Social e Business, Dati di un Rapporto Controverso

Ci ripetiamo spesso che i social sono diventati una componente fondamentale per le attività di business, ma  in quali termini?

Secondo il Social Media Marketing Industry Report 9 marketer su 10 ritengono che i social siano di massima efficacia specie in riferimento a obiettivi di traffico e visibilità. E oserei dire che non fa una piega. Ci ripetiamo spesso che i social sono luoghi di relazione e conversazione e, dati alla mano, sono effettivamente queste le dinamiche in cui riescono a rendere al meglio delle proprie possibilità.

La questione spinosa e di assoluto interesse si pone sulla capacità di questi di generare profitto. Il dibattito sul Social  Media ROI  ha ormai radici lontane, a partire dai testi di Brian Solis e Vincenzo Cosenza. Se le prime riflessioni sulla possibilità di  produrre profitti a partire dall’utilizzo di queste piattaforme possono essere sembrate premature, è pur vero che nel recente periodo i mutamenti delle stesse, che si sono per larga parte aperte alle attività di e-commerce, cominciano a consentire riflessioni più assennate sul tema.

Forse proprio in virtù di questo scenario in evoluzione, il 44% degli intervistati, contro il 33%, asserisce che fare social media marketing nell’ultimo anno è diventato più difficile. Frutto di piattaforme mutevoli, ma anche di una crescente competitività.

Le attività che sicuramente hanno trovato terreno fertile sui social sono quelle di advertising, con la piattaforma Facebook Ads che supera Google Ads tra gli specialisti di settore.

SocialMediaExaminer-Social-Ads-Trends-June2016

Di tutti gli intervistati solo il 41%  si dichiara capace di stimare un ROI dalle piattaforme. Tra queste continua a predominare Facebook [utilizzato dal 93%] con Linkedin [67%] e Twitter [76%] che si  avvicendano al secondo posto rispetto all’ultimo anno. Tra il 50% e il 40% troviamo nell’ordine: Youtube, Google+, Instagram e Pinterest.

Chiaramente non tutte le piattaforme rispondono alle stesse esigenze. E’  palese notare come Linkedin riesca ancora a vantare un’attitudine al B2B, in cui precede, nell’ordine, Facebook e Twitter. Gli intervistati prevedono di incrementare l’utilizzo di Youtube, Twitter e Linkedin. Nel settore B2C invece si prevede un importante incremento nell’utilizzo di Instagram, evidentemente più votato ad attività di marketing di consumo e ormai platea prescelta delle campagne di influencer marketing.

Incuriosiscono anche i dati su Snapchat. Al momento dichiara di utilizzarlo solo il 6% degli intervistati ma, in perfetta  tendenza con la crescita della piattaforma e del dibattito sulla stessa, si stima una crescita di almeno 10 punti percentuali.

Pierluigi Vitale

Social media Analyst at Social Listening
Social media analyst e information designer. Ph.D Fellow presso il Laboratorio "Digital Humanities + Information Design" dell'Università degli studi di Salerno. Svolge attività di ricerca nel campo dell'analisi e della visualizzazione dei dati. Mai diventato giornalista, fa di reperimento, analisi, elaborazione e rappresentazione dei dati la sua vocazione. Ha lavorato da Vice-Responsabile Marketing del Corriere del Mezzogiorno e tiene corsi di formazione per soggetti pubblici e privati.
Pierluigi Vitale

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