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Il Digitale in Italia in 5 Infografiche

Il Rapporto Coop 2016 – che avevamo già segnalato il giorno dopo la sua presentazione alla fine della scorsa settimana – in 370 pagine offre uno spaccato della società italiana, dei valori, delle ansie e delle attese, e dei consumi, davvero completo. Come d’abitudine se ne consiglia assolutamente la lettura integrale.

Dal rapporto abbiamo estrapolato le evidenze emergenti per quanto riguarda il rapporto degli italiani con la tecnologia ed il digitale.

Internet, i social media, la sharing economy sono alcune delle parole del futuro indicate da buona parte degli italiani. A metà strada, in un limbo tra tradizione e cambiamento, tutto ciò che ha contribuito a costruire gli orientamenti della società nei passati decenni e che ha monopolizzato le dinamiche della vita pubblica: i mezzi di informazione di massa [ TV, radio e giornali], segno che, lavorando adeguatamente, non tutto è perduto. L’infografica sottostante fornisce, anche, lo spaccato per fasce d’età.

parole

In uno scenario economico di flebile ripresa [nella migliore delle ipotesi], l’ecommerce non smette di crescere, sostenuto dalla maggiore familiarità da parte di quella quota di italiani che usa Internet con la Rete, dalla diffusione della banda larga e dei dispositivi mobili e dall’aumento dell’offerta di prodotti e servizi.

Non conosce tregua la crescita esponenziale degli acquisti online da dispositivo mobile, cresciuta di oltre 40 punti percentuali solo nell’ultimo anno. Gli ultimi anni hanno visto il decollo degli acquisti online da dispositivo mobile, che ha originato il 21% del valore nel 2015 [il 7.5% da tablet e il 13.5% da smartphone]. Di queste transazioni in mobilità, circa la metà avviene via web e l’altra via app, il cui uso è sempre più frequente dallo smartphone.

Gli acquisti online da dispositivo mobile, analogamente a quelli effettuati dagli acquirenti abituali, aumentano al crescere della dimensione del comune di residenza e sono più concentrati a Nord-Ovest. Lo smartphone per la sua costante disponibilità si afferma come il principale vettore di acquisti ecommerce.

Turismo e tempo libero sono i principali mercati per quanto riguarda gli acquisti online. L’editoria pesa solo l’1.8%.

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Infatti, gli italiani sono innamorati del proprio smartphone. Una passione da cui non riescono ad affrancarsi.

L’elemento più interessante è che, in una società spaccata dai divari generazionali, lo smartphone è l’oggetto più “democratico” di oggi. Lo usano persone di ogni età: anzi, l’esigenza di chiudere il “gap” di dotazione tecnologica fa sì che la propensione ad acquistare uno smartphone risulti più elevata [e maggiormente in crescita] proprio tra le fasce più mature della popolazione. E lo utilizzano in ogni fase della vita per fare sostanzialmente le stesse cose: telefonare, scattare fotografie, scrivere e-mail e messaggi, leggere notizie [soprattutto gli over-65 anni], talvolta anche acquistare prodotti e servizi, come succitato, giocare e passare il tempo.

smartphone

Inevitabilmente anche l’amore, per così dire, passa sempre più per l’online. Aveva ragione Bauman, nel teorizzare il modello della società liquida. La diffusione dei social network in tutti gli strati della popolazione ha reso liquide anche le relazioni, trasformando l’Italia nel Paese delle relazioni e dei sentimenti virtuali.

In Italia sono quasi 9 milioni i single [e non] che si cimentano negli appuntamenti organizzati sul web: ogni anno si concludono circa 200 milioni di uscite romantiche, una ogni due settimane per persona. E sotto questo punto di vista le relazioni virtuali si traducono in consumi reali: la “love economy” vale in Italia 6.5 miliardi di euro.

Se le relazioni e l’amore si digitalizzano, non può naturalmente fare eccezione il sesso, che anzi nel binomio digitale-reale ha da sempre assunto il ruolo di precursore. L’Italia è, ad esempio, il settimo Paese al mondo per numero di accessi ai siti pornografici [oltre il 50% del traffico viene realizzato da ragazzi di età inferiore ai 34 anni, mentre un utente su cinque è di genere femminile].

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Tanto inequivocabili quanto preoccupanti per l’ex industri dell’informazione i dati sul tempo speso per persona a seconda delle differenti attività.

Se la socialità in Rete, sia attraverso i social che attraverso altri mezzi/canali, come noto, domina la scena, fenomeno che è trasversale a qualsiasi fascia d’età, le notizie, l’informazione non coinvolge. Si passa infatti da un minimo di 22 minuti ad un massimo di 52 minuti al mese per la lettura di notizie.

Come spiega molto bene Aberto Puliafito parlando del comune progetto Wolf, readers are the algorithm, invece i publisher del nostro Paese… [aggiungete voi la conclusione, meglio].

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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