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Una sele­zione ragio­nata del­le noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere. Gli altri gior­ni del­la set­ti­ma­na que­sta rubri­ca è par­te inte­grante di Wolf e dun­que vie­ne pub­bli­cata gra­tui­ta­mente solo il vener­dì. Se non vole­te per­der­vela pote­te abbo­nar­vi per mol­to meno di un caf­fè al gior­no [e se non vi pia­ce disdi­re quan­do e come vi pare].

  • Twit­ter  Pun­ta Sul­la Chat — Twit­ter ha rila­scia­to un aggior­na­men­to per il suo ser­vi­zio di mes­sag­gi­sti­ca che ha lo sco­po di ren­de­re la piat­ta­for­ma di micro­blog­ging da 140 carat­te­ri più com­pe­ti­ti­va con i client di mes­sag­gi­sti­ca mobi­le, tra cui il nuo­vo iMes­sa­ge atte­so con l’arrivo di iOS 10. Ades­so la sua fun­zio­ne di mes­sag­gi­sti­ca com­pren­de le con­fer­me di let­tu­ra per le chat di grup­po, indi­ca­to­ri di digi­ta­zio­ne e ante­pri­me dei link. Se si esclu­de l’abolizione del limi­te dei 14o carat­te­ri nei mes­sag­gi diret­ti, sin ora Twit­ter si era inte­res­sa­ta ben poco alla fun­zio­na­li­tà del­la chat. Veden­do il suc­ces­so otte­nu­to dal­le nume­ro­se app di mes­sag­gi­sti­ca istan­ta­nea un’altro erro­re di sot­to­va­lu­ta­zio­ne di quel che inte­res­sa alle per­so­ne.
  • Fact Chec­king — Il Popu­li­sta, sito di pro­pa­gan­da lega­to alla Lega Nord, lan­cia­to a metà mag­gio di quest’anno, e di cui Mat­teo Sal­vi­ni è con­di­ret­to­re, ha pub­bli­ca­to il 26 ago­sto un arti­co­lo inti­to­la­to “Hotel di lus­so, vil­le e pisci­ne“, che cita pun­tual­men­te 13 strut­tu­re: alber­ghi in diver­se regio­ni d’Italia dove secon­do il Popu­li­sta sareb­be­ro ospi­ta­ti migran­ti che vivo­no in con­di­zio­ni lus­suo­se, in hotel con pisci­na e immer­si nel ver­de. Due gior­na­li­sti de Il Post han­no visi­ta­to una ad una le strut­tu­re alber­ghie­re per cer­ca­re di capi­re se nei fat­ti gli alber­ghi indi­ca­ti dal Popu­li­sta si con­ci­lias­se­ro dav­ve­ro con l’idea degli “hotel di lus­so, vil­le e pisci­ne” pre­sen­ta­ta dall’articolo e da altri simi­li: visi­tan­do­li, par­lan­do con i loro gesto­ri o con per­so­ne infor­ma­te dei fat­ti. Per anti­ci­pa­re i risul­ta­ti di que­sta inda­gi­ne, quel­lo che emer­ge sono una evi­den­te impre­ci­sio­ne e dilet­tan­ti­smo gior­na­li­sti­co dell’articolo del Popu­li­sta, sia nel pre­sen­ta­re le strut­tu­re che ospi­ta­no i migran­ti come “hotel di lus­so” sia in mol­ti casi per­si­no nel soste­ne­re che ospi­ti­no clan­de­sti­ni. Final­men­te un lavo­ro gior­na­li­sti­co degno di que­sto nome.
