Office 365 Approda negli Uffici di Facebook

Facebook negli ultimi anni ci ha abituato a una sorta di autarchia, o almeno alla tendenza a cannibalizzare tutti i servizi che non dominasse acquistandoli con moneta sonante.

E’ il caso di WhatsApp, di Instagram e del tentativo fallito con Snapchat. Accade che Facebook dichiari candidamente di aver scelto di puntare sulla piattaforma Office 365 per l’organizzazione del lavoro negli uffici di Palo Alto [e tutte le succursali].

Si tratta di una notizia che per certi versi può apparire scontata, ma che cela due importanti segnali. In primis in Facebook per quanto si tenti di portare gli utenti a gestire la propria vita online all’interno dell’ecosistema, probabilmente si continua a vacillare sull’applicare questo stesso metodo ai processi aziendali. Facebook preferisce affidarsi a un sistema solido e rodato, lasciando agli utenti test e processi di addestramento degli algoritmi sui sistemi proprietari.

Anzitutto Microsoft porta a casa un importante quota in termini di reputazione, vedendo valorizzato dal principale player del web uno dei suoi più storici prodotti, in una fase in cui l’ironia sui progetti naufragati si spreca.
Basterebbe pensare allo spegnimento di Live Messenger, che oggi vede i suoi eredi dominare la scena potendo contare su parte di implementazioni già presenti nei primi 2000, oltre che alla balzana idea di fonderlo con Skype, fino ad arrivare all’aquisizione di LinkedIn, che ha destato non poche preoccupazioni negli aficionados del social network professionale.

Quello di Facebook è un vero e proprio endorsement a Office, ma non nasconde la prospettiva di arrivare a costruire un ambiente proprietario. Al di là dei servizi base consolidati nell’uso comune, da word a excel passando per power point, a destare grande interesse è soprattutto Delve, piattaforma per lavorare in team, con un accesso molto smart e diretto ai documenti, con la possibilità di accedere a una serie di dati e statistiche sul lavoro e le relazioni tra i componenti.

L’idea di Facebook potrebbe essere quella di mettere in campo un progetto di learn by doing, per arrivare a produrre, come la sua seppur breve storia insegna, per arrivare a un prodotto finito che sappia far tesoro di quest’esperienza.
Il tutto, si immagina, da integrarsi con Facebook at Work, che per il momento non sembra aver dominato la scena come inizialmente immaginato.

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Pierluigi Vitale

Social media Analyst at Social Listening
Social media analyst e information designer. Ph.D Fellow presso il Laboratorio "Digital Humanities + Information Design" dell'Università degli studi di Salerno. Svolge attività di ricerca nel campo dell'analisi e della visualizzazione dei dati. Mai diventato giornalista, fa di reperimento, analisi, elaborazione e rappresentazione dei dati la sua vocazione. Ha lavorato da Vice-Responsabile Marketing del Corriere del Mezzogiorno e tiene corsi di formazione per soggetti pubblici e privati.
Pierluigi Vitale

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