L’insostenibile peso delle rese per i quotidiani italiani

Dopo parecchi mesi torniamo ad affrontare il tema delle copie rese per i quotidiani italiani. Quando avevamo analizzato i dati Ads di dicembre e poi elaborandoli quelli del 2015 avevamo messo in evidenza come questo parametro ci raccontasse un po’ di cose sulle grandi difficoltà dei giornali italiani nell’affrontare il “problema” della distribuzione. Problemi che rappresentano anche un notevole costo aggiuntivo, il valore medio del peso delle copie rese sulla tiratura totale in Italia viaggia intorno al 31-33 % mentre in altri Paesi, ad esempio la Francia, è intorno al 14-15% la differenza da questi due valori sono milioni di euro che finiscono al macero. E guardando ai bilanci degli editori italiani è un “lusso” che non possono permettersi.

Per questo torniamo a guardare i dati delle rese analizzando quelli di luglio 2016 forniti da Ads. Cosa ci dicono questi dati? In valori assoluti la testata che a luglio ha il maggior numero di copie medie rese è il Corriere dello Sport (119.656) seguito dai due maggiori quotidiani di casa nostra Repubblica (117.938) e Corriere della Sera (112.126). Il peso complessivo delle copie rese sulla tiratura media è ancora per molte testate pari o superiore al 30% (24 su un campione di 59 analizzato) e per quasi la totalità (52 su 59) superiore al 20%.

La cosa interessante è confrontare il dato di luglio di quest’anno con quello del luglio 2015. In valori assoluti (lo potete vedere dall’infografica) il numero assoluto delle copie rese diminuisce per molte testate (41 su 59), ad esempio per Repubblica la resa tra i due valori di luglio 2016 e 2015 cala di 17.451 copie medie (-13%) alla Stampa di 11.485 (-13%) mentre al Corsera di sole 1.545 (-1%). C’è anche però chi vede aumentarle ad esempio Libero con 7.248 copie rese media (+13%) ma in generale, come detto, i valori assoluti la resa diminuisce.

Tutto bene quindi? Non proprio perché se guardiamo al valore del peso delle copie rese sulla tiratura vediamo che l’incidenza di queste in realtà non diminuisce affatto. Per la maggior parte delle testate monitorate questo peso resta invariato o aumenta: ad esempio per il Sole 24 Ore passa dal 28% di luglio 2015 al 32% di luglio 2016, al Corriere della Sera si va dal 28%  al 30%, a Repubblica la quota rimane invariata ferma al 30%.

Cosa è successo? Semplice i quotidiani hanno diminuito la tiratura dei propri giornali (non cala solo la tiratura calano in generale anche le copie vendute ma su questo dato torneremo prossimamente) di circa il 10-13% per le maggiori testate, di conseguenza cala anche la resa. Meno copie in edicola meno copie rese ovviamente. Ma nonostante questo non cala il loro peso non accenna a dirigersi verso quella quota intorno al 18-20% (non pretendiamo il 14% della Francia) che risolverebbe un po’ di cose e alleggerirebbe notevolmente i bilanci. È evidente che i problemi stanno a monte a cominciare dall’organizzazione e gestione della distribuzione.

Infine concludiamo con una osservazione: nella “classifica” delle testate con maggior peso delle rese troviamo Il Manifesto, Il Fatto Quotidiano, Libero e Il Giornale tutti come peso percentuale superiore al 50%. Strano che giornali con linee editoriali molto schierate e aggressive (certo con stili e strategie molto diverse tra loro) e che hanno come riferimento comunità di lettori ben identificate soffrano più di tutti il problema delle copie rese.

Lelio Simi

giornalista, content curator at DataMediaHub
Si è formato nella carta stampata [Mattina Toscana - l'Unità] dove è diventato giornalista professionista. Dal 2001 inizia a occuparsi di informazione sul web in una delle prime digital media italiane [Wayin]. Da diversi anni svolge l'attività di freelance occupandosi prevalentemente (sia nella stampa tradizionale che in quella online) dei temi legati all'innovazione, all'economia al sociale e alle nuove tecnologie. Di strategie e marketing editoriale scrive su pagina99. Come consulente da anni si occupa di progettare e gestire strumenti e contenuti per la comunicazione corporate. Ha tenuto per quattro anni un blog personale "Senzamegafono".

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.