Le Aziende Investono Male in Social Ads

Le dinamiche dei diversi segmenti del mercato dell’advertising online sono profondamente diverse tra loro. Da un lato il calo inesorabile delle forme più tradizionali, con i banner che qualcuno inizia a paragonare alla carta stampata, e dall’altro lato video e, soprattutto, social ads in forte crescita, anche nel nostro Paese.

Quando si parla di social ads in realtà in due casi su tre ci si dovrebbe più precisamente riferire a Facebook che ha stabilito una “Facebookcrazia” anche in quest’ambito poiché detiene il 67.9% del totale mercato.

Uno dei motivi che spinge le imprese, i brand, ad investire in advertising all’interno del social network più popoloso del pianeta è certamente la possibilità, ineguagliabile anche rispetto a Google Adwords, di mirare, di profilare con la massima precisione a chi ci si rivolge.

Come spesso avviene, ahimè, tra la teoria e la pratica passa una bella differenza. Infatti, secondo quanto riportato da Socialbakers, la maggior parte degli investimenti su Facebook sono senza che venga personalizzata l’audience di riferimento, con addirittura un quarto della spesa pubblicitaria che si concentra sulla segmentazione basata esclusivamente su età ed area geografica.

Non si tratta di errori grossolani compiuti solamente da piccole-medie imprese che sia affidano a “mio cuggino” e/o al malcapitato stagista di turno [a seconda degli stereotipi che preferite], come si potrebbe pensare, ma anche di importanti realtà internazionali che mostrano un’approssimazione sconsolante.

“So che metà dei soldi che spendo in pubblicità è completamente buttata via. Il problema è che non so quale metà sia.” Che sia stato John Wanamaker o Lord Leverhulme a pronunciarla, questa frase citatissima pare che ora si applichi anche ai social ads, peccato che in questo caso le possibilità per evitarlo potenzialmente esistano tutte.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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