I Media Italiani in 7 Chart

Come ogni anno AGCOM rilascia una relazione sulle attività svolte, con tutta una serie di dati che offrono una buona panoramica dello scenario e dei dettagli sullo stato di salute dei media nel nostro paese.

Abbiamo estrapolato dal rapporto i sette grafici che ci sono sembrati più significativi su media tradizionali e digitali, andandone a raccontare le implicazioni e le tendenze della raccolta pubblicitaria e non solo.

La TV resta il media privilegiato per le attività pubblicitaria, tenendo una quota decisamente in linea con gli ultimi 3 anni. Destano curiosità due inversioni di tendenza. Che i quotidiani inizino a perdere appeal nei confronti degli inserzionisti appare quasi inevitabile, confermando una progressiva decrescita. A sorprendere è una crescita degli investimenti nel settore radiofonico, con il canale, spesso dimenticato, che è l’unico insieme ad internet ad accrescere la propria quota rispetto allo scorso anno. Proprio internet sembra aver ormai consolidato una risalita, passando da 1624 del 2015 a 1708 del 2015. Complessivamente si registra una flebile risalita della quota totale degli investimenti, che però sono ben distanti dal triennio 2010-2012.

In questa prima infografica è possibile avere una vista complessiva sulla composizione del mosaico della raccolta pubblicitaria multicanale, con le quote dei diversi media.

1 media raccolta pubblicitaria

Raccolta pubblicitaria che nell’insieme cede il passo rendendo i ricavi lato utente superiori a quelli derivanti dall’advertising per i media nel loro complesso.

Ricavi Media ITA

In particolar modo, per quanto riguarda la raccolta pubblicitaria online, come mostra il grafico che segue, si conferma la crescita dei ricavi della pubblicità video e display anche se quest’ultima appare in decisa sofferenza e dunque la tendenza positiva è da attribuirsi maggiormente ai video.

3 onlie ricavi raccolta pubblicitaria

La pubblicità continua a farla da padrona per quanto riguarda il mezzo televisivo, rappresentando ancora il 41% dei ricavi complessivi. Si registra una lieve decrescita delle offerte televisive a pagamento a cui corrisponde un flebile incremento dei fondi pubblici. Tuttavia i ricavi complessivi registrano un lieve miglioramento rispetto all’ultimo anno.

2 tv ricavi complessivi

Se per Internet e TV registriamo quote di crescita, seppur flebili nel secondo caso, come noto non si può dire lo stesso per i giornali.

Questo grafico mostra l’impietosa decrescita delle vendite, che ormai arrivano a sfiorare la soglia totale dei 2 milioni. Si può parlare senza ombra di dubbio di un tracollo nel [relativamente] breve tempo di 10 anni.

giornali vendite

Ad aggravare questo bilancio è il dato secondo cui le vendite delle copie resterebbero ancora l’elemento che maggiormente incide sui bilanci dei giornali, che quindi si trovano a far fronte con il repentino e incessante decadimento di quello che tuttora rappresenta il principale pilastro del sistema.

giornali - incidenza ricavi vendita e pubblicità

Le quote di mercato restano solide per i grandi gruppi Gruppo Editoriale l’Espresso ed RCS MediaGroup, che tuttavia dati alla mano non sembrano rendersi protagonisti di una forte ristrutturazione che rimetta sui binari giusti il settore.

Si registrano margini di crescita per Il Sole 24 ore e Itedi, con quest’ultima che fresca di fusione con il proprio + 1,5% compensa parzialmente il -1.4% del gruppo l’Espresso.

scenario quote di mercato editoria

Pierluigi Vitale

Social media Analyst at Social Listening
Social media analyst e information designer. Ph.D Fellow presso il Laboratorio "Digital Humanities + Information Design" dell'Università degli studi di Salerno. Svolge attività di ricerca nel campo dell'analisi e della visualizzazione dei dati. Mai diventato giornalista, fa di reperimento, analisi, elaborazione e rappresentazione dei dati la sua vocazione. Ha lavorato da Vice-Responsabile Marketing del Corriere del Mezzogiorno e tiene corsi di formazione per soggetti pubblici e privati.
Pierluigi Vitale

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