I Contenuti Visivi Fanno il Pieno di Investimenti

Ci ripetiamo spesso che “Content is The King”, ma  forse varrebbe la pena di precisare  che il content in questione è  Visual. La storia è facilmente intuibile ma a supporto all’impressione arrivano i dati.

I contenuti visivi sono il modo migliore per comunicare per due motivi: gli utenti tendono ad interagirvi più facilmente per ragioni di percezione e velocità di decodifica delle informazioni, ma anche in virtù del dirompere dei social media che tendono a premiare questi elementi algoritmicamente. Va da sé che questi riescano, quindi, a catalizzare gli  investimenti dei budget di marketing.

LEWIS,  agenzia di  comunicazione globale,  ha condotto uno studio basato su 422 interviste di responsabili marketing negli USA rilevando che Il 66% dei professionisti del marketing pensa che investirà di più in queste tecniche. Il 73% degli intervistati ha dichiarato di aver aumentato i  budget rispetto al 2015, il 31% manterrà  gli stessi investimenti e solo il 3% programma di ridurre la spesa.

VC Research 2[5]

L’elemento di snodo è l’efficacia di questi contenuti. Gli investimenti sono supportati  da rendimenti assolutamente interessanti. Il 75% degli intervistati ha notato un effetto positivo sul ROI.

Non trascurabile è il  ruolo della misurazione, con l’81% dei manager che ritiene di riuscire a misurare il ROI  dei contenuti visivi a partire da dati come impression,  like e visitatori unici. Il paradosso è una tendenza all’abbandono del CTR, utilizzato solo dal 15% dei reponsabili.

Il ruolo dei social pervade il settore in ogni ambito e quindi anche nella selezione dei KPI da mappare.
Il graphic design [79%] resta il format principale, seguito a ruota dai video [70%], per i quali immaginiamo  ben presto  un sorpasso. Si registra anche una tendenza ad internalizzare queste attività, con solo  il 30% dei manager a dichiarare di servirsi di agenzie esterne.

Fenomeno molto interessante è la creazione di format ibridi, anche in virtù del ritorno  in voga dai lontani anni 90 delle gif. Ultimamente si nota, ad esempio, l’utilizzo delle gif per veicolare contenuti infografici interattivi, che abbiano tempi di caricamento sempre più gestibili e che sfruttando i sistemi di autoplay delle piattaforme si mostrano capaci di dare ottimi risultati in termini di engagement.

Pierluigi Vitale

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