Per monetizzare gli articoli arriva il plug-in di Blendle. Basterà?

Capi­ta, for­tu­na­ta­men­te, di tro­va­re degli arti­co­li di appro­fon­di­men­to, che chia­ri­sco­no o arric­chi­sco­no la nostra cono­scen­za.
Riser­va­re a que­sti solo una con­di­vi­sio­ne non ti sem­bra un po’ poco per il lavo­ro che richie­do­no?

Per que­ste casi­sti­che esi­ste Blend­le, una piat­ta­for­ma di gior­na­li­smo di qua­li­tà.
Una sor­ta di luo­go vir­tuo­so in cui incon­tra­re solo e sol­tan­to con­te­nu­ti di alta leva­tu­ra, che incon­tri­no i nostri inte­res­si, sce­vri del buzz e dei con­te­nu­ti più fri­vo­li che sem­bra­no esse­re diven­ta­ti un must per la soste­ni­bi­li­tà degli edi­to­ri, spe­cial­men­te sul web.
Nono­stan­te l’accezione eli­ta­ria del pro­get­to, Blend­le si con­trad­di­stin­gue per esse­re aper­to e par­te­ci­pa­ti­vo, con­sen­ten­do ai gior­na­li­sti di par­te­ci­pa­re coi pro­pri con­te­nu­ti e incon­tra­re inte­res­se e gua­da­gni.
Sì, gior­na­li­smo e gua­da­gni, un con­nu­bio logi­co che inve­ce nell’ultmo perio­do sem­bra esse­re diven­ta­ta un’opzione.
Fare gior­na­li­smo di qua­li­tà con Blend­le cor­ri­spon­de a mone­tiz­za­re l’attività, sul­la base di un pre­mio con­fe­ri­to dai let­to­ri.
Il let­to­re leg­ge, apprez­za, paga. Nul­la di più linea­re, per quan­to sem­bri non esse­re più scon­ta­to nel con­te­sto attua­le.
Tut­to si ren­de più sem­pli­ce con l’implementazione di un plug-in per word­press, che demo­cra­tiz­ze­rà l’accesso a que­sta piat­ta­for­ma, con tut­ti i van­tag­gi che ne con­se­guo­no.
Cer­to, vedre­mo aumen­ta­re in modo espo­nen­zia­le le per­so­ne che riter­ran­no degne di un obo­lo i pro­pri con­te­nu­ti, ma que­sto non dovreb­be cor­ri­spon­de­re a un’invasione. Saran­no pur sem­pre i let­to­ri a deci­de­re nel meri­to.
Baste­rà appor­re il pul­san­te di Blend­le ai mar­gi­ne del pro­prio arti­co­lo per con­sen­tir­ne l’acquisto.
I gior­na­li­sti free­lan­ce, in par­ti­co­la­re, potran­no con­ti­nua­re a pub­bli­ca­re gli arti­co­li all’interno dei pro­pri spa­zi, riser­van­do­si la pos­si­bi­li­tà di “ven­der­ne” la let­tu­ra con un sem­pli­ce click.
L’operazione ope­ra alla disin­ter­me­dia­zio­ne, con­sen­ten­do ai gior­na­li­sti di tro­va­re un con­tat­to e una remu­ne­ra­zio­ne diret­ta coi let­to­ri, sen­za pas­sa­re dagli edi­to­ri. Una buo­na occa­sio­ne anche per i blog­ger, spe­cie se — caso non raro ma nean­che comu­ne — si par­la di pen­ne par­ti­co­lar­men­te raf­fi­na­te.
Si pre­ve­de a medio ter­mi­ne anche il lan­cio di un siste­ma di abbo­na­men­ti.
Per otte­ne­re il plug-in sarà neces­sa­rio iscri­ver­si a Repor­ters Onli­ne e poi segui­re una pro­ce­du­ra di instal­la­zio­ne, per il momen­to non anco­ra esat­ta­men­te imme­dia­ta ma comun­que gesti­bi­le.
Il plug-in con­sen­te due opzio­ni: abi­li­ta­re il paga­men­to con il pul­san­te blend­le o inviar­lo diret­ta­men­te al sito del­lo stes­so.
blendle options
La secon­da opzio­ne, pro­ba­bil­men­te, si pre­sta più alle neces­si­tà di chi non dispo­ne pro­pria­men­te di un pub­bli­co nutri­to e cer­ca di amplia­re il pro­prio baci­no di let­to­ri.
Dal­le faq uffi­cia­li si leg­ge che non sarà pos­si­bi­le sta­bi­li­re un prez­zo a scel­ta, ma solo per il momen­to.
Il prez­zo pre­vi­sto, al momen­to, è di 0,30€ per arti­co­li bre­vi (meno di 550 paro­le) e 0,69€ per arti­co­li lun­ghi.
Inten­dia­mo­ci, non esi­ste arti­co­lo che sia degno di un costo uni­ta­rio così bas­so, ma nel con­te­sto digi­ta­le attua­le e con le pos­si­bi­li­tà di pro­pa­ga­zio­ne con­fe­ri­te dai social media, un buon arti­co­lo può arri­va­re ad otte­ne­re cifre inte­res­san­ti.
Resta inte­so che i con­te­nu­ti sen­za testo non avran­no alcun prez­zo.

