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Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere. Gli altri giorni della settimana que­sta rubrica è parte inte­grante di Wolf e dun­que viene pub­bli­cata gra­tui­ta­mente solo il venerdì. Se non volete per­der­vela potete abbonarvi per molto meno di un caffè al giorno. Per capire meglio cosa è Wolf potete leggere cosa dicono di noi quelli della World Association of Newspapers and News Publishers e consultare gratuitamente lo “speciale” del 100° numero reso disponibile gratis online.

  • E-skill – Ipsos e Google hanno presentato ieri la ricerca “Competenze digitali e lavoro tra gli italiani over 50”. Gli intervistati riconoscono in maniera quasi unanime [94%] la rilevanza delle competenze sul web, tanto per la sfera personale, quanto per il mondo del lavoro. Per quasi il 60% di loro, possedere skill in ambito digitale favorisce la ricerca di una nuova occupazione, sia all’interno del proprio ambito lavorativo, sia per nuovi sbocchi professionali. Nonostante la dichiarata consapevolezza dell’importanza delle digital skill, emerge tuttavia una profonda lacuna dal punto di vista formativo: solo il 14% degli intervistati ha infatti svolto corsi o approfondimenti negli ultimi  2 o 3 anni per migliorare le proprie competenze digitali. Diverse le ragioni fornite dal campione per giustificare questo gap: il 48% dichiara di aver dato priorità ad altro; il 45% di non aver avuto ancora l’occasione di approfondire attraverso un momento dedicato alla formazione, mentre il 22% cita la mancanza di tempo come un limite. Se consideriamo che il campione era costituito al 100% da utilizzatori di Internet non è difficile immaginare quale sia lo stato dell’arte complessivo. Sigh!
  • TV, il Digitale Spinge la Corsa degli OTT – Crescita quasi nulla per il mercato televisivo in Europa occidentale. Va notato che l’andamento è comunque molto diverso da Paese a Paese: i mercati cresciuti maggiormente lo scorso anno sono stati quello inglese [+7%] e tedesco [+6%], mentre la situazione in Francia e Italia rimane stagnante come per la maggior parte dei paesi dell’Europa continentale, con tassi di crescita inferiori all’1%. Questo quanto emerge dal rapporto annuale IT Media Consulting che sottolinea come oggi la pubblicità online sta giocando un ruolo di primo piano nel mix totale degli introiti pubblicitari sottraendo ricavi alla televisione. Dopo la carta stampata sara la TV tradizionale così come l’abbiamo conosciuta sino ad oggi il prossimo medium a cedere il passo al digitale. Si accettano scommesse.
  • Perché non Fidarsi dei Sondaggi Online – Il New York Times spiega che i problemi dei sondaggi online fatti da siti e giornali sono soprattutto di rappresentatività del campione e di “sicurezza” del sistema informatico che permette di votare. I sondaggi sono affidabili quando il campione di persone contattate è adeguatamente variegato in relazione al corpo elettorale, o al gruppo di persone che parteciperà a una certa consultazione. Inoltre, «i risultati sono in larga parte un riflesso del “target” del sito e delle persone che in quel momento sono sufficientemente motivate per partecipare».  Ecco perchè quando si leggono i risultati di un sondaggio, di una ricerca, la prima cosa da farsi per comprenderne il valore è verificarne la metodologia. Sapevatelo.
  • L’ eCommerce in Italia. Gli ultimi dati 2016 –  Secondo i dati dell’Osservatorio eCommerce b2c del Politecnico di Milano, il valore totale della spesa effettuata online dai consumatori si compone al 55% da servizi, che aumentano del 10% sullo scorso anno arrivando a 8.6 miliardi di euro, e al 45% da prodotti, che raggiungono gli 8.6 miliardi di euro. In Italia su 100 euro spesi circa 5 passano sul canale online, questo significa che l’ eCommerce B2c vale il 5% delle vendite totali [3% dei prodotti e 9% dei servizi]. Nelle altre principali economie UE, come il Regno Unito o la Francia, si arriva anche a un complessivo 18%. Non a caso nell’UE siamo davanti solamente a Bulgaria, Grecia e Romania per numero medio annuo pro capite di pagamenti effettuati con strumenti diversi dal contante.  Solo nel porno siamo nella top ten del digitale….
