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Di lobbying se ne parla, ovviamente, sottovoce nelle stanze segrete del potere o, in alternativa, urlando con titoli a tutta pagina quando si ha notizia dell’ennesimo scandalo.

In Italia, contrariamente a quanto avviene in altre nazioni, anche Europee, il lobbismo non è regolamentato dal punto di vista normativo: nel corso degli anni sono stati presentati diversi disegni di legge per rendere più trasparente l’attività dei vari gruppi, ma nessuno è mai stato approvato.

L’analisi di Lobbying Italia fotografa con precisione il fenomeno e le società che si dedicano a questa attività. Secondo i dati pubblicati, sono circa 20 i milioni investiti da aziende, associazioni, amministrazioni e altre organizzazioni per avvalersi delle conoscenze tecniche, della consulenza strategica e dell’attività di monitoraggio da parte delle società dei professionisti del settore.

La classifica comprende 15 società che si occupano prevalentemente dell’attività di lobbying e public affairs. Sono state ricomprese nell’analisi, ma inserite in una classifica a parte, anche alcune società che si occupano prevalentemente di comunicazione istituzionale e PR, ma che investono risorse e professionalità nell’attività di lobbying. Un dato su tutti: il settore registra una crescita generale, e solo 5 società tra le 15 analizzate registrano un calo [minimo] rispetto al fatturato dell’anno precedente.classifica-fatturati-societa-di-lobby-2015-650x969

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