Media & Concentrazioni

Continua a tenere banco la fusione tra il Gruppo Espresso ed Itedi, ribattezzata universalmente “StamPubblica” che, nelle parole di Giulio Anselmi, Presidente Ansa ed ex Presidente della Fieg, “è l’ennesima dimostrazione che i giornali stanno diventando irrilevanti”.

Si fatica a comprendere ad onor del vero se dietro a cotanta indignazione per l’operazione che porterà a creare il più grande gruppo di testate giornalistiche nel nostro Paese ci siano sincere motivazioni legate all’inevitabile perdita di posti di lavoro, preoccupazioni per la libertà d’informazione o se più semplicemente i pesci piccoli temano di rimanere schiacciati così come candidamente ammette, ad esempio, Travaglio.

Che la stampa è più in generale l’informazione siano fortemente legati, e dunque condizionati dalla politica non è una novità, così come del resto lo è dagli investitori pubblicitari da cui sono altrettanto fortemente dipendenti. Chiunque lo neghi o è ingenuo o, più probabilmente, è in mala fede ed è noto che in Italia i maggiori quotidiani sono di proprietà di persone o organizzazioni che, indossando altri abiti, hanno bisogno del Governo.

Altrettanto non è una novità che questo fenomeno sia universale, diffuso in tutta Europa e non solo, come ben riassume un articolo del 2013 dell’European Journalism Observatory su “i baroni dei media”.

Dall’altra parte dell’oceano, secondo i dati resi disponibili in questi giorni, solo nel 2015 vi sono state fusioni ed accorpamenti di ben 70 giornali per un valore di 827 milioni di dollari.

Dal mio punto di vista l’operazione “StamPubblica” è funzionale sotto il profilo dei costi con benefici evidenti sia per quanto riguarda una parte dei costi generali, come ad esempio per quanto riguarda l’amministrazione, ma anche sui costi variabili come acquisti di materie prime e logistica. Credo invece che sia decisamente meno interessante per quanto riguarda i ricavi che, una volta a regime, difficilmente resteranno la somma delle singole testate vanificando in parte i benefici di saving.

La strategia della difesa dell’editoria tradizionale è sempre meno credibile. La prospettiva giusta è: in un contesto radicalmente diverso, solo le strategie radicalmente innovative possono inventare un nuovo spazio per l’informazione giornalistica. Tutto il resto sono chiacchiere su cose note da tempo sulle quali anche coloro che ora lanciano il sasso hanno spesso nascosto la mano.

Fusioni Quotidiani US

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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