Digital Marketing: Le Aziende Scelgono Sempre più i Social

Secondo questa recente ricerca condotta da Clutch, l’ 81% dei consumatori conduce ricerche online prima di prendere una decisione di acquisto. Parliamo di una porzione decisamente molto ampia, che chiarisce definitivamente un concetto: se fai business devi essere online.

Può sembrare banale ma non lo è, l’Italia [e non solo] è piena di aziende che non dispongono ancora di siti web o, nella peggiore delle ipotesi, presidiano il web unicamente aprendo degli spazi che poi non vedono adeguate attività.
Vale la pena precisare che quando si parla di digital marketing, sebbene nel recente periodo si tenda a semplificare (e banalizzare) riducendo tutto i social media, è opportuno tenere sempre fermamente in considerazione tutto ciò che accade lato seo, e-mail marketing, produzione di contenuti e advertising online.

Tutto ciò, in ogni caso, non riduce il rilievo che i social detengono in questa fase storica. Basti considerare che l’80 per cento delle imprese individuano nei social media il luogo più importante a cui destinare energie e strategie.


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Come spesso accade in queste tipologie di ricerche, viene stilata una classifica delle piattaforme più utilizzate e si conferma Facebook con il 96% degli intervistati che dichiara di farne utilizzarlo per attività di business, seguiti da un apparentemente redivivo Twitter [71%].

Linkedin, sebbene dilaghi come è giusto che sia nel settore B2B, raggiunge la quota detenuta da Youtube (60%).
Instagram supera Google+, con Facebook che posiziona il suo social fotografico subito dopo i principali player di casa Google e Microsoft.

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Un interessante approfondimento viene proposto per Youtube, ufficialmente il vero progetto social di Google. Paradossalmente la piattaforma di videosharing di Google continua a tenere il suo ruolo centrale tra i sistemi di digital marketing anche in virtù del dirompere dei contenuti visuali spinti in particolar modo da Facebook. Se la piattaforma di Mark Zuckerberg punta nel breve perido (5 anni) a diventare unicamente video, in casa Youtube questo passaggio è avvenuto ormai da anni e una crescita sistematica potrebbe solo portare valore aggiunto.

Nel grafico che segue si certifica che i contenuti video sono ormai il format più performante sui social media, sia per questioni persuasive, interattive, ma anche algoritmiche. I video sono premiati da tutti gli attori in campo, umani e non umani, e chi fa marketing digitale non può prescindere dal produrne e distribuirne.

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Venendo ai risultati, dette le piattaforme e i format prediletti dagli utenti, vediamo quali sono quelle più performanti quanto a risultati.

Facebook, neanche a dirlo, risulta essere il social media più efficace, secondo il 62% delle imprese. Seguono LinkedIn [14%] e Twitter [7%]. La gerarchia resta invariata per B2C e B2B.

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Il report si conclude con alcuni consigli pratici e qualche dato, di cui vi proponiamo degli estratti. Le tre “sfide”, così vengono definite, sono quelle di sviluppare delle strategie, tracciare i risultati e conoscere come cambiano  le piattaforme.

Siamo nel contesto, ampio, del social listening, ossia di un approccio votato ad ascoltare ciò che accade alle piattaforme e all’interno delle piattaforme, al fine di avere delle strategie sempre più efficaci da  implementare.

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Una interessante panoramica viene fatta anche su quelli che poi sono, effettivamente, i vantaggi di fare strategie sui social media. Vale la pena notare come sia dato  lo stesso peso alla produzione di traffico per il sito web,  ma anche alle dinami che di branding, a riprova che si tratta, almeno per il momento, di un luogo che  è ancora prevalentemente di comunicazione più che di vendita e da cui  esigere, quindi, risultati in termini di riconoscibilità.

Rotto l’argine della resistenza all’utilizzo dei social, sarà la volta di costruire la giusta consapevolezza di cosa cercare da queste piattaforme che, vale la pena ricordare, restano di conversazione.

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Pierluigi Vitale

Social media Analyst at Social Listening
Social media analyst e information designer. Ph.D Fellow presso il Laboratorio "Digital Humanities + Information Design" dell'Università degli studi di Salerno. Svolge attività di ricerca nel campo dell'analisi e della visualizzazione dei dati. Mai diventato giornalista, fa di reperimento, analisi, elaborazione e rappresentazione dei dati la sua vocazione. Ha lavorato da Vice-Responsabile Marketing del Corriere del Mezzogiorno e tiene corsi di formazione per soggetti pubblici e privati.
Pierluigi Vitale

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