  • Contratto Giornalisti – Dopo la nota del 29 ottobre 2015, con la quale la Fieg aveva comunicato che il contratto di lavoro giornalistico avrebbe cessato di avere efficacia a far data dal 1° aprile 2016, e la successiva proroga fino al 30 settembre 2016, le trattative per il rinnovo contrattuale non si sono mai interrotte, senza portare tuttavia ai risultati attesi. Pertanto, le parti hanno sottoscritto un accordo che prevede che il Contratto Nazionale di Lavoro Giornalistico prosegua la sua validità sino alla data del prossimo rinnovo contrattuale. Sulla questione il presidente dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti Paolo Perucchini, in una nota dice che: «Dopo l’atto formale della proroga – unica strada responsabile dopo la disdetta al CNLG preannunciata dagli editori – ora il confronto per il rinnovo del contratto di lavoro va avviato immediatamente. Non si esce dalla crisi tagliando i salari e annullando i diritti. Servono progetti industriali illuminati e lungimiranti, condivisione degli obiettivi e un mercato del lavoro finalmente attivo grazie a politiche espansive di inclusione e di innovazione». Avanti distanti.
  • Gorilla – Per gli editori, Facebook è il proverbiale gorilla di 800 chili nella stanza. Sanno che devono avere a che farci, ma non sono sempre sicuri della migliore strategia per l’approccio. Un nuovo rapporto pubblicato ieri dalla News International Media Association cerca di affrontare questo problema fornendo una panoramica di come funziona Facebook e delineando come gli editori possono utilizzare la piattaforma per raggiungere i lettori e potenzialmente generare ricavi. Dal sondaggio, effettuato intervistando 37 alti dirigenti di publisher in Europa e Stati Uniti, emerge che  Facebook pesa per circa il 30% delle visite totali ai loro siti web. Però il 68% ha affermato di non essere soddisfatto di come Facebook li ha informati sui cambiamenti di prodotto e il 57% ha detto che sono insoddisfatti di come possono generare ricavi da Facebook. È significativo che nel report ancora non si faccia cenno al social media mining. Un indicatore importante di quanto ancora si sia lontani dalla retta via, dalla corretta valorizzazione dei social.
  • Class Editori – Pubblicata la relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2016 del gruppo Class Editori. I ricavi totali dei primi sei mesi del 2016 sono stati pari a 36.03 milioni di euro, rispetto ai 38.87 milioni del corrispondente periodo del 2015. I ricavi derivanti dalla raccolta pubblicitaria di Class Pubblicità, concessionaria della Casa editrice per l’Italia, hanno segnato una riduzione dell’1.4% rispetto allo stesso periodo del 2015. I canali televisivi invece hanno ottenuto una forte crescita pubblicitaria, +20%, trainata dal +27.4% di Class Cbnc. Il comparto dei periodici ha segnato un +9% [a parità di numero di uscite +19%)] ottenuto con nuovi format speciali.  In flessione la raccolta sui quotidiani, derivante sia dalla contrazione della
    pubblicità commerciale nazionale sia dalla scarsa attività dei mercati finanziari sul fronte delle nuove quotazioni e privatizzazioni [che si è tradotta in minore raccolta di pubblicità finanziaria] a cui si è aggiunta la diminuzione dei ricavi di pubblicità legale, quest’ultima influenzata anche dal non immediato recepimento da parte degli enti appaltanti del ripristino dell’obbligatorietà della pubblicità riguardante aste e appalti pubblici. In lieve flessione la raccolta sui siti web.  In termini di evoluzione prevedibile della gestione, Il contesto economico nazionale non offre significativi segnali di miglioramento nei mesi a seguire. La Casa editrice prosegue la propria strategia di contenimento dei costi riguardanti tutti i settori, e sul fronte dei ricavi ha avviato una riorganizzazione interna diretta a un forte aumento della propria quota di mercato della pubblicità digitale, con la definizione di una organizzazione dedicata all’integrazione della rete vendita per il potenziamento delle componente del digital advertising e dei ricavi da edicola digitale attraverso il programmatic advertising. Intanto aspettiamo oggi, finalmente, i conti del Sole24Ore.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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