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6 Persone su 10 NON Leggono Quel che Condividono

Le condivisioni sono importanti poiché creano passaparola, brand awareness, ma non sono una dimostrazione dell’effettiva lettura di un articolo. Possono, anche, essere semplicemente desiderio di auto-proiezione del sè nei confronti della propria cerchia sociale online.

Che condiviso non necessariamente significhi letto era già emerso in precedenza e basta una rapida occhiata agli analytics del proprio sito confrontati con quelli di Twitter e/o Facebook per dissipare ogni dubbio.

All’inizio di giugno, ad esempio, il sito di satira Science Post ha pubblicato un articolo con il titolo, appunto, “Study: 70% of Facebook users only read the headline of science stories before commenting” seguito da un blocco di testo “lorem ipsum”. Articolo che è stato condiviso la bellezza, si fa per dire, di circa 48mila volte.

Arriva ora una ricerca della Columbia University e del French National Institute che conferma ulteriormente la questione. I ricercatori hanno tracciato i link di 5 testate: CNN, The New York Times, The Huffington Post, BBC, e Fox News, raccogliendo un dataset di 2.8 milioni di condivisioni pari ad una opportunity to be seen di 75 miliardi di visualizzazioni su Twitter. Dai risultati emerge come il 59% dei link siano condivisi senza averci cliccato sopra. In altre parole, la maggior parte delle persone retwitta i contenuti senza averli prima letti.

Se dunque le condivisioni hanno certamente un loro ruolo e significato, come, tra gli altri, sostengo da tempo, è il tempo speso il principale indicatore di valore.

Un indicatore che è valido per quanto riguarda le reti social dove il time time spending è l’indicatore fondamentale dell’impegno e della partecipazione, dell’engagement, in base all’impegno che richiede [Voto – likes, +1, RT….; Condivido – sul mio profilo, via email….; Commento – direttamente in calce al post, sotto la mia condivisione o quella di altri…..] divenendo indice del tasso d’interesse di un contenuto. Indicatore altrettanto valido, o forse ancor più, se possibile, per quanto riguarda il tempo di permanenza sul sito.

Continuare ad inseguire il traffico dai social, anche, attraverso le condivisioni dimenticandosi della relazione con il pubblico e dell’interesse per il tema affrontato procura solo un valore inesitabile. Ribadisco, i social NON sono piattaforme di distribuzione. Mettetevelo, mettiamocelo, bene in testa.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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