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Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere. Gli altri giorni della settimana que­sta rubrica è parte inte­grante di Wolf e dun­que viene pub­bli­cata gra­tui­ta­mente solo il venerdì. Se non volete per­der­vela potete abbonarvi per molto meno di un caffè al giorno [e se non vi piace disdire quando e come vi pare].

  • L’Impatto dello Storytelling – Anche il termine storytelling è diventato una “parola scatolone”, tanto adatto, o adattato,  a qualsivoglia contesto da risultare privo di significato, forse per taluni persino fastidioso. Ci riporta alla realtà [grazie!] Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio, che spiega come in nessun media generalista – giornali, TV, radio – non sia stato riportato un fatto centrale nella valutazione dei reali impatti del referendum di ieri in Gran Bretagna. Infatti, anche nell’ipotesi considerata “peggiore” di voto per il Brexit, le regole previste dai trattati per l’Unione Europea prevedono un periodo, fino a due anni, di trattative con gli altri Paesi dell’Unione per definire le procedure di separazione. In altre parole, in termini pratici, dal giorno successivo non cambierebbe niente in concreto. I cambiamenti sarebbero comunque tutti da definire e nella peggiore delle ipotesi [ovvero in assenza di accordi] si verificherebbero dopo due anni. Questa è un’informazione determinante, ma pochissimi ne sono a conoscenza perché lo storytelling che conviene presentare ai media prevede l’esasperazione delle conseguenze del referendum. La storia che “domani potrebbe accadere il finimondo” è molto più interessante rispetto a quella di “un passaggio certamente importante, ma non determinante nell’evoluzione delle istituzioni europee e del Regno Unito”. I danni che questo atteggiamento dei media provoca sono ben più ampi di quelli che si potrebbero immaginare proprio per il meccanismo che si è cercato di descrivere. L’impatto dello storytelling…
  • TripAdvisor & ZMOT– TripAdvisor genera in Italia una spesa turistica di 2.3 miliardi di euro, supportando 47 mila posti di lavoro. È quanto emerge dal report dedicato al “Contributo economico globale di TripAdvisor”, elaborato da Oxford Economics per conto del portale. Lo studio sottolinea che i contenuti, le recensioni dei consumatori e gli strumenti di prenotazione del sito hanno influenzato il 10% della spesa di viaggio mondiale, generando 22 milioni di viaggi turistici in un anno, 600 mila dei quali in Italia. In caso di dubbi sul fatto che lo zero moment of truth fosse una panzana di noi “marchettari”.
  • Guerra di Numeri fra Tv e Youtube – Altro che Youtube e Over The Top: in giro per il mondo la Tv resta il mezzo preferito, anche dai più giovani. Parola di Egta: l’ associazione europea delle concessionarie di pubblicità di televisione e radio. Attenzione però, perché altri studi dicono l’ esatto contrario o quasi, come, per citare l’ultimo in ordine cronologico dello studio basato su 56 case studies raccolti in 8 Paesi, tra cui anche l’ Italia, da Google stessa con altri partner secondo il quale Youtube fornirebbe un maggiore ritorno sugli investimenti pubblicitari rispetto alla Tv [nel 77% dei casi]. Al di là di tutto, il proliferare di indagini e ricerche sul tema mostra un’ indiscutibile verità: broadcaster Tv e Youtube sono, e sanno di esserlo, duellanti in uno stesso campo. E sanno che per il futuro il livello di competizione non potrà che aumentare.
  • La Porti un Ceffone a Firenze – Fino ad ora la vicenda non è balzata agli onori delle cronache nazionali eppure la vicenda di #CartolineARoma è interessante da diversi punti di vista. Tutto nasce da interminabili lavori sul lungolago di Como che di fatto privano residenti e turisti di una passeggiata con vista lago. Ecco allora che il quotidiano locale la Provincia [di Como] ha deciso di promuovere un’iniziativa per sbloccare la situazione fornendo insieme al giornale delle cartoline, con diversi soggetti che ritraggono la desolante situazione, invitando i propri lettori a compilarle per dare voce alla protesta. In pochi giorni attraverso la rete delle edicole sono state raccolte oltre 60mila cartoline che sono poi state recapitate brevi manu a Roma. Il successo di un’iniziativa basata su media considerati obsoleti se non archeologici come le cartoline e i giornali è strabiliante e fornisce, una volta tanto, la dimensione di cosa voglia dire “un giornale è la sua comunità”.
  • Shopping [R]evolution 2016 – Presentati i risultati della Ricerca 2016 dell’Osservatorio Multicanalità, promosso e coordinato da Nielsen, School of Management del Politecnico di Milano e Connexia. Si conferma la fotografia di un’Italia multicanale, dove il 60% della popolazione al di sopra dei 14 anni di età perfeziona il processo di acquisto attraverso un mix di touchpoint tradizionali e digitali e dove la multicanalità ha cessato di rappresentare un fattore occasionale o opzionale all’interno del customer journey: i comportamenti si sono evoluti e i consumatori italiani sono ormai abituati a vivere la rete in logica everywhere e in ottica seamless, ovvero come un ambiente unico composto da una molteplicità di canali cui attingere. Sapevatelo.
  • Total Memification – Tutti sappiamo cos’è un meme. Oppure no? Se chiedi, i più non azzardano nemmeno una definizione; piuttosto portano degli esempi, spesso datati: “Quelle immagini con una scritta sopra e una sotto” [le macro alla vecchia maniera], “quei fumettini disegnati storti con le facce che urlano” [i rage comics] e così via. Come e quando nascono i meme? E qual è la situazione della comunità memer in Italia e all’estero? Storia di un nuovo capitolo dell’eterna lotta tra mainstream e underground. Forse dopo averla letta odierete un po’ meno i meme, come il sottoscritto.
  • Football & [Un]Social TV – Lo scorso 17 giugno, durante la partita Italia – Svezia in cui la nostra nazionale ha conquistato il lasciapassare per gli ottavi di finale degli Europei, il traffico Internet non legato a siti connessi con l’evento si è ridotto del 27.15%, dato confermato anche in concomitanza della sfortunata partita giocata ieri contro l’Irlanda. Se si dividono i dati fra accessi da desktop e da mobile il legame fra la partita e la riduzione di traffico è ancora più evidente. Le connessioni da mobile sono sì diminuite, ma in maniera meno marcata [-18.22%], quelle da desktop sono letteralmente crollate [-32.6%]. La diminuzione del traffico è praticamente identico sia per gli incontri disputati in serale sia per quelli che hanno avuto luogo in orario lavorativo. [Un]Social TV…

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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