Influencer Marketing: Meno Megafoni e Più Strette di Mano

Continuiamo ad approfondire alcuni aspetti dell’Influencer marketing, dopo l’ultimo articolo in cui vi descrivevo alcuni – secondo noi – aspetti cruciali e distinzioni da fare dal punto di vista concettuale.

Come detto, l’influencer marketing [e le analisi che ne conseguono] scontano seri problemi e confusione dal punto di vista delle misurazioni. Si tende spesso a rilasciare improbabili classifiche basate sull’engagement o sulla portata, che chiaramente non bastano ma rappresentano comunque dei fattori nel computo delle valutazioni.
A tal proposito, una ricerca prodotta da Markerly, rivela che esiste un rapporto inversamente proporzionale tra la quantità di follower e il numero di interazioni che questi producono. Intendiamoci, non si tratta di una statistica illuminante, ma ci aiuta a comprendere come i grandi numeri spesso nascondano un valore più simbolico che tangibile.

Tanti follower potrebbero fare di te un profilo (professionale) che si presenta bene, ma cosa accade alla prova dei numeri?

L’analisi condotta su Instagram, una delle piattaforme che si presta sicuramente meglio a questo genere di attività, con la capacità [all’estero] di produrre anche consistenti utili. Nella grafica è possibile notare come un minor numero di follower produca una maggior percentuale di interazioni, in termini di like e commenti.

rapporto follower-interazioni e influencer marketing

Questione di interesse, profilazione e dialogo con un pubblico strettamente interessato e non un pubblico di massa.

Meno megafoni e [metaforicamente] più strette di mano, verrebbe da dire. In buona sostanza, dai 100mila follower in poi, il rapporto si consolida, con lievi flessioni verso il basso. Come detto nel precedente articolo, dati di questo genere si prestano all’idea di individuare strategie di influencer marketing che sappiano agire a livello micro, con la possibilità di smolecolarizzare le attività in più attori, che sappiano dialogare con le rispettive nicchie, producendo valore e interesse con margini più interessanti e anche meglio misurabili.

Tutto questo non vuol dire che l’influencer marketing sia in decadimento, sia chiaro. Un’ulteriore ricerca, condotta sui clienti di RhythmOne, certifica la bontà di questo tipo di strategie, andando ad indicare il valore prodotto da ogni dollaro investito in influencer marketing.

I dati sono sorprendenti: si parla di 9,60$ per ogni dollaro investito. Il dato è, di per sé, confortante, specie se si nota come la crescita sia continua e buon ritmo. Solo lo scorso anno il rapporto era 1 a 6,86$. Questo valore trova dei picchi nei settori food, turismo e beauty, dove supera le 12 unità. Insomma, come ci dicevamo l’ultima volta, fuori dai nostri confini l’influencer marketing fa profitti, oltre che buzz.

valore prodotto dall'influencer marketing

Pierluigi Vitale

Social media Analyst at Social Listening
Social media analyst e information designer. Ph.D Fellow presso il Laboratorio "Digital Humanities + Information Design" dell'Università degli studi di Salerno. Svolge attività di ricerca nel campo dell'analisi e della visualizzazione dei dati. Mai diventato giornalista, fa di reperimento, analisi, elaborazione e rappresentazione dei dati la sua vocazione. Ha lavorato da Vice-Responsabile Marketing del Corriere del Mezzogiorno e tiene corsi di formazione per soggetti pubblici e privati.
Pierluigi Vitale

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