Il Sole e l’Utility

Il Grup­po 24 Ore ha vin­to un’importante com­mes­sa per Enel: cure­rà la comu­ni­ca­zio­ne inter­na del­la uti­li­ty, in par­ti­co­la­re la tele­vi­sio­ne e la radio azien­da­le, il tut­to per una cifra intor­no al milio­ne di euro per tre anni. La noti­zia è ripor­ta­ta da Letterà43  che rac­con­ta diver­si det­ta­gli. La noti­zia è mol­to inte­res­san­te ed è una buo­na occa­sio­ne per fare alcu­ne velo­ci rifles­sio­ni,  ne pro­pon­go alcu­ne:

Diver­si­fi­ca­re i rica­vi

Lo abbia­mo scrit­to spes­so, anche nel­le nostre ana­li­si dei bilan­ci dei mag­gio­ri grup­pi ita­lia­ni: per gli edi­to­ri sarà sem­pre più neces­sa­rio non pen­sa­re a quel­la cosa chia­ma­ta gior­na­le come loro uni­co “pro­dot­to” ma diver­si­fi­ca­re i rica­vi e non affi­dar­si alla sola cop­pia pubblicità/diffusionale sem­pre più in decli­no. Nel pano­ra­ma edi­to­ria­le ita­lia­no la quo­ta par­te degli “altri rica­vi” è asso­lu­ta­men­te mar­gi­na­le soli­ta­men­te non supe­ra il 10% (ma pro­prio il Grup­po 24 Ore su que­sto rap­pre­sen­ta un’eccezione con per­cen­tua­li deci­sa­men­te mag­gio­ri dal 37 al 41% negli ulti­mi anni).

All’estero mol­ti gran­di testa­te han­no atti­va­to da anni quel­li che ven­go­no chia­ma­ti bran­ded con­tent stu­dio, dipar­ti­men­ti inter­ni nati come agen­zie pub­bli­ci­ta­rie che oggi si stan­no sem­pre più tra­sfor­man­do in mac­chi­ne da guer­ra sul mar­ke­ting digi­ta­le aggiun­giun­gen­do impor­tan­ti voci di rica­vo ai bilan­ci dei loro edi­to­ri. Ci piac­cia o no è una stra­da che i gior­na­li sem­bra­no obbli­ga­ti a per­cor­re­re (sem­mai il pro­ble­ma è come gesti­re oggi, e in futu­ro, la sem­pre mag­gio­re vici­nan­za tra gior­na­le e gran­di brand sen­za per­de­re cre­di­bi­li­tà ver­so i let­to­ri). In Ita­lia fino ad oggi, i grup­pi edi­to­ria­li sten­ta­no a dotar­se­ne di pro­pri: Numix di Rcs, ci sem­bra, non è mai decol­la­to seria­men­te, pro­prio il Sole 24 Ore ha lan­cia­to recen­te­men­te il pro­prio bran­ded con­tent stu­dio con alcu­ni lavo­ri per Eni. Ma resta anco­ra mol­ta, deci­sa­men­te mol­ta, stra­da per ade­guar­si agli stan­dard dell’estero (e aggiun­ge­rei anche per non per­de­re occa­sio­ni in casa pro­pria, ad esem­pio ha valo­re ricor­da­re che un’azienda come Eni quan­do ha deci­so di lan­cia­re il pro­prio impor­tan­te pro­get­to di brand jour­na­li­sm, il maga­zi­ne Eni­day si è affi­da­ta ad agen­zia ame­ri­ca­na Con­ten­tly).

Comu­ni­ca­zio­ne inter­na: una nuo­va fron­tie­ra per il cor­po­ra­te jour­na­li­sm?

Un altro aspet­to impor­tan­te di que­sta ope­ra­zio­ne è il fat­to che il tut­to è con­cen­tra­to sul­la comu­ni­ca­zio­ne inter­na: radio e tv azien­da­le sul­le qua­li Enel sta facen­do inve­sti­men­ti impor­tan­ti (ricor­do che si par­la di un milio­ne di euro il valo­re dell’accordo) e per la qua­le uti­liz­za stru­men­ti gior­na­li­sti­ci.

«L’impegno del Sole sarà dupli­ce – leg­gia­mo anco­ra su Lettera43 – Da un lato dovrà poten­zia­re la pro­du­zio­ne di news esi­sten­te, ma in discon­ti­nui­tà con il pas­sa­to, raf­for­zan­do con più edi­zio­ni il tg e il radio­gior­na­le già in onda. Soprat­tut­to dovrà rea­liz­za­re nuo­vi pro­gram­mi d’approfondimento e talk in stu­dio on demand, che rac­con­ti­no in tre lin­gue (ita­lia­no, ingle­se e spa­gno­lo) l’attività dell’azienda quan­to le novi­tà nel set­to­re ener­ge­ti­co».

Quan­do par­lia­mo di brand con­tent si met­to­no sem­pre in evi­den­za le poten­zia­li­tà del­la comu­ni­ca­zio­ne ester­na: i pro­get­ti edi­to­ria­li che rea­liz­za­no i brand che si pen­sa­no sem­pre più come edi­to­ri, ma poco o nien­te di quel­lo che i diver­si stru­men­ti gior­na­li­sti­ci pos­so­no fare per copri­re un aspet­to così impor­tan­te nel­la stra­te­gia comu­ni­ca­ti­va di una gran­de azien­da come la comu­ni­ca­zio­ne inter­na. Da nota­re come non si par­li sol­tan­to di noti­zia­ri ma anche di for­mat come appro­fon­di­men­ti e talk in stu­dio (fos­si un edi­to­re comin­ce­rei seria­men­te a pro­por­re pro­get­ti edi­to­ria­li anche in que­sta cam­po).

Inter­na­zio­na­liz­za­zio­ne

Infi­ne un altro ele­men­to inte­res­san­te da sot­to­li­nea­re è la richie­sta da par­te di Enel di con­te­nu­ti in tre diver­se lin­gue e dal respi­ro inter­na­zio­na­le. Una richie­sta più che nor­ma­le, se ci pen­sia­mo, visto che azien­de come Enel sono sem­pre più dei player glo­ba­li del loro set­to­re. Se gli edi­to­ri (anche quel­li ita­lia­ni) vor­ran­no entra­re seria­men­te nel­la com­pe­ti­zio­ne del bran­ded con­tent con pro­get­ti edi­to­ria­li da offri­re alle gran­di brand dovran­no esse­re capa­ci di misu­rar­si su  valo­ri di sca­la che vada­no oltre i pro­pri con­fi­ni nazio­na­li.

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Lelio Simi

giornalista, content curator at DataMediaHub
Si è formato nella carta stampata [Mattina Toscana - l'Unità] dove è diventato giornalista professionista. Dal 2001 inizia a occuparsi di informazione sul web in una delle prime digital media italiane [Wayin]. Da diversi anni svolge l'attività di freelance occupandosi prevalentemente (sia nella stampa tradizionale che in quella online) dei temi legati all'innovazione, all'economia al sociale e alle nuove tecnologie. Di strategie e marketing editoriale scrive su pagina99. Come consulente da anni si occupa di progettare e gestire strumenti e contenuti per la comunicazione corporate. Ha tenuto per quattro anni un blog personale "Senzamegafono".
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