Il “Giornalismo 2.0” in Tre Chart

Stimolato, per così dire, dalla narrazione dei tragici fatti prima di Nizza e poi di Monaco di Baviera ho pensato potesse avere senso sviluppare una riflessione su dove va il giornalismo.

Di “Web 2.0” [tralasciando per semplicità di ragionamento il 3.0 ed il 4.0] si parla ormai da circa un decennio. La linea di demarcazione essenzialmente, come noto ai più, è l’interattività [ap]portata dal passaggio al “Web 2.0”. Caratteristica che in realtà è tanto discussa quanto ben poco praticata con una dispersione di risorse – anche economiche – strabiliante a dir poco. Le aziende, le organizzazioni che sfruttano, nel senso positivo del termine, le potenzialità offerte in termini di co-creazione si contano sulla punta delle dita di una mano, o poco più, ed anche “le conversazioni” continuano ad essere l’eccezione e non la regola, come dovrebbe essere.

Lo stesso dicasi, ahimè, per l’evoluzione digitale dell’infosfera con un dibattito tanto ampio quanto sostanzialmente disatteso nei fatti sul “nuovo ruolo” di giornali e giornalisti nell’ecosistema digitale dell’informazione. Uno per tutti, a titolo esemplificativo, è il video che riprende un cittadino discutere animatamente con l’attentatore del quale non solo non viene citata, e linkata, la fonte originale ma addirittura si procede a marchiare come proprio apponendovi il logo della testata. Non è di consolazione, anzi, che non si tratti di un esclusiva nazionale ma di comportamenti diffusi anche altrove. Cattive pratiche così frequenti e allargate da farle apparire la norma.

Sul tema ho prodotto 3 chart che, ovviamente, vogliono rappresentare il punto di partenza e non di arrivo di quello che è, o meglio dovrebbe essere, il “giornalismo 2.0“, al netto di soggetti quali il direttore de l’Unità ed i molti, troppi nella mia esperienza, come lui.

La prima chart è una rappresentazione concettuale di interazione simbiotica tra i social media e le notizie mainstream che produce un ciclo di notizie più partecipativa, preciso e convincente, ispirata a quella prodotta da Hong Qu in seguito alla notizia dell’attacco durante la maratona di Boston.

Breaking News in Social Media

La seconda chart prova a rappresentare il nuovo ruolo del giornalista come content curator. L’idea è che il giornalista si ponga al centro del processo facendo da collettore delle informazioni che provengono dalle fonti tradizionali e non, elevando e qualificando così il proprio ruolo altrimenti in declino.  Sul tema, se fosse sfuggito all’epoca della pubblicazione, si consiglia caldamente la lettura del white paper prodotto da Federico Guerrini a fine 2013: “Newsroom Curators and Independent Storytellers: Content Curation as a New Form of Journalism”.

Giornalista Content Curation

La terza ed ultima chart propone, semplificandolo per sintesi, il flusso di lavoro, ponendo l’accento sul creazione di valore aggiunto in termini di selezione, commento e contestualizzazione. Un percorso che se finalizzato esce dal circolo del riportare la notizia, ormai in tal senso commodity, bene indifferenziato di scarso valore, per, appunto, valorizzare la professionalità dei giornalisti e di riflesso accrescere il valore [anche economico] dell’informazione sia essa digitale/online e, a maggior ragione, sul tradizionale prodotto cartaceo.

Come detto, si tratta di spunti di riflessione, di un inizio di percorso da sviluppare. I contenuti sono, come sempre, in licenza non commerciale creative commons. Modificateli, ampliateli, inglobateli. Vi chiedo solo la cortesia, se posso, di utilizzare l’hashtag #journalism2026 [augurandosi evidentemente che il tutto si concretizzi ben prima] affinché possa ritrovare i contenuti.

Giornalismo 2.0 (2)

Social

Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
Social

Latest posts by Pier Luca Santoro (see all)

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.