  • À la Guer­re Com­me à la Guer­re — Ita­liaOn­li­ne, for­te del­la rete ven­di­ta acqui­si­ta con­te­stual­men­te all’acquisizione di pagi­ne gial­le, che le dà una gran­de for­za di pene­tra­zio­ne sul ter­ri­to­rio, lan­cia IOL Audien­ce, una piat­ta­for­ma di gestio­ne degli inve­sti­men­ti pub­bli­ci­ta­ri a 360 gra­di pen­sa­ta appo­sta per le PMI e rea­liz­za­ta in part­ner­ship con Mat­ch­Craft, lea­der glo­ba­le di solu­zio­ni di mar­ke­ting ter­ri­to­ria­le per i riven­di­to­ri di tut­to il mon­do. Con IOL Audien­ce, Ita­liaon­li­ne diven­ta un vero e pro­prio media plan­ner per le PMI, offren­do loro un ser­vi­zio a tut­to ton­do che com­pren­de tut­ti gli aspet­ti di una cam­pa­gna di mar­ke­ting onli­ne: lo stu­dio del­la stra­te­gia di comu­ni­ca­zio­ne, la rea­liz­za­zio­ne dei con­te­nu­ti edi­to­ria­li, la nego­zia­zio­ne degli spa­zi pub­bli­ci­ta­ri, il con­trol­lo e otti­miz­za­zio­ne del­la cam­pa­gna in tem­po rea­le e la misu­ra­zio­ne con i miglio­ri ana­ly­tics per for­ni­re un riscon­tro pun­tua­le e tem­pe­sti­vo al clien­te. Una mos­sa chia­ra­men­te con­tro Face­book che attual­men­te con­ti­nua ad ero­de­re inve­sti­men­ti in par­ti­co­la­re ai publi­sher loca­li. Buo­na idea, aspet­tia­mo ades­so la rea­liz­za­zio­ne con­cre­ta, aspet­to sul qua­le sin ora Ita­liaOn­li­ne non si è rive­la­ta esat­ta­men­te impec­ca­bi­le, dicia­mo. Se la và… la g’ha i gamb!
  • Val­zer di Pol­tro­ne — Dopo tan­to chiac­chie­ric­cio, tan­te indi­scre­zio­ni su a chi doves­se esse­re affi­da­to l’improbo com­pi­to di rilan­cia­re l’Unità, arri­va ora la con­fer­ma del­la nomi­na di Ser­gio Stai­no alla dire­zio­ne di quel­lo che fu il quo­ti­dia­no di Gram­sci. Al suo fian­co, da con­di­ret­to­re, il depu­ta­to del Pd Andrea Roma­no assu­me­rà l’incarico a tito­lo gra­tui­to. L’attuale diret­to­re Era­smo D’Angelis dovreb­be tor­na­re a occu­par­si di dis­se­sto idro­geo­lo­gi­co pres­so la pre­si­den­za del Con­si­glio. Se svol­ge­rà il suo inca­ri­co come quel­lo al gior­na­le i ter­re­mo­ta­ti di Aman­tri­ce [e din­tor­ni] devo­no ini­zia­re a pre­oc­cu­par­si seria­men­te, e pro­ba­bil­men­te non solo loro.
  • Nien­te Iva Age­vo­la­ta per l’Editoria Digi­ta­le — In base alle nor­me attua­li si pos­so­no ope­ra­re diver­si regi­mi di Iva, per­ché esi­sto­no di fat­to due mer­ca­ti diver­si. Que­sta la spie­ga­zio­ne for­ni­ta dall’avvocato gene­ra­le del­la Cor­te di giu­sti­zia euro­pea, Julia­ne Kokott, secon­do la qua­le «in con­si­de­ra­zio­ne dei costi di distri­bu­zio­ne note­vol­men­te diver­si, esi­ste una dif­fe­ren­za sostan­zia­le tra le pub­bli­ca­zio­ni in for­ma car­ta­cea e quel­le in for­ma­to digi­ta­le per quan­to con­cer­ne i biso­gni di pro­mo­zio­ne, e quin­di lo sco­po per­se­gui­to dall’aliquota ridot­ta per le pub­bli­ca­zio­ni», vale a dire la pro­mo­zio­ne dell’educazione del cit­ta­di­no dell’Unione attra­ver­so la let­tu­ra di libri, gior­na­li e rivi­ste. Una dif­fe­ren­za di caso di trat­ta­men­to che «oggi è giu­sti­fi­ca­ta».  Il nuo­vo che avan­za. Sigh!
  • Face­book è una Trap­po­la per Topi — Nel tem­po, in fun­zio­ne del cat­ti­vo uso che com­ples­si­va­men­te ne è sta­to fat­to, e con­ti­nua ad esser­ne fat­to, Face­book si è rive­la­ta sem­pre più una trap­po­la per topi. Pare che, final­men­te, qual­cu­no non solo se ne stia ren­den­do con­to ma che ci sia avvii a non con­si­de­ra­re il social net­work esclu­si­va­men­te come fon­te di traf­fi­co, anche per­chè sono diver­se le evi­den­ze che dimo­stra­no come que­sto sia in calo. Secon­do quan­to ripor­ta­to, pare che gli edi­to­ri stan­no diven­tan­do più atten­ti cir­ca il gene­ra­re col­le­ga­men­ti diret­ti con i let­to­ri, con­vin­ce­re la gen­te a veni­re ai loro siti in cui han­no pie­no con­trol­lo sui dati di audien­ce e di mone­tiz­za­zio­ne. È da ini­zio anno che dico che i social NON sono piat­ta­for­me di distri­bu­zio­ne. Pare che qual­cu­no ini­zi a capir­lo, final­men­te!
