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Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere. Gli altri giorni della settimana que­sta rubrica è parte inte­grante di Wolf e dun­que viene pub­bli­cata gra­tui­ta­mente solo il venerdì. Se non volete per­der­vela potete ABBONARVI a con­di­zioni straordinariamente favorevoli.

  • Da Vedere – Il Los Angeles Times offre il suo tributo a Kobe Bean Bryant, considerato tra i migliori cestisti della storia dell’NBA, pubblicando i dati di 20 anni di carriera e dei ben 30.699 canestri andati a segno [esclusi i tiri liberi] con relativa infografica interattiva di sintesi. Pochi giorni prima era invece il Washington Post a pubblicare una meravigliosa guida illustrata ai 704 morti di “Game of Thrones”. Meravigliosi esempi di data journalism su argomenti leggeri. Il giorno che avremo il piacere di vedere qualcosa di simile su un giornale italiano offro da bere a tutti, promesso.
  • Può una Redazione di Carta Diventare Digitale? – Annalisa Monfreda, Direttrice di Donna Moderna e Starbene, spiega con tanta semplicità quanta accuratezza quali sono i tre presupposti per gestire l’evoluzione del digitale all’interno delle redazioni. A suo avviso i key points sono: Formazione, Integrazione [in termini di inserimento di figure professionali con competenze adeguate] e l’Organizzazione del lavoro. Aspetti sui quali il materiale in Rete è davvero scarso e che rendono, se possibile, il suo contributo ancor più prezioso. Grazie!
  • Internazionalizzazione – Se c’è un quotidiano transnazionale questo è certamente il NYTimes ma evidentemente non basta. Infatti, secondo quando pubblicato ieri nell’edizione online, la testata statunitense sta pianificando di espandersi ulteriormente al di fuori dei confini ed ha pronto un piano di investimenti di 50 milioni di dollari per realizzare le proprie ambizioni. Nel frattempo alle nostre latitudini si pensa a tagli e persino a sotterfugi allo scopo.
  • Facebook Ads –  Ormai persino il salumiere di paese conosce le possibilità offerte da Facebook in campo pubblicitario ma ovviamente non ne coglie appieno le possibilità affidandosi, come ahimè spesso avviene, al figlio smanettone e/o figure simili. Se non volete fargli compagnia la lettura di “The Secret to More Effective Ads on Facebook: The Science of Testing” e caldamente consigliata. Utile.
  • Protezione dei Dati – I dati sono oro, come Facebook, tra gli altri, ci insegna. D’ora in poi però potrebbe essere più difficile impossessarsene per i [pochi] marketers che ne hanno davvero capito il valore. Infatti ieri l’Unione Europea ha approvato nuove regole di protezione dei dati personali aggiornando la vecchia legge in materia che risaliva al 1995; un’era geologica fa nel secolo più veloce della storia dell’umanità. Sapevatelo.
  • Vine – Vine ha annunciato un aggiornamento che grazie ad un bottone consente alle persone di seguire un account, un canale, dall’inizio alla fine. Una caratteristica che lo sposta sempre più da social network a piattaforma di intrattenimento. Mossa di riposizionamento che personalmente mi pare intelligente.
  • Pixel & Bagni di Sangue – Buzzfeed parla di “The Digital Media Bloodbath”, riferendosi ai mille posti di lavoro persi solo negli ultimi 12 mesi nelle media companies d’oltreoceano. Le audience online non sono mai state così ampie o quanto meno facili da raggiungere eppure riuscire ad averne dei ricavi sembra se non impossibile sicuramente molto difficile per tutti. Il dilemma del prigioniero.

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