Mol­to inte­res­san­te è il pul­san­te che repli­ca la for­mu­la sod­di­sfat­ti o rim­bor­sa­ti, che riscon­tra un tas­so di uti­liz­zo tra il 5% e il 10%, sin­to­mo di atten­zio­ne al let­to­re e del let­to­re, che dif­fi­cil­men­te con­sen­te scap­pa­to­ie all’unica via del­la qua­li­tà.

Il pro­get­to sem­bra esse­re ambi­zio­so anche se, in effet­ti, non si distin­gue poi tan­to dai già onni­pre­sen­ti (in veri­tà in fase di deca­di­men­to) pul­san­ti con richie­ste di dona­zio­ni su pay­pal.

Rispet­to al caso sopra­ci­ta­to la sfi­da al momen­to si pre­sen­ta capa­ce di rag­giun­ge­re il pro­prio obiet­ti­vo. La cre­sci­ta sin dal lan­cio è sta­ta con­si­sten­te, fino a rag­giun­ge­re le atten­zio­ni e gli inve­sti­men­ti di New York Times e Axel Sprin­ger. A dif­fe­ren­za di quan­to spes­so acca­de, la piat­ta­for­ma nasce in Euro­pa, nei pae­si bas­si, e sfi­da solo oggi il mer­ca­to ame­ri­ca­no.
Il siste­ma, si rac­con­ta, ha svi­lup­pa­to un pay­wall ben più red­di­ti­zio del­la media dei pay­wall pre­vi­sti dagli edi­to­ri, nel­le zone in cui ope­ra, con arti­co­li che han­no rag­giun­to pun­te di 30mila euro di pro­fit­ti.

“Nobo­dy wan­ts to pay for news but many want to pay for great jour­na­li­sm”

Que­sta l’idea, in sin­te­si, di Mar­ten Blan­ke­stei­jn, co-fon­da­to­re di Blend­le.

Pierluigi Vitale

Pierluigi Vitale

Social media Analyst at Social Listening
Social media analyst e information designer. Ph.D Fellow presso il Laboratorio "Digital Humanities + Information Design" dell'Università degli studi di Salerno. Svolge attività di ricerca nel campo dell'analisi e della visualizzazione dei dati. Mai diventato giornalista, fa di reperimento, analisi, elaborazione e rappresentazione dei dati la sua vocazione. Ha lavorato da Vice-Responsabile Marketing del Corriere del Mezzogiorno e tiene corsi di formazione per soggetti pubblici e privati.
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Social media analyst e information designer. Ph.D Fellow presso il Laboratorio "Digital Humanities + Information Design" dell'Università degli studi di Salerno. Svolge attività di ricerca nel campo dell'analisi e della visualizzazione dei dati. Mai diventato giornalista, fa di reperimento, analisi, elaborazione e rappresentazione dei dati la sua vocazione. Ha lavorato da Vice-Responsabile Marketing del Corriere del Mezzogiorno e tiene corsi di formazione per soggetti pubblici e privati.

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