I Numeri del Successo di Snapchat (in America)

Snapchat è la seconda piattaforma social più potente negli Stati Uniti d’America. Non Twitter, non Instagram… Snapchat.

Edison Research snocciola alcuni dati, raccontati da Jay Baer andando a delineare un quadro che fa di snapchat molto più di una meteora, come viene spesso considerata.

Negli USA Snapchat risulta essere più conosciuto di LinkedIn e Pinterest, con quest’ultimo che (a ragione) viene considerato uno dei social maggiormente in crescita e con interessanti margini di profitto per chi intende vendere, specie nel settore fashion. Snapchat dilaga principalmente tra i teenager, con un’awarness che nei 12enni passa dal 60% al 71%. Di convesso, ha anche più utenti degli illustri colleghi precedentemente citati.

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Quanto a popolarità Snapchat risulta essere il secondo negli USA, distante anni luce da Facebook, ma capace di tenere la contesa con Instagram, vero altro portento del panorama social.

La capacità di far breccia nell’utenza teen, da molti definita (spesso con toni impropriamente apocalittici) il tallone d’Achille di Facebook, mette Snapchat nelle condizioni di non essere un diretto concorrente, ma più un servizio complementare.

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Nei giovani tra i 12 e 24 anni raggiunge quota 26% (+9% rispetto allo scorso anno), a ridosso di Facebook con il suo 32% e prima di Instagram che si ferma al 17%.

Ulteriore aspetto di sicuro interesse è la capacità di Snapchat di offrire un’esperienza divertente e che porti gli utenti ad investire per migliorarla. Il servizio offre la possibilità di inviare divertenti selfie modificati con appositi sticker e feature, per cui si può accedere ad un grande catalogo da cui scegliere ed acquistare, al fine di distinguersi in questo continuo rimbalzo di selfie con data di scadenza.

La possibilità di vendere sticker ed emoji si è dimostrata un buon asset di business a cui ha iniziato a porre l’attenzione anche Facebook, ma che non può prescindere da un’esperienza (e un pubblico) che inizi ad essere talmente accattivante da innescare processi d’acquisto.

Vi invito anche a leggere questo interessante articolo su Buzzfeed in cui Ben Rosen intervista la sorella 13enne per scoprire i segreti e la capacità attrattiva di questo fenomeno dilagante. Questi ed altri dati nel report completo Infinite Dial 2016.

Pierluigi Vitale

Pierluigi Vitale

Social media Analyst at Social Listening
Social media analyst e information designer. Laureato in Comunicazione d'Impresa e Pubblica all'Università di Salerno. Presso la stessa Università dà inizio con il ricercatore Stefano Perna e il docente ed architetto Guelfo Tozzi al laboratorio Data Factory, con il quale si occupa di progetti di visualizzazione di dati social (e non) e di formazione professionale. Mai diventato giornalista, fa di reperimento, analisi, elaborazione e rappresentazione dei dati la sua vocazione.
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