2016 Mobile Adblocking Report

Se il report sull’adblocking rilasciato da PageFair ad agosto 2015 aveva definitivamente sollevato il problema dell’adblocking in tutta la sua grandezza, c’è da giurare che il report pubblicato ieri, sempre da PageFair, sul mobile adblocking farà ancora più rumore.

Il 2016 Mobile Adblocking Report fotografa puntualmente il fenomeno per quanto riguarda il mobile, device sul quale tante speranze di ricavi anche i publisher avevano riposto.

Dal rapporto emerge che ci sono almeno 419 milioni di persone che bloccano gli annunci pubblicitari da mobile, pari al 22% dei 1.9 miliardi di persone che hanno uno smartphone. Numeri che sono circa il doppio di quelli da desktop. Il numero di coloro che bloccano la pubblicità è praticamente raddoppiato negli ultimi 12 mesi, come mostra il grafico sottostante.

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Che il fenomeno attualmente riguardi prevalentemente Cina ed India, che da sole pesano circa due terzi del totale, non può certamente essere di consolazione ma al contrario deve far suonare ancora più forte il campanello di allarme su come e quanto la pubblicità sia sempre più vista come un disturbo, un’interruzione fastidiosa degli interessi  delle persone. Un fenomeno che, contrariamente a quanto in molti avevano sperato, riguarda anche gli ads su Facebook ed Instagram.

A rendere ancora più pungente la questione, se possibile, bastano infatti i dati di comScore e Sourcepoint che, tra le altre cose, evidenziano come siano i segmenti di popolazione con redditi più elevati, e dunque potenzialmente di maggior interesse per gli inserzionisti, ad utilizzare maggiormente sistemi per bloccare l’advertising online.

La tabella prodotta dal nostro Giacomo Fusina a marzo di quest’anno spiega perfettamente quale sia l’attuale problema. Milioni di persone in Italia hanno notato che la user experience del Web è molto migliore dopo aver installato un Ad Block. Nessuna particolare ideologia, nessun astio verso le testate online, nessun movimento “a difesa del navigatore”: l’utente lo trova migliore, può farlo e lo fa. Stop. Benvenuto nell’era del cliente.

È una questione di linguaggi, di modo di porgere e di rispetto nei confronti delle persone, in antitesi all’attuale invasività anche della pubblicità online. O, come dicevo tempo fa, l’advertising cesserà di essere ciò che interrompe gli interessi della gente per diventare il più possibile quel che gli interessa oppure le imprese ricercheranno autonomamente, come già avviene con il brand journalism, nuove forme, nuovi format di comunicazione e di relazione con i propri pubblici di riferimento. Non c’è scelta.

Del tema parleremo il prossimo 7 giugno nell’ambito della Social Media Week. Ci vediamo lì? Di seguito, per comodità di lettura, il report integrale di PageFair.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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