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Una sele­zione ragio­nata del­le noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere. Gli altri gior­ni del­la set­ti­ma­na que­sta rubri­ca è par­te inte­grante di Wolf e dun­que vie­ne pub­bli­cata gra­tui­ta­mente solo il vener­dì. Se non vole­te per­der­vela pote­te ABBONARVI a con­di­zioni straor­di­na­ria­men­te favo­re­vo­li.

  • No, NON è la BBC — La Rai pen­sa di tor­na­re su You­Tu­be, dopo lo strap­po di due anni fa, deci­so dal diret­to­re gene­ra­le Lui­gi Gubi­to­si, e aver inspie­ga­bil­men­te get­ta­to al ven­to 700mila euro l’anno. Facen­do una sem­pli­ce addi­zio­ne, sia­mo a cir­ca un milio­ne e mez­zo di euro per­si. No, non è la BBC, que­sta è la Rai, la Rai TV
  • Con­te­nu­ti Edi­to­ria­li — Dal­la ricer­ca rea­liz­za­ta da Isti­tu­to Bru­no Leo­ni ed e-Media Insti­tu­te: “Il siste­ma audio­vi­si­vo: evo­lu­zio­ne e dimen­sio­ni eco­no­mi­che”, emer­ge che il valo­re del mer­ca­to dei con­te­nu­ti edi­to­ria­li ha per­so 4.7 miliar­di di euro negli ulti­mi 5 anni. Il “panie­re” di rife­ri­men­to è nel­la sua ver­sio­ne più este­sa: la tele­vi­sio­ne in tut­te le sue for­me, cine­ma, radio, home video, video­gio­chi, musi­ca, tut­to il set­to­re del­la car­ta stam­pa­ta e tut­to il mon­do dei ser­vi­zi inter­net a con­te­nu­to. Que­sto set­to­re dei “con­te­nu­ti edi­to­ria­li” vale­va nel 2010 cir­ca 28.3 miliar­di di euro men­tre oggi è sce­so a a 23.6 miliar­di di euro. Dico­no gli auto­ri del­lo stu­dio che que­sto signi­fi­che­rà neces­sa­ria­men­te rive­de­re i pro­prio model­li di busi­ness. Ma va?
  • Face­book — Tut­to, o alme­no qua­si tut­to, quel­lo che la mam­ma non vi ha det­to su come sfrut­ta­re al meglio Face­book per la comu­ni­ca­zio­ne d’impresa. Il Face­book Mar­ke­ting com­pren­de diver­si ambi­ti, qua­li le fan­pa­ge, i Face­book Ads e le nuo­ve fun­zio­na­li­tà per le azien­de come il busi­ness mana­ger. Se sie­te a digiu­no dell’argomento, “63 Gui­de Gra­tui­te al Face­book Mar­ke­ting” fa al caso vostro. Ad inte­gra­zio­ne, “Gui­da alla crea­zio­ne di un Can­vas su Face­book”, il nuo­vo formato[pubblicitario e non] recen­te­men­te intro­dot­to da Face­book. Book­mark.
  • Crea­ti­ve Destruc­tion — Il lavo­ro nel­le testa­te sta­tu­ni­ten­si è let­te­ral­men­te crol­la­to dal 1990 ad oggi. Infat­ti, secon­do i dati pub­bli­ca­ti, negli USA si sareb­be pas­sa­ti dai 458mila occu­pa­ti dei pri­mi anni ’90 ai 158mila del gen­na­io 2016. Tut­to bene, gra­zie.
  • Con­su­mo d’Informazione — Uno stu­dio di Chart­beat ha ana­liz­za­to 700 siti web di altret­tan­te testa­te, per un tota­le di 70 milio­ni di url, per [di]mostrare come cam­bia il con­su­mo d’informazione duran­te even­ti di gran­de richia­mo qua­li gli attac­chi di Pari­gi o l’attacco ter­ro­ri­sti­co di San Ber­nar­di­no. L’analisi ha pre­so in con­si­de­ra­zio­ne la dif­fe­ren­za del traf­fi­co ai siti web dei quo­ti­dia­ni a secon­da se pro­vie­nien­te da Goo­gle, Face­book o Twit­ter. Per riflet­te­re su oppor­tu­ni­tà di imme­dia­tez­za ver­sus accu­ra­tez­za ed appro­fon­di­men­to.
  • Mes­sa­ging App —  Inte­res­san­te discus­sio­ne su l’utilizzo di Tele­gram da par­te dei quo­ti­dia­ni ita­lia­ni. Sul tema l’articolo “On chat as inter­fa­ce” effet­tua un’ottima sin­te­si di oppor­tu­ni­tà e limi­ti del­le app di mes­sag­gi­sti­ca istan­ta­nea per i [news]brand offren­do una pano­ra­mi­ca dav­ve­ro inte­res­san­te su quel­lo che è indub­bia­men­te la nuo­va fron­tie­ra del­la comu­ni­ca­zio­ne onli­ne. Al riguar­do vale asso­lu­ta­men­te il tem­po di let­tu­ra “The Futu­re of Chat Isn’t AI” che spie­ga come l’interazione istan­ta­nea sia la chia­ve e, soprat­tut­to, la visio­ne pro­po­sta dal Guar­dian Mobi­le Inno­va­tion Team al riguar­do in “Five pro­po­sed areas of focus for mobi­le inno­va­tion in news” Per­so­nal­men­te, al di là del­le spe­ci­fi­ci­tà di cia­scun cana­le, di cia­scu­na app,  più che a con­te­nu­ti crea­ti ad hoc, che van­no bene, pen­se­rei a: 1) Con­ver­sa­zio­ne, comu­ni­ca­zio­ne One-to-One, 2) Dati e pro­fi­la­zio­ne. Buon lavo­ro.
  • Inter­net è il Futu­ro del­la Pub­bli­ci­tà — Fran­ce­sco Deve­sco­vi, stu­dio­so dell’economia dell’informazione con un pas­sa­to in Rai e di inse­gna­men­to di Eco­no­mia dei Media all’Università La Sapien­za di Roma, sul Fat­to Quo­ti­dia­no scri­ve che Inter­net è il futu­ro del­la pub­bli­ci­tà affer­man­do, tra le altre cose, che “Acca­de che Inter­net si stia rile­van­do un otti­mo vei­co­lo pub­bli­ci­ta­rio: poi­ché per­met­te alle azien­de un con­tat­to più diret­to con i poten­zia­li con­su­ma­to­ri e amplia le pos­si­bi­li­tà d’informazioni sul pro­dot­to”. Sarà per quel­lo che oltre 200 milio­ni di per­so­ne nel mon­do usano gli adbloc­kers. Pro­fes­so­re, mi spia­ce, lei è riman­da­to a set­tem­bre.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification. Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].

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