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Una sele­zione ragio­nata del­le noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere. Gli altri gior­ni del­la set­ti­ma­na que­sta rubri­ca è par­te inte­grante di Wolf e dun­que vie­ne pub­bli­cata gra­tui­ta­mente solo il vener­dì. Se non vole­te per­der­vela pote­te ABBONARVI a con­di­zioni straor­di­na­ria­men­te favo­re­vo­li.

  • Pay­wall — Se l’introduzione del mete­red pay­wall da par­te del NYTi­mes è indub­bia­men­te un caso di suc­ces­so non altret­tan­to si può dire per la mag­gio­ran­za dei ten­ta­ti­vi fat­ti dai publi­sher in tal sen­so. Dopo il Sun, per cita­re uno dei più recen­ti, ades­so è New­sweek a deci­de­re di abbat­te­re il muro e tor­na­re all’accesso gra­tui­to dei con­te­nu­ti. La que­stio­ne non è par­ti­re da pre­se di posi­zio­ne asso­lu­te qua­li “il gior­na­li­smo di qua­li­tà si paga” ben­sì capi­re per cosa sono dispo­ste effet­ti­va­men­te a paga­re le per­so­ne. Ele­men­ta­re Watson.
  • Sto­ry­tel­ling — Si fa un gran par­la­re di sto­ry­tel­ling, di long form jour­na­li­sm e mul­ti­me­dia­li­tà poi inve­ce di costrui­re dav­ve­ro una “sto­ria”, ad esem­pio, si pren­do­no una cin­quan­ti­na di tweet, si fan­no degli screen­shot [con la qua­li­tà del­le imma­gi­ni che ne deri­va] e si met­te onli­ne una bel­la foto gal­le­ry che fa pagi­ne viste. La dif­fe­ren­za tra dichia­ra­to e rea­liz­za­to con­ti­nua ad esse­re ampia, trop­po ampia…
  • Hack the Algo­ri­thm — Dopo le indi­scre­zio­ni di Buz­z­feed e le smen­ti­te pour cau­se di Jack Dor­sey, Twit­ter ha sve­la­to la nuo­va time­li­ne. Si trat­ta, in buo­na sostan­za di un’evoluzione di quel­lo che pri­ma era il “men­tre non c’eri”, una sele­zio­ne del­le news che non dovrem­mo per­der­ci e che mol­to spes­so, nel­la mia espe­rien­za per­so­na­le, in real­tà abbia­mo già visto, che sarà col­lo­ca­ta in testa alla time­li­ne.  L’affanno a spie­ga­re qua­li sia­no i van­tag­gi per uten­ti e inve­sti­to­ri pub­bli­ci­ta­ri è già di per se stes­so un segna­le di con­fer­ma del­la incer­tez­za in cui ver­sa la piat­ta­for­ma di micro­blog­ging. Se anche a voi non pia­ce l’idea del­la “face­boo­kiz­za­zio­ne” di Twit­ter ave­te un modo, sem­pli­ce, per evi­tar­la.
  • Save the Date — Saba­to 09 Apri­le, per tut­ta la gior­na­ta, nell’ambito dell’edizione 2016 del Festi­val inter­na­zio­na­le del Gior­na­li­smo, si ter­rà “Hack the Money”. Nell’hac­ka­thon ver­ran­no resi machi­ne rea­da­ble i con­te­nu­ti rela­ti­vi ai finan­zia­men­ti all’editoria dal 2003 al 2014, saran­no evi­den­zia­ti i casi “ano­ma­li” e saran­no effet­tua­te le rela­ti­ve info­gra­fi­che. Oltre a fare, final­men­te, luce a fon­do sul­la que­stio­ne i par­te­ci­pan­ti impa­re­ran­no a fare scra­ping ed a rea­liz­za­re info­gra­fi­che. Vi aspet­tia­mo!
  • Enga­ge­ment — La “cura Bezos” con­ti­nua a dare i suoi frut­ti al Washing­ton Post. Dopo il sor­pas­so per nume­ro di uten­ti uni­ci del NYTi­mes arri­va ora “Re-Enga­ge”, nuo­va fea­tu­re che for­ni­sce rac­co­man­da­zio­ni di let­tu­ra e com­pa­re quan­do il let­to­re mostra segni di distra­zio­ne o comun­que smet­te di esse­re inte­res­sa­to a quan­to sta leg­gen­do. Si trat­ta del ter­zo rila­scio di novi­tà di rile­van­za non tra­scu­ra­bi­le da quan­do è sta­ta crea­ta al quo­ti­dia­no sta­tu­ni­ten­se RED, the ad research expe­ri­men­ta­tion and deve­lo­p­ment group. Un altro mon­do e pos­si­bi­le.
  • Il Gior­na­li­sta Hac­ker —  Anche se non è aggior­na­tis­si­mo, pro­ba­bil­men­te resta nuo­va ed inte­res­san­te que­sta gui­da per un uso sicu­ro e con­sa­pe­vo­le del­la tec­no­lo­gia. I die­ci approc­ci che illu­stra­ti sono scel­ti appo­si­ta­men­te sia per garan­ti­re un’utilità imme­dia­ta che per accre­sce­re la curio­si­tà e la cono­scen­za. Da leg­ge­re e dif­fon­de­re.
  • Gior­na­li­smo Loca­le — In una nazio­ne qua­le l’Italia dove i gior­na­li loca­li, che spes­so copro­no una sola pro­vin­cia o addi­rit­tu­ra solo una par­te di que­sta, sono la spi­na dor­sa­le dell’informazione l’attenzione ver­so que­sta par­te rile­van­te del gior­na­li­smo loca­le resta emar­gi­na­ta, fuo­ri da con­ve­gni e pro­cla­mi [smen­ti­ti al calar del sole] di inno­va­zio­ne e buo­ni pro­po­si­ti. Il report “Les­sons From the Local News Lab: Buil­ding a More Con­nec­ted and Col­la­bo­ra­ti­ve News Eco­sy­stem”  è una let­tu­ra obbli­ga­ta per chi, again­st all odds, si inte­res­sa alla que­stio­ne.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].

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