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Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere. Gli altri giorni della settimana que­sta rubrica è parte inte­grante di Wolf e dun­que viene pub­bli­cata gra­tui­ta­mente solo il venerdì. Se non volete per­der­vela potete abbonarvi per molto meno di un caffè al giorno [e se non vi piace disdire quando e come vi pare].

  • Facebook & Clickbait – Facebook cambia, ancora, il news feed.  Annunciati ieri cambiamenti nel news feed del social network più popoloso del pianeta. Obiettivo dichiarato combattere il clickbait. Nell’annuncio si legge: “Per far fronte a titoli clickbait, abbiamo già fatto in precedenza un aggiornamento di news feed che riduce la distribuzione dei posti che portano le persone a fare clic e poi rapidamente tornare al feed delle news. Anche se questo aggiornamento ha aiutato, stiamo ancora vedendo pagine puntare su titoli clickbait, e la gente ancora che ci dice che preferirebbe vedere titoli chiaramente scritti che aiutino a decidere come vogliono trascorrere il loro tempo e non perdere tempo su quello che cliccano”. Proseguendo: “Ci stiamo concentrando con maggior impegno su questo, e aggiornando il news feed utilizzando un sistema che identifica le frasi che vengono comunemente utilizzati nei titoli clickbait. In primo luogo, abbiamo classificato decine di migliaia di titoli come clickbait considerando due punti fondamentali: (1) se il titolo contiene informazioni necessarie per capire qual è il contenuto di questo articolo; e (2) se il titolo esagera l’articolo per creare aspettative fuorvianti per il lettore. Ad esempio, il titolo “Non crederai mai chi inciampò e cadde sul tappeto rosso …”. Speriamo sia la volta buona che riusciamo a liberarci di questa detestabile, e controproducente, “tecnica”.
  • Chiagne e Fotte – Forse non è immorale che un dirigente guadagni dalle 50 alle 75 volte più di un suo dipendente. Ma lo è senz’altro gridare alla crisi per un decennio, giustificare con quella crisi i tagli e la balcanizzazione contrattuale dei subalterni [vd “breve” sottostante su contratto giornalisti], e poi ritrovarsi a dover risolvere un contratto durato nove mesi al costo di quasi 4 milioni di euro, ovvero un terzo di quei tagli di 15 milioni di euro che la stessa dottoressa Cioli prevedeva di accumulare nel triennio 2016-18, risparmiando, indovinate un po’, sul costo del lavoro. Insomma, l’editoria piange miseria ma continua a pagare buonuscite milionarie.
  • Linkedin – Pubblicati i risultati relativi al secondo trimestre 2016. Ricavi in forte crescita con un + 8.3% rispetto al trimestre precedente e addirittura un +31% rispetto al pari periodo dell’anno precedente. Decisamente meno brillante invece il lato degli utenti. Infatti, il social professionale raggiunge quota 450 milioni di iscritti [+3.9% rispetto al primo trimestre 2016] ma il numero degli utenti attivi mensili resta piatto, fermo a 106 milioni come nel trimestre precedente; il 59% dei quali da mobile [era il 58% nel 1° trim. 2016]. Un rapporto inferiore a 4:1 tra iscritti e coloro che usano LinkedIn attivamente che ho già avuto modo di commentare quando sono stati presentati risultati del 2015 e che non è un buon segnale né per il social network né per le persone e tanto meno i brand. Quanto poco social sono i social?
  • Contratto GiornalistiSlitta a settembre [personalmente non avevo dubbi che andasse a finire così] l’esame al Senato del disegno di legge di riforma dell’editoria. Sempre a settembre scade la proroga di 6 mesi al contratto scaduto lo scorso 31 marzo che la Fieg ha – per la prima volta in oltre cent’anni – disdettato lo scorso ottobre e a quanto si capisce il rinnovo sarà tutt’altro che indolore. Daniela Stigliano, membro della giunta esecutiva Fnsi, ha scritto una “Guida ragionata alle 25 richieste della Fieg sul contratto” ben fatta che vale assolutamente il tempo di lettura. Vi anticipo solamente l’attacco del pezzo, che recita: “Spremere i giornalisti già assunti, obbligandoli a lavorare di più, guadagnando meno, eliminando molte garanzie e tutele e rendendo i capiredattori ricattabili. Senza alcuna previsione reale di assunzioni future. Anzi. E senza riferimenti all’innovazione e allo sviluppo multimediale. Questa è la flessibilità secondo gli editori”. Auguri!
  • Pokemon Go – Sul gioco che è sulla bocca di tutti e che parrebbe aver [finalmente?] fatto scoprire ai milioni di fini analisti dell’ultima ora le potenzialità del gaming in chiave di marketing ho sempre avuto una domanda: quanto fosse in grado di durare l’hype. Pare ora arrivare una prima risposta e non è positiva. Infatti, secondo quanto riportato, più di una settimana dopo che “Pokemon Go” è stato rilasciato in Giappone, il fervore iniziale sopra il gioco di realtà aumentata sta mostrando segni di cedimento ed anche negli Stati Uniti, dove è stato rilasciato all’inizio di luglio, alcuni giocatori stanno dicendo che si sono già stancati. “Pokemon Go” ha sicuramente catturato l’immaginazione dei giocatori da mobile in tutto il mondo. La parte più difficile sarà quella di tenerli agganciati nel medio-lungo termine. Un principio basico che troppo spesso, presi da facili entusiasmi, si dimentica.
  • La Rete è Mobile – Pubblicati i dati Audiweb dell’audience totale di Internet nel nostro Paese a Giugno. L’audience online nel giorno medio raggiunge 21,5 milioni di italiani che si sono collegati almeno una volta a internet tramite i device rilevati [PC e mobile – smartphone, tablet], con un trend trainato, anche per quanto riguarda i dati di fruizione, dai device mobili che registrano una crescita del 6.7%, passando dai 17.3 milioni di utenti a giugno 2015 a 18-4 milioni di quest’anno. Almeno il 73.3% del tempo totale dedicato alla navigazione è stato generato dai device mobili e, più in dettaglio, circa l’88% della fruizione in mobilità è stato generato dall’uso di applicazioni mobili [+13.4% rispetto a giugno 2015]. Per contro, l’audience online da PC, con 10,9 milioni di utenti unici nel giorno medio, registra un decremento dell’11,5% rispetto all’anno scorso. Peccato che il più delle volte, come è stato detto, il WWW da mobile si trasformi in World Wait Web. Sigh!
  • Instagram Stories –  Non più tardi di ieri scrivevamo che, secondo noi, nonostante secondo molti Instagram Stories fosse la copia di Snapchat che il vantaggio era tutto per il secondo arrivato. A 24 ore dal lancio arrivano le prime conferme all’ipotesi di lavoro. Nike, ad esempio, ha generato 800.000 visualizzazioni in 24 ore per una “storia” su Instagram pubblicata il Martedì, il primo giorno in cui la funzione era disponibile. Su Snapchat, il miglior video di Nike ha 66.000 views, secondo la social media agency della marca sportiva. Instagram ha una reach di gran lunga superiore ed “ama i marketers”, finchè non avrà stretto bene bene un cappio di velluto al loro collo come Facebook?

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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