  • Rap­por­to Coop 2016 — Pre­sen­ta­ta ieri l’anteprima digi­ta­le del “Rap­por­to Coop 2016” redat­to dall’Ufficio Stu­di di Ancc-Coop [Asso­cia­zio­ne Nazio­na­le Coo­pe­ra­ti­ve di Con­su­ma­to­ri] con la col­la­bo­ra­zio­ne scien­ti­fi­ca di Ref. Ricer­che, il sup­por­to d’analisi di Niel­sen e i con­tri­bu­ti ori­gi­na­li di Iri Infor­ma­tion Resour­ces, GFK, Demos, Nomi­sma e Uffi­cio Stu­di Medio­ban­ca. In que­sto Pae­se vec­chio e inges­sa­to, imbri­glia­to nel­le rego­le euro­pee, sta nascen­do una socie­tà nuo­va, sem­pre più liqui­da o fles­si­bi­le dove gli ita­lia­ni sono cam­bia­ti. Figli del­la reces­sio­ne, si diver­si­fi­ca­no rispet­to agli altri euro­pei e con­qui­sta­no spes­so posti in cima alle gra­dua­to­rie [non sem­pre però si trat­ta di pri­ma­ti invi­dia­bi­li]. I “nuo­vi ita­lia­ni” sono cer­ta­men­te più vec­chi e più soli, più pove­ri e disu­gua­li, ma sono diven­ta­ti anche più green e smart, più clean e heal­thy. Dopo la resi­lien­za alla cri­si sono oggi tra i più inno­va­ti­vi e spe­ri­men­ta­li d’Europa. Lo smart­pho­ne è il vero com­pa­gno di vita [15 milio­ni ven­du­ti nell’ultimo anno, +16%], nell’uso/abuso sur­clas­sia­mo tut­ti gli altri euro­pei e ci supe­ra­no solo i giap­po­ne­si (per 2 minu­ti nell’accensione alla mat­ti­na men­tre sia­mo gli ulti­mi a spe­gner­lo pri­ma di addor­men­tar­ci), uno su 10 ha al pol­so un dispo­si­ti­vo wea­ra­ble tan­to che solo gli Usa ci sor­pas­sa­no e a segui­re gli ingle­si, i tede­schi e i fran­ce­si. Per­si­no la vec­chia imma­gi­ne del latin lover è tra­mon­ta­ta e anche l’amore è diven­ta­to vir­tua­le [9 milio­ni di ita­lia­ni si inna­mo­ra­no in rete]. Non ha anco­ra sfon­da­to, ma mostra indub­bi segna­li di cre­sci­ta, l’internet del­le cose e alme­no a inten­zio­ni l’80% degli ita­lia­ni vor­reb­be ren­de­re più con­nes­sa la pro­pria casa. Intan­to solo nel 2015 sono sta­ti 100.000 i dro­ni ven­du­ti in Ita­lia. Que­sta nuo­va iden­ti­tà ha comun­que una sua spie­ga­zio­ne a par­ti­re dal­la cri­si per­ché non deve sfug­gi­re il fat­to che, gra­zie alle nuo­ve app tec­no­lo­gi­che e ai nuo­vi com­por­ta­men­ti deri­va­ti, il con­su­mo è sem­pre più gra­tui­to: dal­le comu­ni­ca­zio­ni alle infor­ma­zio­ni, dal tem­po libe­ro ai ser­vi­zi. E non si trat­ta di un peso da poco. La rete e le tec­no­lo­gie digi­ta­li han­no dis­sol­to cir­ca il 2% del­la spe­sa ovve­ro 20 miliar­di di euro. Una fami­glia può arri­va­re a rispar­mia­re fino a 1.400 euro all’anno. Da leg­ge­re asso­lu­ta­men­te inte­gral­men­te.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].

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