Uber Affronta la Grana delle Molestie Sessuali

Uber è un ser­vi­zio che con­sen­te alle per­so­ne di  spo­star­si median­te un’app, che va a crea­re una rete indi­pen­den­te  di vei­co­li, pron­ti a scam­biar­si pas­sag­gi a prez­zi deci­sa­men­te com­pe­ti­ti­vi rispet­to al tra­di­zio­na­le mer­ca­to dei taxi.
L’attenzione su Uber è ormai alta da diver­so tem­po, tan­to da inne­sca­re dia­tri­be poli­ti­che nei diver­si pae­si in cui i taxi han­no recri­mi­na­to per aver visto insi­dia­to il pro­prio ruo­lo e l’attività lavo­ra­ti­va.

Lo stes­so Face­book ha dato ono­re al pro­get­to, adot­tan­do­lo con Mes­sen­ger, che ben pre­sto con­sen­ti­rà alle per­so­ne (alcu­ne rie­sco­no già,  negli Sta­ti Uni­ti) di pre­no­ta­re un pas­sag­gio diret­ta­men­te dal­la piat­ta­for­ma di live chat­ting.
Insom­ma,  una scom­mes­sa e  un’idea asso­lu­ta­men­te vin­cen­te e imma­gi­no red­di­ti­zia.

Die­tro tut­to que­sto potreb­be nascon­der­si un lato oscu­ro, nean­che così poco pre­ven­ti­va­bi­le, che Buz­z­Feed ha inda­ga­to, riu­scen­do ad acce­de­re a infor­ma­zio­ni riser­va­te, come degli screen­shot sui tic­ket di recla­mo e assi­sten­za.
Sem­bre­reb­be che nel ser­vi­zio di CRM di Uber risul­ti­no  innu­me­re­vo­li que­ry a paro­le affe­ren­ti il cam­po seman­ti­co del­le mole­stie ses­sua­li. Da stu­pro a mole­stia…

uber molestie scoperte da buzzfeed

In una pri­ma fase la rea­zio­ne di Uber è sta­ta abba­stan­za gros­so­la­na. Si dichia­ra­va che il  nume­ro del­le que­ry con­teg­gia­te non fos­se un indi­ca­to­re giu­sto per le rea­li  recri­mi­na­zio­ni.  La teo­ria è che basta un erro­re di bat­ti­tu­ra o qual­che cogno­me (Rape) che pre­ve­da quel­le stes­se paro­le per gon­fia­re i nume­ri e dare una per­ce­zio­ne deci­sa­men­te più gra­ve del­lo sta­to rea­le del­le cose.

Tut­ta­via Buz­z­Feed ha appro­fon­di­to la vin­cen­da, come è pos­si­bi­le nota­re dal­lo screen­shot che segue, che ha una ricer­ca più spe­ci­fi­ca per fuga­re ogni tipo di gene­ra­liz­za­zio­ne.

Nono­stan­te i diver­si indi­ca­to­ri di rischio, pare che Uber si rifiu­ti di con­ce­de­re l’accesso ai dati per esplo­ra­re la vicen­da. Recen­te­men­te ha però pub­bli­ca­to una rispo­sta uffi­cia­le per pro­va­re a far chia­rez­za. La rispo­sta non è dis­si­mi­le da quan­to rac­con­ta­to. Si con­ti­nua a far leva sul­la pos­si­bi­li­tà che ci sia­no pro­ble­mi di deco­di­fi­ca dei testi.
Si cita un caso “sin­go­la­re” in cui per “rape” non si inten­da lo stu­pro, ma una distor­sio­ne ila­re del­la paro­la “rate” per indi­ca­re la vio­len­za subi­ta dal por­ta­fo­gli. Idea par­ti­co­lar­men­te fan­ta­sio­sa…

Anco­ra si sot­to­li­nea la pos­si­bi­li­tà che i dri­ver pos­sa­no ave­re dei cogno­mi che com­por­ti­no la men­zio­ne di que­sto tipo di paro­le. Si fa l’esempio di come anche “Don Dra­per” pos­sa rien­tra­re nei risul­ta­ti di ricer­ca per la paro­la “rape”, ma que­sta stes­sa casi­sti­ca vie­ne smen­ti­ta da Zen­de­sk, piat­ta­for­ma di crm in ogget­to.

Immagine
Infi­ne si segna­la che mol­te del­le discus­sio­ni non sareb­be­ro per­ti­nen­ti all’utilizzo di Uber, ma di altre piat­ta­for­me. I nume­ri uffi­cia­li sarebbero:5 casi di vio­len­za (lo 0.0000009% dei viag­gi in 3 anni) e 170 riven­di­ca­zio­ni di vio­len­za ses­sua­le (1 ogni 3,3 milio­ni di viag­gi). A que­sto chia­ri­men­to segue il rifiu­to a dare acces­so alle infor­ma­zio­ni per i gior­na­li­sti di Buz­z­Feed.

La vicen­da appa­re oscu­ra e le moti­va­zio­ni for­ni­te non sem­bra­no deli­nea­re un qua­dro mol­to chia­ro. Uber resta, in ogni caso, un ser­vi­zio mol­to inte­res­san­te e che ha aper­to un nuo­vo mer­ca­to. For­se in mate­ria di CRM c’è anco­ra mol­ta stra­da da fare, spe­cie quan­do ci sono in bal­lo temi mol­to più scot­tan­ti di sem­pli­ci recla­mi.

Pierluigi Vitale

Pierluigi Vitale

Social media Analyst at Social Listening
Social media analyst e information designer. Ph.D Fellow presso il Laboratorio "Digital Humanities + Information Design" dell'Università degli studi di Salerno. Svolge attività di ricerca nel campo dell'analisi e della visualizzazione dei dati. Mai diventato giornalista, fa di reperimento, analisi, elaborazione e rappresentazione dei dati la sua vocazione. Ha lavorato da Vice-Responsabile Marketing del Corriere del Mezzogiorno e tiene corsi di formazione per soggetti pubblici e privati.
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Social media analyst e information designer. Ph.D Fellow presso il Laboratorio "Digital Humanities + Information Design" dell'Università degli studi di Salerno. Svolge attività di ricerca nel campo dell'analisi e della visualizzazione dei dati. Mai diventato giornalista, fa di reperimento, analisi, elaborazione e rappresentazione dei dati la sua vocazione. Ha lavorato da Vice-Responsabile Marketing del Corriere del Mezzogiorno e tiene corsi di formazione per soggetti pubblici e privati.

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