto come quello del nuovo Foglio del lunedì mancava sul mercato italiano, e che potesse attirare nuovi lettori fidelizzando ancora di più i vecchi. Il Foglio è un giornale che per storia e vocazione sa immergersi nelle storie raccontando aspetti che altri non colgono, e può permettersi la forma degli articoli lunghi perché già abituato a farlo da sempre. Con questo format vogliamo regalare ai lettori un giorno in più per pensare e capire meglio quello che succede nel mondo, provando a raccontarlo come altri non fanno. In quest’ottica si inseriscono anche le due pagine di inserto, provocatoriamente titolate “Non è Internazionale”, in cui pubblicheremo stralci di articoli da giornali stranieri che difficilmente in Italia qualcuno tradurrebbe, per via delle posizioni poco mainstream che esprimono.

2) Da metà ottobre verrà lanciato un nuovo sito che, pur in continuità con quello attuale, ha l’ambizione di mostrarsi e dimostrarsi più dinamico e più ricco di contenuti, “un mix tra quello del ‘Süddeutsche Zeitung’, del ‘Washington Post’ e del ‘Wall Street Journal’”, dice Cerasa. Puoi fornire qulche anticipazione, qualche dettaglio in più?

Abbiamo annullato la classica divisione – molto italiana – in colonnini: il sito si svilupperà quasi esclusivamente in verticale, anche per dare ai lettori una fruizione ottimale su mobile. Abbiamo rinnovato grafica, font, spazi e colori. La testata sarà molto diversa da quella del vecchio sito e in generale da quelle dei siti italiani. L’interazione con i social network sarà più intuitiva, la gerarchia delle notizie e delle opinioni più chiara. Aumenteremo i contenuti a pagamento e quelli free, con un occhio agli argomenti più “trend”, ma sempre trattandoli con un nostro taglio. Sarà dato più spazio ai video realizzati dalla redazione, alle opinioni di nuovi blogger che presto si uniranno alla squadra fogliante e una intera sezione del sito verrà dedicata all’inserto culturale del weekend, da sfogliare come un prodotto a parte. Ci saranno anche altre novità, da scoprire quando andremo online, nella seconda metà di ottobre.

3) Si parla di paywall per il sito. Sarà sul modello full paywall, metered paywall o reversed paywall? Cosa vi ha portato a questa scelta?

In realtà il Foglio utilizza un metered paywall da anni, e con un buon successo: in un certo senso abbiamo “educato” i nostri lettori a pagare per leggere. Non tutto però è a pagamento, ma solo i contenuti più esclusivi, le analisi e i commenti che chi ci legge sa di trovare solo sulle nostre pagine, digitali o cartacee che siano. Quella che facciamo pagare è la qualità di certi articoli, il loro essere “unici” e originali. Fino ad oggi però il nostro paywall, seppur “poroso”, era decisamente rigido: o ti abboni o non leggi. Sul nuovo sito vogliamo dare più possibilità di accesso ai lettori, permettendo di leggere i contenuti a pagamento per alcuni giorni a chi si registrerà gratuitamente sul sito e a chi condividerà determinati articoli sui social network, e predisponendo offerte ad hoc per chi vorrà leggere solo certi contenuti e non altri.

4) L’obiettivo è quello di raddoppiare entro il 2016 e di quintuplicare per fine 2017 gli abbonati ed i relativi ricavi. L’Italia è il Paese con la minor incidenza di abbonamenti rispetto alle altre nazioni europee, a cominciare da Francia e Germania. Quali le leve per vincere questa, difficile, sfida?

Il Foglio è un giornale in cui i lettori si riconoscono, sentendosi parte di un club, e di cui riconoscono il valore. Questo fa sì che siano disposti a pagare per leggere. Partiamo da questo dato oggettivo, ma il nostro obiettivo naturalmente è quello di allargare questa platea, facendo “assaggiare” il Foglio a chi non lo conosce, e invogliandolo a pagare; ma nel contempo vogliamo permettere a chi non vuole spendere di leggere comunque buona parte dei nostri contenuti. Sul nuovo sito ci sarà una nuova edicola digitale, più metodi di pagamento per facilitare l’acquisto e rinnoveremo anche le nostre app. La leva principale per vincere questa sfida rimane però quella della qualità: nessuno paga per un prodotto mediocre o che può trovare gratis altrove.

5) I have a dream. Chiudi gli oggi e “sogna”. Come sarà “il Foglio” alla fine del prossimo triennio?

Un giornale forte online e ancora necessario in edicola, anche perché diversifica la sua offerta, con contenuti diversi pensati per i due diversi supporti. Un prodotto che mantiene la sua originalità e che nel frattempo è cresciuto, diventando ancora più centrale nel dibattito politico e culturale del paese, non solo per quello che pubblica sulle proprie pagine ma anche grazie all’organizzazione di eventi pubblici. Se proprio devo sognare, me lo immagino anche come una “rete” di lettori, che grazie alla tecnologia e al nostro lavoro potranno vivere un’esperienza nuova, immersiva e unica con il proprio giornale preferito.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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