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Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere. Gli altri giorni della settimana que­sta rubrica è parte inte­grante di Wolf e dun­que viene pub­bli­cata gra­tui­ta­mente solo il venerdì. Se non volete per­der­vela potete abbonarvi per molto meno di un caffè al giorno [e se non vi piace disdire quando e come vi pare].

  • Panini Indigesti – Dal 10 marzo 2016 è in corso una serie di test con la vendita abbinata di Repubblica e de l’Espresso, a 2 euro in Sardegna, che ha fatto da apripista, e a 2 euro e mezzo in Friuli-Venezia Giulia, in Sicilia, in alcune zone della Puglia e a Modena. I risultati sono stati sensibilmente diversi da territorio a territorio e altalenanti nel tempo, ma un dato fa riflettere. A giugno la somma delle copie de l’Espresso vendute nude in edicola e di quelle vendute in abbinamento con Repubblica è risultata superiore del 48 per cento rispetto alle vendite del solo settimanale “nudo” registrate nei precedenti mesi di gennaio e di febbraio. Cdr chiede di incontrare i vertici del Gruppo sulla questione. Panini indigesti ai giornalisti.
  • C’è chi Sorride – L’Assemblea degli Azionisti di De Agostini ha approvato il Bilancio d’Esercizio al 31 dicembre 2015. In sintesi, a livello consolidato i ricavi netti sono di 5.060 milioni di euro, in crescita del 28% rispetto al 2014 [3.938 milioni di euro]; il margine operativo lordo – EBITDA –  è pari a 1.574 milioni di euro, in crescita del 45% rispetto al 2014 [1.087 milioni di euro]. Va evidenziato però che in specifico riferimento alle attività editoriali del gruppo i ricavi sono scesi del 13% circa a 676 milioni di Euro mentre sono le altre attività, a cominciare dal gaming, a generare un risultato positivo. Insomma, c’è chi sorride ma perchè ha diversificato le proprie attività.
  • I 5 migliori TED – I 5 migliori TED della storia secondo il suo fondatore Chris Anderson. Il capo della conferenza che ogni anno ospita sul palco di Vancouver importanti personaggi da tutto il mondo, ha risposto su Quora a una domanda posta da un utente. E ha così scritto la lista dei talk dai quali ha imparato di più: 1. David Deutsch: “Chemical Scum that dream of distant quasars”, l’intervento del fisico britannico David Deutsch del luglio del 2005; 2. Clay Shirky: “Institutions vs collaboration”, sempre del luglio 2005; 3. Nancy Etcoff: “Happiness and its surprises”, del febbraio 2004; Bryan Stevenson: “We need to talk about injustice”, del marzo 2012; 5. Steven Pinker – Rebecca Newberger Goldstein: “The long reach of reason”, febbraio del 2012. Quindi,  secondo Anderson la lista dei talk dai quali ha imparato di più è ferma a 4 anni fa. Prendere nota.
  • Brexit – David Davis, appena nominato Secretary of State for Leaving the European Union dal neo Premier inglese Theresa May, [di]mostra palesemente di NON conoscere le regole d’ingaggio tra stati membri dell’Unione Europea e quelli che non lo sono. Allegria!!!
  • I Numeri dell’Industria Radio-Televisiva Italiana – Secondo i dati di Confidustria, ripresi dal quotidiano di cui è proprietaria, i canali tv nazionali in onda sulle diverse piattaforme sono 413 e fanno capo a 110 editori nazionali e internazionali [ben 43]. Per quanto riguarda in particolare la raccolta pubblicitaria nazionale, nel 2015 è stata di 7.6 milioni di euro e ha perso, dal 2008, un quinto del suo valore. Se Atene piange, Sparta non ride.
  • Social Media Stars – Secondo uno studio condotto su 355 marketing specialists, prevalentemente del mercato anglosassone, le “social media stars” stanno diventando sempre più influenti nel celebrity marketing. Dall’indagine emerge infatti che dopo gli attori cinematografici sarebbero proprio le stelle dei social media a dominare la scena battendo musicisti, modelli e personalità del mondo dello sport. La scelta delle celebrità però il più delle volte si riduce a una ricerca per garantire che essi riflettano i valori fondamentali del marchio, con la ricerca che in genere si svolge manualmente sulle piattaforme e forum di social media. Rilevante anche il ruolo del word-of-mouth con molti di marketers e agenzie che si basano su raccomandazioni per individuare le celebrità e li scelgono sulla base di contatti personali e le connessioni in Rete. Artigianato 2.0, sigh!
  • Un Modello di Business per il Giornalismo del Futuro – Individuare un modello di business per il giornalismo del futuro è senza dubbio un’impresa. Il tema interessa senz’altro gli addetti ai lavori, ma dovrebbe interessare anche i lettori. Perché un giornalismo sostenibile che abbia i lettori al centro del proprio progetto e che produca contenuti di qualità è un buon giornalismo. Il resto è flusso tossico. Suggerimenti e riflessioni sul tema a partire dal “caso Wolf”.

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